LONDRA, ACCOLTELLATE DUE PERSONE NEL QUARTIERE EBRAICO: «È TERRORISMO»

L’ennesimo attacco antisemita in Inghilterra. Il 29 aprile due ebrei sono stati accoltellati da un terrorista 45enne britannico perché indossavano la kippah, il tradizionale copricapo ebraico, o perché uscivano dalla sinagoga. La scena è stata ripresa da un video, diventato presto virale sui social. Intanto, aumenta il malcontento nei confronti del governo Starmer, accusato dalla comunità di non far abbastanza per garantire la loro sicurezza.

COS’È SUCCESSO

Si chiamano Nachman Moshe ben Chaya Sarah, 76 anni, e Moshe Ben Baila, 34 anni, le due persone rimaste ferite nell’attacco avvenuto nel quartiere ebraico Golders Green, a nord di Londra. Le loro condizioni sono al momento gravi, ma stabili. L’aggressore, con precedenti di violenza, droga e disturbi mentali, è stato inizialmente placcato da un membro del servizio di sicurezza ebraico Shomrim. E poi arrestato dalla polizia. Gli agenti hanno utilizzato il taser per fermare l’uomo che cercava di scagliarsi anche contro di loro. Adesso l’accusa è di tentato omicidio e le autorità sono subito giunte alla conclusione che si tratti di terrorismo.

Constato questo elemento, resta da capire, però, quale sia la matrice. Secondo Scotland Yard potrebbe trattarsi di un colpo influenzato da «organizzazioni o stati stranieri». E infatti, poco dopo, sui canali telegram legati agli ayatollah iraniani, il gruppo sciita Harakat Ashab al-Yamin al-Islamiya ha rivendicato quanto accaduto, ma gli investigatori restano cauti. Infatti, il gruppo è già noto per aver reclamato diversi attacchi antisemiti nel Paese, tra cui un recente rogo di ambulanze della Ong ebraica Hatzola, poco lontano da Golders Green. Ma non sempre le loro rivendicazioni sono state considerate vere.

ANTISEMITISMO DILAGANTE

Si tratta solo dell’ultimo di una lunga serie di attacchi contro la comunità ebraica. Acuitasi dopo il 7 ottobre 2022 e la successiva guerra tra Israele e Gaza. Solo pochi giorni fa era stato incendiato un memoriale ebraico. Mentre il 18 aprile un altro incidendo ad una sinagoga aveva portato all’arresto di due persone. Episodio che il rabbino capo del Regno Unito, sir Ephraim Mirvis aveva commentato: «La continua campagna di violenza e intimidazione contro la comunità ebraica sta prendendo slancio».

Una situazione complicata, come conferma anche il sindaco di Londra Sadiq Khan: «La comunità ebraica di Londra è stata bersaglio di una serie di attacchi antisemiti. Non ci deve essere assolutamente posto per l’antisemitismo nella società», e ha poi promesso «ancora più polizia in città». Sono dello stesso tono le parole di Keir Starmer, che ha definito «spaventoso» l’accaduto. Per poi aggiungere: «Ho convocato un vertice nazionale di emergenza per coordinare le prossime mosse. È inaccettabile che i cittadini ebrei debbano essere costretti a nascondere la loro identità».

IL MALCONTENTO DELLA COMUNITÀ EBRAICA

Nonostante le parole del primo ministro del Regno Unito, continuano le critiche nei suoi confronti. Una parte degli ebrei britannici non è d’accordo con il suo sostegno allo Stato Palestinese, poiché secondo loro sarebbe soltanto un incentivo alla violenza antisemita. È stata dura anche la risposta del ministero degli Esteri dello Stato ebraico: «Basta parole. Il Regno Unito deve agire in modo deciso e urgente. Dopo gli attacchi alle sinagoghe, alle istituzioni ebraiche, alle ambulanze comunitarie e ora agli ebrei presi di mira a Golders Green, il governo britannico non può più sostenere che la situazione sia sotto controllo».

Secondo l’Antisemitism Research Center (ARC), la scorsa settimana in occasione della commemorazione di Yom HaShoah, in cui gli ebrei ricordano le vittime dell’Olocausto, ha riportato che a livello internazionale sono stati rilevati 183 incidenti, un aumento del 37% rispetto alla media settimanale di 134 registrata finora quest’anno.

Manuela Perrone

Da sempre innamorata del giornalismo, mi appassiona scrivere di Spettacoli e di Esteri. Chi mi conosce lo sa: passo la giornata ad ascoltare musica e a parlare di musica, anche se ogni tanto Donald Trump interrompe la mia routine. Ho collaborato con la redazione Spettacoli di News Mediaset, realizzando servizi tv per Studio Aperto.

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