Ministero della Cultura, Giuli licenzia i due più stretti collaboratori

Giuli

Sono giorni travagliati per il Ministero della Cultura. Dopo la vicenda di Beatrice Venezi al teatro La Fenice e le frizioni con Buttafuoco alla Biennale di Venezia, un nuovo terremoto ha scosso Roma. Nella giornata di domenica 10 maggio, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha dato un taglio pesante al suo staff. Sono arrivati dei decreti di revoca per Emanuele Merlino e Elena Proietti. Si tratta di due figure chiave all’interno del Ministero. Merlino era il responsabile della segreteria tecnica, nonché uomo molto vicino al sottosegretario Fazzolari, mentre Proietti era a capo della segreteria personale di Giuli.

 Merlino e i fondi negati 

 Le motivazioni del licenziamento Emanuele Merlino sembrerebbero legate ai fondi negati al documentario Giulio Regenti, Tutto Il male del Mondo. Il Ministero riteneva che la storia del ricercatore italiano non fosse «meritevole di sostegno pubblico», mentre ha preferito stanziare 1 milione di euro per il film Solo Se Canti Tu sulla vita di Gigi D’Alessio. Una decisione che ha sollevato non poche polemiche, alimentate ulteriormente dalle dimissioni di due membri della commissione di valutazione, arrivate subito dopo.

 In merito alla vicenda, il Ministro Giuli ha manifestato da subito il suo disappunto. Durante il question time alla Camera ha detto: «Non condivido né sul piano ideale né morale la scelta sul documentario su Regeni, ma non è il frutto di una scelta politica». Giuli si è espresso di nuovo a riguardo al Quirinale, in occasione dell’incontro con i candidati e i premiati ai David di Donatello. Il Ministro, con il suo ormai celebre vocabolario, ha promesso che avrebbe messo: «ordine e un sovrappiù di coscienza morale laddove hanno prevalso invece l’opacità e l’imperizia.» Merlino a quanto pare era a conoscenza della decisione riguardo al documentario su Regeni, e il suo licenziamento sarebbe stato il modo di un irritato Giuli di mettere una toppa all’errore commesso.

 Elena proietti e le parole di Lollobrigida

 A costare il posto a Elena Proietti, invece, pare sia stata un’assenza importante. Lo scorso aprile, il Ministro Giuli si è recato a New York in occasione del ritorno in Italia dell’Ecce Homo di Antonello da Messina. A questo proposito, Proietti non si sarebbe presentata in aeroporto, non partecipando alla missione. Un’inadempienza che Alessandro Giuli non sembra avere tollerato.

 I disordini del Ministero della Cultura stanno attirando l’attenzione generale. Tanto che il Ministro Francesco Lollobrigida ha voluto stemperare la tensione parlando di «normali avvicendamenti». In merito ai licenziamenti, il capodelegazione di Fratelli D’Italia ha dichiarato: «Il Ministro Giuli ha ritenuto, com’è d’altronde suo diritto, modificare l’assetto della sua segreteria.» Lollobrigida ha infine voluto ribadire che questa non è di certo la prima volta che accade, né in questo governo, né in quelli che l’hanno preceduto.

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