Nessuno come lui: Kimi Antonelli si prende anche Miami

Si inchina Kimi, dinnanzi alla sua squadra di Brackley e dedica la vittoria a uno dei suoi idoli, Alex Zanardi. A Miami, Andrea Kimi Antonelli ha riscritto un pezzo di storia della Formula 1. Dopo la prima vittoria della carriera arrivata a Shanghai e il trionfo consecutivo a Suzuka, anche in suolo americano Kimi ha portato il tricolore sul gradino più alto del podio, vincendo il Gran Premio di Miami. Nessuno come lui. L’italiano, originario di Bologna, è il primo e unico pilota ad aver vinto tre Gran Premi consecutivi dopo la prima vittoria in F1.

La gara

Se la Cina è stata la dimostrazione della crescita mentale di Kimi rispetto alla passata stagione, già in Giappone la stella della Mercedes aveva guidato come un veterano della categoria. A Miami, invece, i veri veterani li ha saputi domare. Dopo una partenza ancora incerta, con quello stacco-frizione che continua a creare problemi ai piloti Mercedes, Kimi si è trovato a battagliare con il quattro volte iridato Max Verstappen. Entrambi arrivati lunghi in curva 1, sono stati superati da un astuto Charles Leclerc, che ha riportato la Rossa al comando della gara. Scivolato in seconda posizione, staccato di soli nove decimi dal monegasco, Antonelli ha cercato invano l’attacco della prima posizione, per poi essere superato anche dal campione del mondo in carica, Lando Norris. Ma nulla è andato perso per Kimi.

La partenza caotica del Gran Premio di Miami. Antonelli e Verstappen vanno al bloccaggio, mentre Leclerc prende il comando della gara
La partenza caotica del Gran Premio di Miami. Antonelli e Verstappen vanno al bloccaggio, mentre Leclerc prende il comando della gara

La svolta è arrivata col cambio delle gomme al 27esimo giro. Norris, rientrato in pista alla tornata successiva con gli pneumatici più freddi rispetto a quelli in temperatura e ben rodati di Kimi, non è riuscito a resistere alla velocita della Mercedes – AMG W17. Il bolognese al comando, si è preso il team di Brackley sulle spalle fino al traguardo. Come un artista dipinge la sua tela, Kimi ha pennellato le curve e ha accarezzato le gomme, controllando senza esitazioni una McLaren rinata a Miami.

«Credo che nessuno di noi si sarebbe aspettato un filotto di risultati del genere» ha detto il team principal della Mercedes Toto Wolff nel post gara. «Certo, la monoposto è ottima e il motore funziona bene, ma il modo in cui (Kimi ndr) è riuscito a capitalizzare tutto ciò, settimana dopo settimana… è qualcosa di speciale».

Le gerarchie in Mercedes stanno cambiando

Fin dal venerdì sono sembrate chiare le gerarchie all’interno della scuderia di Brackley. Nonostante una Mercedes lontanissima dal ruolo di forza dominante dimostrato in Cina e in Giappone, Kimi ha saputo estrarre il massimo del potenziale dalla sua monoposto, a differenza di un George Russell che è apparso fragile e quasi impreparato di fronte alla solidità del compagno di squadra. Il britannico ha infatti chiuso a 42 secondi da Antonelli ma è in ottica mondiale che i giochi stanno iniziando a cambiare.

Con la vittoria a Miami Kimi mantiene salda la leadership, staccando ora di 20 punti il compagno di squadra. C’è da dire, però, che il cittadino non è un circuito favorevole alla guida del britannico. Il poco grip (aderenza) sull’asfalto rende il posteriore della monoposto più nervoso e questo porta ad un surriscaldamento delle gomme e ad un maggior deterioramento. Condizioni non ottimali per una Mercedes che a Miami ha presentato difficoltà di bilanciamento che hanno messo in crisi sia Russell, sia Antonelli. Ma se da un lato, l’italiano è riuscito a gestire la situazione grazie al suo stile di guida più aggressivo, dall’altro Russell è diventato passivo di una monoposto poco performante.

A differenza di McLaren, Ferrari e RedBull, Mercedes si è presentata a Miami senza aggiornamenti, rimandando l’evoluzione della monoposto al prossimo Gran Premio in Canada. Ed è proprio a Montreal che Russell dovrà riscattarsi. Il mondiale è appena iniziato, sono solo quattro le gare spuntate dal calendario 2026, ma, come dimostrato dalle passate stagioni, ogni punto conta. E se di campionato si vuole parlare, è bene che il veterano della Mercedes riprenda il controllo della sua scacchiera se non vuole che la giovane stella continui a condurre la partita fino allo scacco matto.

Eva Surian

Nata a Portogruaro (VE) nel 2003, sono cresciuta con la vittoria di Sebastian Vettel in Malesia, i racconti di Ayrton Senna, la Ferrari gloriosa di Schumacher e i 7 mondiali di Lewis Hamilton. Scrivo di motorsport per Italia Racing. Non solo, mi occupo anche di cronaca nazionale e internazionale. L'obiettivo è quello di lavorare come giornalista sportiva. Da quando Senna non corre più, non è più domenica.

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