Meloni non esclude altro deficit: «Pesa il disordine del passato»

Giorgia Meloni non esclude nulla, nemmeno uno scostamento di bilancio. «Vediamo, prima vedremo bene che regole avremo a livello europeo, poi decideremo come muoverci a livello nazionale» dice atterrando a Cipro per il Consiglio europeo. Dopo che l’Eurostat ha confermato il rapporto deficit-Pil italiano al di sopra della soglia del 3% per il 2025 il Governo deve rivedere le previsioni di spesa per la prossima legge di bilancio.

Verso altro deficit

Anche per questo l’Italia potrebbe essere costretta a fare altro deficit, deviando quindi dal percorso di rientro dal debito eccessivo stabilito dai documenti programmatici. Una politica economica molto accorta che l’esecutivo ha portato avanti per rientrare nei parametri di Maastricht. Secondo Meloni con l’attuale deficit «non credo cambi la solidità percepita dell’economia italiana. Chiaramente che cosa il contesto può produrre non lo posso dire. Ma non credo cambierà per questo. Poi chiaramente stai al 3,1 e ti dispiace perché stai vicinissimo all’obiettivo, però noi siamo partiti dall’8,1. Tutti vedono gli sforzi fatti». Ma a pesare è anche la delicata situazione internazionale.

Le accuse a Conte e al Superbonus

Secondo Meloni della situazione dei conti pubblici è responsabile, almeno in parte, l’ex premier Giuseppe Conte: «Nessuno può dire che l’italia non abbia i conti in ordine. – ha spiegato – Pesa il disordine del passato, qualcuno ha lasciato dei debiti che il governo ha dovuto pagare per 5 anni, finirò di pagarli quando arriveranno le elezioni politiche». Il riferimento è al Superbonus voluto e approvato dal secondo governo Conte. Le spese causate da questa misura infatti pesano ancora sul disavanzo. Si parla di 40 miliardi di debito nel 2026 e altri 20 miliardi nel 2027.

Le richieste di Giorgetti

Molto probabilmente in Governo dovrà fare uno scostamento di bilancio, facendo una spesa più alta di quella prevista nella legge di bilancio approvata lo scorso dicembre. La priorità ora è trovare maggiori risorse per far fronte alla crisi energetica, oltre alle spese per la difesa richieste dalla Nato. Ma molto dipenderà anche dall’esito della trattativa che il governo sta avviando con la Commissione Europea. Il ministro dell’Economia Giorgetti, vista l’eccezionalità del momento, ha invocato un allentamento dei vincoli finanziari da parte della Commissione. Ha anche proposto, con il ministro delle Finanze tedesco, una tassa straordinaria sui profitti delle società energetiche, usando il ricavato per sostenere le industrie gravate dal rincaro dei prezzi.

Chiara Brunello

Scrivo di cronaca nera, politica interna ed esteri. Ma mi interesso anche di intelligenza artificiale. Tra una lezione e l'altra faccio regia per il podcast Extrabutter.

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