Beatrice Venezi accusa La Fenice di nepotismo: licenziata

Finisce il matrimonio tra il teatro La Fenice e la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi. L’annuncio è arrivato domenica pomeriggio quando nel Teatro si chiudeva l’atto primo del Lohengrin. Dal Palco Reale il sovrintendente Nicola Colabianchi non ha aggiunto nulla al comunicato: «La Fondazione Teatro La Fenice ha deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi… Una decisione maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra. Tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai professori d’Orchestra».

Chi è Beatrice Venezi

Beatrice Venezi, classe 1990, è direttrice d’orchestra, pianista e autrice. Ha studiato a Siena all’Istituto Superiore di Studi Musicali Rinaldo Franci dove si diploma nel 2010. Continua a studiare al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e si diploma in direzione d’orchestra. Vince alcuni concorsi nazionali e scrive diversi libri. Nel 2018 Forbes la include tra i 100 under 30 più influenti della musica. Nel corso del dibattito degli ultimi mesi è emersa più volte la sua appartenenza politica legata alla destra. Figlia di un dirigente di Forza Nuova, è stata consigliera del Ministro Sangiuliano e dal 2019 al 2021 direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Milano Classica. Nel 2022 è stata nominata Direttore Artistico della Fondazione Taormina Arte.

L’arrivo a La Fenice

La storia di Venezi al Teatro La Fenice inizia lo scorso 22 settembre quando Colabianchi, arrivato nel marzo 2025 su volontà del ministro Giuli, ne annuncia la nomina. La pianista 36enne avrebbe dovuto assumere il ruolo di direttrice musicale da ottobre 2026 a ottobre 2030. Colabianchi aveva promesso alle maestranze che ci sarebbe stato tempo per discuterne, che si sarebbe confrontato con Orchestra e Coro e che Venezi era solo un nome tra i tanti ritenuti papabili. Quando viene invece annunciata la sua nomina, le maestranze insorgono chiedendo la revoca di Venezi in quanto il suo curriculum non viene considerato all’altezza dei direttori musicali che l’hanno preceduta.

Il dibattito

Venezi ha dalla sua parte non solo Colabianchi, ma anche il ministro Giuli e il sindaco Brugnaro che la dipinge come una figura carismatica capace di attirare i giovani. Ma la rabbia delle maestranze cresce: sostengono che si tratti di una questione puramente tecnica. Secondo loro Venezi non ha l’esperienza e le competenze per ricoprire quel ruolo. Verso di loro inizia però a serpeggiare l’accusa di maschilismo e resistenza al cambiamento. Colabianchi però continua a difenderla, fino a quando la direttrice d’orchestra ha rilasciato un’intervista a La Nación.

L’accusa di nepotismo

Parlando con il quotidiano argentino Beatrice Venezi ha parlato di «posti tramandati di padre in figlio» alla Fenice, accusando così il teatro di nepotismo. Già in passato aveva attaccato non solo le maestranze ma anche gli abbonati, affermando che avessero un’età avanzata. Secondo lei il teatro era in mano ai sindacati e gestito in modo anarchico. Nonostante le uscite considerate fuori luogo, Colabianchi l’aveva sempre difesa, fino all’accusa di nepotismo nell’intervista rilasciata a La Nación. Questa mossa le è stata fatale. Lo scambio di messaggi avviene in maniera convulsa. Si parlano il ministro Alessandro Giuli, Raffaele Speranzon (coordinatore di FdI in Veneto), Giovanni Donzelli e il sovrintendente della Fenice Nicola Colabianchi. Alla fine il via libera arriva proprio da Palazzo Chigi: «è una scelta inevitabile, ormai è indifendibile» sono le parole di Giorgia Meloni che mette un punto alla vicenda.

Chiara Balzarini

Milanese, classe '98. Per mestiere mi occupo di attualità, cronaca ed esteri. Per passione scrivo di cavalli e sport equestri per CavalloMagazine con cui collaboro. Sempre alla ricerca della domanda giusta al momento giusto

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