Gran Bretagna, il partito laburista nel caos: Wes Streeting si dimette e lancia la sfida a Starmer

Le dimissioni del ministro della Salute, Wes Streeting – già ampiamente previste dopo i risultati delle urne – rappresentano il primo passo per una sua candidatura alla successione del Premier. In una lettera indirizzata al Primo Ministro e pubblicata sul social X, Streeting ha definito il partito laburista allo sbando e senza una guida sicura. «I risultati elettorali della scorsa settimana sono stati senza precedenti, sia per l’entità della sconfitta che per le conseguenze di tale fallimento. Per la prima volta nella storia del nostro Paese, i nazionalisti sono al potere in ogni angolo del Regno Unito». L’addio di Streeting segue quello di altri quattro ministri: Zubir Ahmed, Jess Phillips, Alex Davies-Jones e Miatta Fahnbulleh.

La lettera e la sfida interna  

Secondo Streeting è ormai evidente che Starmer non potrà guidare il Labour alle prossime elezioni politiche, poiché gli elettori hanno perso la fiducia nella capacità del partito di rispondere ai bisogni del Paese. Streeting punta a un rinnovamento totale: «È ormai chiaro che i parlamentari e i sindacati affiliati vogliono un dibattito su ciò che verrà dopo: una battaglia di idee, non fra personalità o meschini scontri di corrente. Dovrà essere un confronto ampio — ha affermato l’ormai ex ministro — con la migliore varietà possibile di candidati. Io spero che tu vorrai facilitarlo».

 

La corsa al numero 10

La permanenza di Starmer al 10 di Downing Street sembra destinata a essere breve. Streeting, rappresentante dell’ala moderata e conservatrice del partito – attualmente in minoranza interna -, dovrebbe annunciare a breve la sua sfida formale alla leadership. Tuttavia, anche la sinistra del partito si sta riorganizzando. Il candidato più popolare resta il sindaco di Manchester, Andy Burnham, noto come il “Leone del Nord”. L’unico ostacolo per Burnham è la sua attuale assenza dal Parlamento: secondo la prassi britannica, non si può ricoprire la carica di Primo Ministro senza un seggio ai Comuni.

Sarebbe proprio per evitare elezioni suppletive, che potrebbero permettere a Burnham di entrare in Parlamento, che Streeting avrebbe deciso di accelerare i tempi. Ma dall’ala sinistra potrebbe emergere anche un’altra figura di peso: Angela Rayner. L’ex vice-premier era stata costretta alle dimissioni lo scorso anno per un’indagine su presunte irregolarità fiscali immobiliari. Uno scandalo però sgonfiatosi: il Fisco britannico ha concluso che la Rayner aveva commesso solo un errore inavvertitamente, pagando le 40.000 sterline dovute senza alcuna sanzione penale.

Andrea Pagani

Laureato in Storia, ma con la passione del giornalismo sin da bambino. Con il vizio per gli esteri, dopo l'esperienza di stage al Fatto Quotidiano, ho deciso di sfidare la mia allergia alla matematica approfondendo l'economia, convinto che sia la chiave per capire dove va il mondo.

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