PARMA: SALVEZZA CON QUATTRO GIORNATE DI ANTICIPO CON CARLOS CUESTA

Il catenaccio alla spagnola. Il calcio all’italiana da chi italiano non è. Baricentro basso e possesso palla agli avversari. Si sono usate tante parole per descrivere il calcio espresso dal Parma in questa stagione, ma ne basta una: il “cuestismo”. Neologismo entrato in uso a partire dal tecnico Carlos Cuesta, che ha portato i ducali alla salvezza con quattro giornate di anticipo.

LA SALVEZZA CON CHIVU E L’ARRIVO DEL TECNICO SPAGNOLO

Carlos Cuesta è arrivato al Parma nell’estate 2025, dopo che gli emiliani, da neopromossi, hanno ottenuto la salvezza all’ultima giornata di campionato. La stagione 2024-25 era partita con Fabio Pecchia alla guida, ma l’allenatore che aveva guidato il Parma alla vittoria della Serie B è stato esonerato dopo 25 giornate. In quel momento i ducali erano terzultimi con 20 punti, e virtualmente retrocessi. A salvare il Parma arrivò Chivu, al debutto da allenatore in una squadra professionista. Il tecnico romeno, raccogliendo 16 punti in 13 partite, portò la squadra alla salvezza.

La salvezza col Parma è valsa a Chivu la panchina dell’Inter.

Chivu venne chiamato dall’Inter, e la proprietà americana alla guida del Parma decise di affidare la panchina Carlos Cuesta, con sorpresa di molti addetti ai lavori. Proprio come il suo predecessore, nemmeno Cuesta aveva mai allenato una Prima Squadra. Per cinque stagioni assistente di Arteta all’Arsenal, c’erano molte curiosità sulla tipologia di calcio che avrebbe adottato. Gli spagnoli sono notoriamente conosciuti per il controllo del pallone e il baricentro alto, schemi difficili da attuare con buoni risultati e costanza in una squadra che lotta per salvarsi.

ATTENZIONE DIFENSIVA E ATTACCO CHIRURGICO

La realtà si è dimostrata molto diversa da quello che molti pensavano. Carlos Cuesta ha sacrificato qualsiasi intenzione di bel gioco, in nome di efficacia e concretezza. Anche considerando le caratteristiche della rosa, il Parma ha reso il baricentro basso e lasciare il possesso palla agli avversari le proprie armi principali. Tutto il contrario dell’altro allenatore spagnolo in Serie A, Cesc Fabregas, che con Cuesta ha in comune solo la nazionalità.

Il Parma è la terza peggior squadra per occasioni create e il quarto peggior attacco: 25 gol. Di questi, però, solo quattro non hanno portati punti. 10 vittorie, tutte con un gol di scarto, che hanno portato il Parma a quota 42 punti in classifica, già 6 in più rispetto alla scorsa stagione. La sesta vittoria per 1-0, contro il Pisa, ha inoltre portato alla salvezza matematica con quattro giornate di anticipo. Il Parma può abbassare il record di meno gol fatti per una squadra che si salva: il Lecce nella scorsa stagione si fermò a 27. I gol subiti sono invece solo 40, per quella che è la miglior difesa della parte destra della classifica.

 

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I PROTAGONISTI

Il Parma schiera solitamente un 3-5-2, che si trasforma in un prudente 5-3-2 o 5-2-3 in fase difensiva. L’11 di Cuesta lascia il pallone agli avversari per il 55,5 % del tempo; solo quattro squadre tengono il pallone per meno tempo. In porta c’è il giapponese Suzuki, decisivo in molte occasioni, ma ha ben figurato anche il sostituto Corvi, che ha giocato 16 partite per l’infortunio del titolare. La linea difensiva è solitamente composta da Delprato, Valenti e Circati, che combinano buone doti di posizione ed elevazione aerea. Sulle fasce operano a destra Britschgi e a sinistra Valeri, molto abili sia in fase difensiva che, soprattutto il secondo, in quella offensiva in zona cross.

Il centrocampo è retto in mediana dalla tecnica di Bernabè e dalla corsa di Mandela Keita. Cuesta ruota spesso il terzo centrocampista e la seconda punta, ma il vero trascinatore del Parma è il centravanti Mateo Pellegrino. L’argentino ha realizzato 8 gol e 1 assist, ma si fa apprezzare anche per i sacrifici per i compagni e la capacità di tenere palla facendo salire la squadra.

Mateo Pellegrino ha segnato 11 gol in 32 partite in stagione, considerando anche la Coppa Italia.
LE REAZIONI

Raramente per una squadra di bassa classifica si crea un dibattito come quello che ha generato il Parma quest’anno. “Anticalcio”, come da molti viene definito, o sano pragmatismo? È proprio tra i detrattori di Cuesta che ha preso piede il termine “cuestismo”, per descrivere il gioco ultradifensivo dell’allenatore spagnolo. Ma i risultati parlano, e danno ragione allo spagnolo, che, dopo un inizio incerto, ha sempre tenuto il Parma ben distante dalla zona retrocessione. Un concetto ben espresso da Fabio Caressa, che su Cuesta ha detto: «Il Parma potrebbe giocare meglio? Forse sì, Ma potrebbe fare più punti? Non credo».

Nel frattempo la stagione si avvia il termine e, a risultato raggiunto, allenatore e club potrebbero già discutere il loro futuro. Cuesta ha un contratto col Parma fino a giugno 2027, con opzione per un’ulteriore stagione. Alcune indiscrezioni parlano di un prolungamento, altre di un divorzio imminente. Alla porta potrebbero esserci club stranieri, per far conoscere il cuestismo fuori dai confini italiani.

Alberto Pozza

Classe 2001. Laureato in Scienze della Comunicazione (triennale) ed Editoria e Giornalismo (magistrale). Appassionato di sport. Audiodescrittore sportivo per l'Hellas Verona.

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