A due giornate dalla conclusione del campionato, la corsa alla qualificazione in Champions League in Serie A rimane completamente aperta e regala uno dei finali di stagione più combattuti degli ultimi anni. Quattro squadre, quattro storie diverse, un unico obiettivo: conquistare un posto nell’Europa che conta. In un quadro dominato dai colpi di scena, crolli inattesi e rinascite sorprendenti che rendono impossibile fare previsioni.
CRISI SENZA FINE
Il Milan vive il momento più buio della stagione. Dopo aver accarezzato il sogno scudetto fino all’8 marzo — data del derby vinto 1-0 contro l’Inter — i rossoneri sono precipitati in una crisi che sembra inarrestabile. Solo sette punti nelle ultime otto giornate, cinque sconfitte e un attacco completamente anestetizzato: da metà marzo la squadra di Massimiliano Allegri ha segnato appena tre reti, di cui una sola, il rigore di Nkunku nella sconfitta contro l’Atalanta (2-3), è arrivata dal reparto offensivo.
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La contestazione della Curva Sud e gli spalti deserti di San Siro dopo il 3-0 di Raspadori fotografano un ambiente ormai spaccato. Allegri rischia di rivivere lo stesso copione dell’anno scorso alla Juventus, quando fu esonerato con due giornate ancora da disputare. Il club ha ancora il destino nelle proprie mani nelle ultime due sfide contro Genoa e Cagliari, ma un altro passo falso significherebbe il quarto allenatore in due anni e, per la seconda volta consecutiva, l’esclusione dall’Europa.
Le più in forma
Tutt’altro scenario in casa Roma, dove l’acquisto invernale Donyell Malen ha letteralmente trascinato i giallorossi verso la qualificazione. L’attaccante olandese ha già firmato 13 reti da quando è arrivato nella Capitale, un impatto senza precedenti nel calcio italiano dalla stagione 2001/02, ovvero dall’introduzione della finestra di mercato invernale. I suoi numeri sono impressionanti: 65 tiri totali, 28 nello specchio, un rendimento che fa impallidire tutti gli altri acquisti invernali dei grandi club europei.
Malen è ormai a soli quattro gol dal capocannoniere Lautaro e punta le 15 marcature storiche di Ruud Gullit con la Sampdoria nel ’93/’94. Il prossimo banco di prova è il derby della Capitale, una partita che potrebbe segnare il passo definitivo per riportare i giallorossi in Champions. L’ultima partecipazione risale a sei anni fa, alla stagione 2018/2019.
La Juventus sembra invece aver risolto i propri conti grazie alla rivoluzione impressa da Luciano Spalletti che ora può tornare a fare affidamento su Dusan Vlahovic. L’ex commissario tecnico della Nazionale ha trasformato i bianconeri in una squadra solida e cinica: 21 punti nelle ultime nove giornate, undici lunghezze recuperate sul Milan e cinque sulla Roma. Dopo una lunga rincorsa la Vecchia Signora ora ha raggiunto e superato i rossoneri e ora occupa il terzo posto a 68 punti: +1 sulla squadra di Allegri, attualmente quarta, e sulla Roma quinta a pari punti.
Ultimo sforzo
Il Napoli secondo a 70 punti, invece, ha mancato il primo match point qualificazione casalingo, cedendo al Bologna 2-3 al Maradona in una partita in cui i rossoblù hanno meritato la vittoria con densità di gioco e spregiudicatezza. Antonio Conte non cerca alibi e punta il dito sulla mancanza di cattiveria agonistica, quella che aveva caratterizzato la squadra nella trionfale cavalcata dello scorso anno. Ora servono quattro punti nelle ultime due gare, contro Pisa e Udinese, per blindare il posto tra le grandi d’Europa. Il talento c’è, il tempo stringe.