Il cinema torna in scena a Cannes, al via la 79esima edizione del Festival

Il centro nevralgico del cinema mondiale, in maniera intermittente durante l’anno, passa da diversi posti nel mondo: Los Angeles, Venezia, Berlino e da oggi 12 maggio al prossimo 23 maggio si ferma a Cannes. Una manifestazione che non ha bisogno di presentazioni con il Festival che raggiunge quest’anno la sua 79esima edizione. La Croisette articola tra alcuni spazi simbolici l’intera ricorrenza come il Grand Théâtre Lumière, la Salle Debussy, la Salle Agnès Varda, la Salle Buñuel. Tante, come sempre, sono le personalità del cinema attese in cote d’Azur per questi giorni mentre come al solito la delegazione italiana è messa sotto la lente d’ingrandimento, ma non quest’anno perché in concorso non c’è alcun film italiano e sono poche le maestranze coinvolte in produzioni estere che calcheranno il red carpet 2026.

Il programma di apertura e chiusura

Oltre alla prestigiosa competizione principale, il Festival si ramifica in sezioni ormai storiche come Un Certain Regard, Cannes Classics e le proiezioni di mezzanotte, arricchendo il calendario con numerosi dibattiti pubblici ed eventi glamour sulla spiaggia. L’apertura ufficiale si terrà oggi con la proiezione fuori concorso di La Vénus électrique, firmata da Pierre Salvadori fino al prossimo 23 maggio quando calerà il sipario con la cerimonia di premiazione e la visione di Ulysse di Laetitia Masson, opera scelta per chiudere la sezione Un Certain Regard.

I titoli più attesi e i grandi del cinema

Tra i film che promettono di appassionare maggiormente il pubblico spicca Histoires Paralleles di Asghar Farhadi, un dramma corale che analizza le cicatrici lasciate dagli attentati di Parigi del 2015 attraverso un cast stellare guidato da Vincent Cassel. Grande curiosità avvolge anche El ser Querido di Rodrigo Sorogoyen, dove Javier Bardem interpreta un regista alle prese con un complesso rapporto filiale, e La Bola negra, progetto che riporta sul grande schermo un’opera mai conclusa di Lorca con l’interpretazione di Penelope Cruz e Glenn Close.

La fantascienza d’autore farà invece capolino con Hope, che vede nuovamente insieme sul set la coppia Michael Fassbender e Alicia Vikander, mentre il noir troverà spazio grazie ad Andy Garcia e al suo film Diamond, supportato da un cast monumentale che include Bill Murray e Dustin Hoffman. Un tocco di sarcasmo arriverà infine da Quentin Dupieux con Full Phil, una commedia che lo stesso regista ha ironicamente descritto a Variety come una sorta di versione da incubo di Emily in Paris.

La giuria e le icone internazionali sul red carpet
La Palma d’oro, simbolo del Festival e premio per il film vincitore

A guidare il destino dei 22 film in concorso sarà una giuria presieduta dal maestro coreano Park Chan-wook, affiancato da figure rilevanti del mondo della settima arte come la regista Chloé Zhao e l’attore Stellan Skarsgård. Una nota di particolare rilievo riguarda la presenza di Demi Moore, che dopo il successo di The Substance torna sulla Croisette in veste di giurata, nonché unica rappresentante di Hollywood in giuria. Oltre ai premi per le singole opere, la kermesse celebrerà le carriere leggendarie di Peter Jackson e Barbra Streisand, che riceveranno i prestigiosi riconoscimenti alla carriera. Non mancheranno poi i grandi ritorni, come quello di Scarlett Johansson e Adam Driver per presentare il thriller politico Paper Tiger, o il debutto dietro la macchina da presa di John Travoltacon il suo progetto d’esordio.

La presenza italiana e la sfida con Meta

Nonostante l’assenza di titoli italiani nella corsa alla Palma d’Oro, il nostro cinema sarà rappresentato da alcune eccellenze impegnate in produzioni internazionali. In Roma Elastica, opera francese presentata nelle proiezioni di mezzanotte, vedremo recitare Isabella Ferrari, Asia Argento e Maurizio Lombardi, in un film che ha scelto proprio gli studi di Cinecittà per alcune riprese. Anche Monica Bellucci sarà protagonista del red carpet per il film Histoires de la nuit, confermando il forte legame con il cinema d’oltralpe.

Sul fronte della comunicazione, il Festival affronta una sfida nuova grazie alla partnership con Meta, che porterà diversi creator a documentare l’evento con gli smart glasses. Tuttavia, Thierry Frémaux è stato categorico nel ribadire che l’ormai consueto divieto di scattare selfie sulla scalinata red carpet che resta assoluto. Per l’organizzazione, l’autoscatto finirebbe per svilire la solennità del momento oltre a rallentare il flusso delle première, un principio di decoro che rimane un pilastro identitario di Cannes anche nell’era dei social media.

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