L’apertura del padiglione russo che ha causato tante polemiche durerà ancora per poco. Dal 9 maggio infatti, giorno dell’inaugurazione della Biennale arte, il padiglione sarà chiuso, e lo rimarrà fino alla fine dell’evento il 22 novembre. La performance potrà essere vista dal pubblico solo all’esterno, su dei maxischermi. Lo ha spiegato l’ambasciatore russo in Italia: «Purtroppo a causa delle sanzioni l’allestimento completo nella Laguna durerà solo quattro giorni di anteprime».
Le proteste
La scelta di consentire alla Russia di aprire il proprio padiglione ha provocato critiche e proteste. A cominciare dall’Unione Europea, dove la Commissione ha avviato la procedura per sospendere circa 2 milioni di euro di fondi destinati alla Biennale. Dal Governo il ministro della Cultura Giuli si è mostrato scettico, arrivando a mandare gli ispettori a Ca’ Giustiniani. Poi sono arrivate le dimissioni della Giuria internazionale, ed è stata cancellata la cerimonia d’inaugurazione, alla quale il ministro Giuli aveva detto che non avrebbe partecipato. In fine ci sono le manifestazioni. Come quella di Pussy Riot e Femen che hanno organizzato un sit in di circa un quarto d’ora davanti al padiglione della Russia. Volto coperto con passamontagna rosa, fumogeni gialli e blu accesi, in mano bandiere dell’Ucraina.
I motivi della Biennale
Certo, il Paese non è stato invitato formalmente, ma come molti altri ha un proprio padiglione alla Biennale, che ha comunque deciso di aprire. Una questione di principio quindi per il direttore Buttafuoco che ha spiegato: “la Biennale non è un tribunale. È un giardino di pace. Alle istituzioni chiediamo dialogo”. L’ente ha risposto anche alle critiche arrivate dall’Unione Europea, spiegando in una nota «di aver verificato e rispettato tutte le norme nazionali e internazionali, e su ciò ha fornito informazioni anche agli ispettori inviati dall’Autorità vigilante del ministero della Cultura». Al riguardo è intervenuta anche la commissaria dello spazio espositivo russo, Anastasia Karneeva: «Penso che questo sia lo spazio dove tutti possono esprimere la propria opinione. L’unica differenza è il modo in cui la manifesti, gli strumenti che cosa usi per farlo. Noi usiamo questo spazio, usiamo l’arte e la musica».