Dal J’accuse all’esercito israeliano: 130 anni dopo un Dreyfus diventa colonnello

130 anni dopo il celebre Affaire Dreyfus, che ha spaccato la società francese del tempo, un Dreyfus diventa tenente colonnello dell’esercito di Israele. Il suo pronipote, Uriel Dreyfus, ora è giudice nei tribunali militari di Giudea e Samaria, come chiama Israele la Cisgiordania. Raggiungendo lo stesso grado a cui Alfred Dreyfus era arrivato in vita, una volta reintegrato nell’esercito dopo il J’accuse di Émile Zola. La lettera pubblicata sul giornale L’Aurore in cui l’autore dei Miserabili denunciava tutte le storture commesse nel corso del processo che vide Dreyfus condannato per alto tradimento. Per aver fatto arrivare dei documenti militari all’Impero tedesco.

La spia ebrea

Nel 1895 Alfred Dreyfus, un capitano francese di origine ebraica, fu accusato, su falsi presupposti, di aver passato informazioni segrete all’Impero tedesco, da sempre nemico della Francia. Dopo un giudizio sommario, Dreyfus fu condannato alla deportazione a vita sull’Isola del Diavolo nella Guyana francese.

Il J’accuse di Zola con cui difende Dreyfus

L’esito del processo fu un errore giudiziario inquinato dall’antisemitismo onnipresente nella società francese. Accentuato dal clima politico avvelenato dalla perdita recente dell’Alsazia e di parte della Lorena, subita per opera dell’Impero tedesco di Bismarck nel 1871 dopo la guerra franco-prussiana.

J’accuse

Émile Zola si schierò a favore dell’ufficiale tramite un articolo in cui accusava i veri colpevoli di questo avvenimento e di questo processo falso. A causa del J’accuse, Zola fu condannato a un anno di carcere e a tremila franchi di ammenda per vilipendio delle forze armate nel processo che durò dal 7 al 23 febbraio. Nonostante questo, la lettera aperta al presidente della Repubblica francese Félix Faure provocò la riapertura del caso.

Il sionismo di Theodor Herzl

Durante la condanna di Dreyfus tra il pubblico c’era il giornalista Theodor Herzl. Corrispondente della Neue Freie Presse di Vienna, che sentì la folla urlare «morte agli ebrei». Questo rafforzò la sua idea che le comunità ebraiche in giro per l’Europa avessero la necessità di un proprio Stato, lontano dall’antisemitismo europeo. Un’idea che si concretizzerà solo 53 anni dopo quando nel 1948 nacque lo Stato di Israele.

Marco Fedeli

Calciofilo, milanese ma col cuore al mare. Mi occupo di sport e di esteri, ma anche di intelligenza artificiale. Ho svolto lo stage a Sky Sport.

No Comments Yet

Leave a Reply