A Leicester, Paradiso e Inferno distano dieci anni. Il 2 maggio 2016 Claudio Ranieri guidava la squadra alla storica vittoria della Premier League, un successo quotato 5000 a 1 prima della stagione. Il 21 aprile 2026, l’aritmetica condanna le Foxes alla retrocessione, la seconda consecutiva. Fatale il pareggio contro l’Hull City nella quarantaquattresima giornata di Championship. Per la seconda volta in 142 anni il club ripartirà dalla League One, la terza serie britannica.
C’era una volta quel Leicester
Era il 2016, l’incubo della nazionale italiana era ancora difficilmente immaginabile e Valentino Rossi arrivava secondo nel Mondiale. Sembra passata una vita, eppure sono solo dieci giri della Terra intorno al Sole. Quell’anno una sorta di magia aleggiava sul cielo di Leicester, sopra le teste di ogni membro della squadra. Trascinate da Vardy, uno che pochi anni prima faceva l’operaio in fabbrica e passava il weekend ubriaco nei pub, le Foxes hanno scritto una pagina di storia da annali dello sport, non solo del calcio. Ma il nucleo di quel successo risiedeva nella compattezza di un gruppo divenuto famiglia. capace di spingersi oltre i deficit economici e tecnici con le big della Premier League.
L’altro lato della medaglia, però, racconta una storia diversa, che probabilmente è alla radice delle due retrocessioni consecutive. Già nell’estate del 2016, alcuni protagonisti hanno cambiato squadra. In particolare N’Golo Kantè, cuore e polmoni di quella favola. L’anno successivo, il Club è tornato a presidiare la colonna di destra della classifica, e l’esonero di Ranieri ha definitivamente spento quella magia nell’aria. Eccezion fatta per la Coppa e Supercoppa d’Inghilterra nel 2021, quella cavalcata di dieci anni fa rimane l’unico faro nel buio calato dalle parti di Leicester.
Tonight’s result confirms our relegation to Sky Bet League One. pic.twitter.com/IsmoQbPOru
— Leicester City (@LCFC) April 21, 2026
Che fine hanno fatto quei protagonisti?
Mentre il “suo” Leicester affonda, Jamie Vardy tenta di tenere a galla la Cremonese. Alla ricerca di una salvezza che non renda ancora più amara questa stagione calcistica. Kantè, dopo 7 stagioni al Chelsea e una parentesi araba, in Turchia macina chilometri con il Fenerbache e sembra destinato a prendersi un’ultima maglia al Mondiale con la sua Francia. Mahrez nel frattempo ha vinto una Champions da protagonista con il City, alla corte di Pep Guardiola, e ora si avvia verso il tramonto della sua carriera con la maglia dell’Al-Ahli.
Schmeichel, guardiano della porta degli inglesi per undici lunghi anni e uno degli ultimi protagonisti dello scudetto ad andarsene, ha cambiato alcune squadre ma senza mai sentirsi di nuovo a casa. Ora difende i pali del Celtic, in Scozia. Anche Claudio Ranieri stava sicuramente meglio dieci anni fa. Se il 22 aprile 2016 l’ex tecnico italiano si apprestava a compiere un’impresa, ora è protagonista di una lite con Gasperini nei panni di dirigente della Roma. E poi ci sono Drinkwater e il capitano Morgan, grandi protagonisti di quel campionato che non hanno però confermato le aspettative negli anni successivi. Come si fossero risvegliati da un sogno, incapaci di prolungarlo.

La punta dell’iceberg
A pesare sul destino del Leicester in questo 2025-26 c’è stata anche la penalità di sei punti per violazione delle regole finanziarie. Il club era stato accusato nel maggio del 2025 di aver infranto le norme di profitto e sostenibilità della Premier League. Senza questo fardello le Foxes avrebbero avuto qualche possibilità in più di rimanere in Championship, ma la cattiva situazione della società non sarebbe mutata.
Tra conti in rosso, scelte dirigenziali rivedibili e acquisti poco azzeccati, il Leicester è attualmente una nave in balia del mare in tempesta. Per invertire la rotta e tornare con la prua che punta alla meta servono idee, investimenti e, forse, un po’ di quella magia che dieci anni fa portava una città in Paradiso.