Negli ultimi giorni si sono verificati diversi delitti che hanno coinvolto dei ragazzi giovani. Gabriele Vaccaro (25 anni) ucciso da un 17enne per una presa in giro. Vincenzo Iannitti (20 anni) accoltellato da un amico che ne ha occultato il cadavere. Andrea Sciorilli (21 anni), dopo numerose condotte violente, è stato ucciso dal padre perché «non voleva lavorare e faceva uso di stupefacenti». Un quadro che illustra una situazione di disagio giovanile non indifferente. A confermarlo è la dottoressa Roberta Bruzzone, criminologa e psicologa forense: «Emerge in maniera chiara che i ragazzi sono meno attrezzati a gestire le emozioni, soprattutto quelle negative. Non sono capaci di gestire la frustrazione e fronteggiare i limiti».
Ragazzi poco capaci di gestire le emozioni
Tale aspetto, secondo la dottoressa, è peggiorato sensibilmente negli ultimi 10-15 anni. Non si assiste però a un cambiamento neurologico, biochimico o genetico, ma è una condizione determinata dal fatto che gli adolescenti «hanno sperimentato poco le emozioni negative, la frustrazione, la rabbia durante l’infanzia e l’adolescenza». Questo comporta che quando i ragazzi escono dal perimetro familiare e si scontrano con le difficoltà della vita «la scarsa capacità di elaborazione psicologica delle emozioni negative si manifesta attraverso condotte chiaramente estreme» spiega la dottoressa. Esemplare il caso del 13enne che ha accoltellato la professoressa nel bergamasco: «Prendere un brutto voto è possibile, vuol dire che non hai fatto abbastanza. Ma lui ha confuso una correzione del tutto fisiologica, con un’onta da lavare con il sangue».
Il ruolo dei genitori
Questo sarebbe imputabile ai genitori «che li hanno un po’ troppo protetti. Non gli hanno insegnato a gestire la parte più complessa dell’esistenza: le emozioni negative, la rabbia, la paura, l’angoscia, la frustrazione, la paura del fallimento». Secondo Bruzzone i genitori sono spesso «inadeguati al loro compiti. Per questo i ragazzi sono soli. Soli nella paura, nell’angoscia, nel gestire delle emozioni che non sanno nè riconoscere nè nominare». E quando un soggetto non è attrezzato per gestire in maniera funzionale le emozioni negative, «le trasforma in condotte estreme» spiega Bruzzone. Proprio il genitore si è detto responsabile della morte del figlio, Andrea Sciorilli, trovato morto nel garage di casa. «Quella è una situazione un po’diversa» sottolinea Bruzzone. «Qui c’è una famiglia che ha vissuto ostaggio di questo ragazzo probabilmente per anni. L’ha visto diventare una minaccia, tanto che il padre ha creduto che eliminarlo fosse l’unico modo per salvare sé stesso e l’altra figlia».
Tre vicende di cronaca: da Pavia…
Una provocazione, una battuta detta alle 3 di notte nel parcheggio dell’ex area Cattaneo. Da questo è scaturita la lite che ha portato alla morte di Gabriele Vaccaro di 25 anni. Il ragazzo, dipendente postale originario di Favara in provincia di Agrigento, aveva trascorso la serata di sabato con 2 amici (e colleghi) nel centro storico di Pavia. Al termine sono tornati verso l’auto, hanno visto un ristorante aperto e sono entrati a comprare delle pizze. All’uscita sarebbe avvenuto l’incontro. Un ragazzo di origine egiziana, uno studente di 17 anni, avrebbe preso in giro Vaccaro e i colleghi per l’andatura incerta con cui trasportavano le pizze. Sarebbe nata una lite e il 25enne sarebbe stato colpito all’addome con un cacciavite o un punteruolo dal 17enne.
… ad Agrigento…
È stato rinvenuto il corpo di Vincenzo Iannitti, il 20enne scomparso il 18 marzo. Per il suo omicidio è stato fermato il suo amico 19enne di origini romene su ordine della Procura. Il ragazzo avrebbe confessato di aver commesso il delitto colpendo Vincenzo con due coltellate. L’avrebbe poi gettato dal terrazzo della sua abitazione e l’avrebbe nascosto con una coperta. Il corpo era in un locale interrato di un’abitazione in ristrutturazione a San Castrese, frazione di Sessa Aurunca nel casertano, in avanzato stato di decomposizione. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno sequestrato un coltello di 8 centimetri.
… a Vasto
Andrea Sciorilli è stato ucciso dal padre, Antonio. Ha confessato. Il corpo del 21 enne è stato rinvenuto nel garage dell’abitazione della famiglia, martoriato da tre colpi d’ascia. Uno al cranio, uno allo zigomo e l’ultimo, quello mortale, allo sterno. In famiglia c’erano contrasti, lo ha confermato il magistrato. Antonio Sciorilli è uno stimato dirigente della Asl di Vasto. Il figlio Andrea “non voleva lavorare”, a detta del padre. Non era uno spacciatore, ma faceva uso di sostanze stupefacenti e frequentava brutti giri. Nel 2024 l’uso della violenza in famiglia da parte di Andrea era degenerata talmente tanto che il padre e la sorella avevano attivato il “codice rosso”. Nei giorni precedenti al delitto, il padre del ragazzo gli aveva suggerito di fare domanda per un lavoro. Al rifiuto sarebbe scoppiata la lite, violentissima. Antonio ha estratto l’accetta e colpito il figlio.