Alla maratona di Londra si riscrive la storia: crolla il muro delle due ore

Milano-Modena in macchina: 2h e 6 minuti. Maratona di Londra corsa dal vincitore Sebastian Sawe: 1h 59’ 30’’. Per la prima volta in 130 anni di storia, crolla il muro delle due ore. L’atleta keniano, allenato dal tecnico italiano Claudio Berardelli, entra di corsa nel libro dei record sportivi. Così come l’etiope Yomif Kajelcha, secondo classificato e anche lui capace di fermare il cronometro sotto i 120 minuti (1h 59’ 41’’).

Un’impresa storica

La tradizione della maratona sorge nell’antica Grecia, nel 490 a.C. Ma la leggenda della tratta percorsa dal soldato Filippide per annunciare la vittoria sui persiani diventa effettivamente realtà nel 1896, anno dei primi Giochi Olimpici moderni ad Atene. E la distanza ufficiale, 42km e 195 metri, viene introdotta tre edizioni più tardi (1908 a Londra). Dal 1896 al 2026 sono passati centotrent’anni: migliaia di gare e milioni di corridori. Nessuno, però, era mai riuscito nell’impresa di abbattere la barriera delle due ore.

Poi la maratona di Londra del 26 aprile: in un solo colpo ce la fanno in due. Sebastian Sawe, un predestinato che non aveva però mai fatto meglio di 2h 02’ 05’’, e Yomif Kajelcha, sulle code del nuovo uomo record fino a 500 metri dall’arrivo. Quando tagliano il traguardo non sono sfiniti e non faticano a reggersi in piedi. Forse è proprio questo che li rende ancora più grandiosi agli occhi di guarda. Nella storia dello sport ci entrano entrambi con prepotenza, e lo fanno con stile.

Anche la scarpa vuole la sua parte

Per ogni grande impresa che si rispetti, c’è una cura maniacale dei dettagli. In questo caso la dieta, i chilometri macinati, gli allenamenti e il recupero. Ma anche il giusto materiale. E Sebastian Sawe ha scelto la nuova scarpa dell’Adidas ultra leggera, con un peso che oscilla tra i 96 e i 97 grammi. Poco più di un calzino, per avere un’idea. Ma con una suola chiodata pensata per rendere più efficiente possibile la corsa, fungendo da molla nel momento in cui il piede sollevato tocca terra.

Non la prima assoluta, ma la prima ufficiale

C’era stato un altro atleta keniano in grado di scendere sotto le due ore, ma in condizioni particolari. Nel 2019, infatti, Eliud Kipchoge aveva corso la distanza di una maratona a Vienna. Il suo record però non era stato considerato valido dalla Federazione Internazionale di Atletica, perché ottenuto in una gara non ufficiale e con situazioni create ad hoc: un circuito preparato appositamente per lui e l’impiego di 41 “lepri”, cioè persone pagate per correre tenendo un ritmo che lo aiutasse a realizzare questa impresa.

Eliud Kipchoge corre la distanza della maratona sotto le due ore, ma il tempo non è riconosciuto
 What’s next?

Nello sport si vive di stimoli, traguardi da superare e obiettivi da raggiungere. Abbattuto il muro delle due ore, la sfida cambia riferimento ma non scopo: correre più in fretta possibile. La sensazione è che per scendere sotto 1h e 59’, non ci vorranno altri 130 anni. E questo non può che giovare a uno sport che è sempre stato considerato un po’ di serie B.

Pietro Santini

Cresciuto tra le montagne trentine, in città costruisco le mie basi da giornalista. Per fare dello sport, la mia grande passione, un lavoro. Collaboro con il quotidiano l'Adige. Ho svolto uno stage al canale tv di Sport Mediaset.

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