Dal 21 al 26 di aprile, la Design Week tornerà ad abitare Milano con il FuoriSalone, l’evento diffuso più importante del calendario internazionale. Il progetto, durante tutto l’arco del 2026, attraverserà in ordine: Toronto, Madrid, Bruxelles, Doha, Milano, Reykjavík e New York. E, ancora: Copenaghen, Taipei, Helsinki, Venezia, Londra, Como, Vienna, Praga, Napoli, Eindhoven, Dubai, Seoul, Mumbai, Tokyo.
La visione, come oramai d’abitudine, si scompone in cinque percorsi tematici distinti che costituiscono i distretti del design della città meneghina, proponendo eventi ed istallazioni dislocati nel capoluogo lombardo. Il consiglio per affrontare il FuoriSalone è quello di organizzare le visite a mostre e istallazioni affidandosi alla suddivisione territoriale. Tentare in un’unica giornata di visitare più luoghi distanti tra loro, considerando le code e il sovraffollamento per le vie della città, può rivelarsi estremamente complesso e stressante. La scelta di dedicare una giornata ad ogni distretto semplifica l’impresa, permettendo, non solo di vedere i siti prescelti, ma di contemplare anche le altre proposte stradafacendo.
FuoriSalone Passport
Il tutto è agevolato, in questa edizione, dalla novità del FuoriSalone Passport, una piattaforma digitale sviluppata da Studiolabo per ottimizzare l’esperienza dei visitatori attraverso una gestione intelligente degli accessi. Il sistema punta a superare la frammentazione delle procedure d’ingresso. Con un’unica registrazione preventiva, l’utente ottiene un QR Code personale che funge da lasciapassare digitale, eliminando la necessità di compilare moduli cartacei o digitali per ogni singola sede.

Non si tratta di un privilegio per evitare le attese, come precisa Paolo Casati, creative director e brand consultant di Studiolabo. Lo strumento non è «un salta-coda, ma sicuramente un salva-tempo» spiega, descrivendolo come un’infrastruttura tecnica volta a rendere più fluido il transito tra le installazioni.
In questa fase di lancio, il servizio è attivo in forma sperimentale per circa 40 espositori concentrati principalmente nel distretto della Brera Design Week. Una soluzione concreta per chi desidera concentrarsi sui contenuti progettuali riducendo al minimo i tempi morti burocratici.
Indice degli argomenti:
Aperture esclusive: gli appartamenti
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- Palazzo Donizzetti – L’Appartamento by Artemest
- Villa Pestarini – Alcova 2026
- Palazzo Olivazzi – Interno Italiano
- Residenza Vignale – Echoes of Elsewhere
- Torre Velasca – CROMO Teas
- Palazzo Crespi – Bubbles of Time
- Palazzo Visconti – Neutra
- Corriere della Sera – La Città delle Idee
- Casa Museo Molinario Colombari – Lezioni d’Abisso
Le proposte dei classici del FuoriSalone
Common Archive. La notte bianca del progetto
I DISTRETTI DEL FUORISALONE
Cinque Vie – QoT: Qualia of Things
Proponendo un’alternativa all’ormai diffuso Internet of Things, le Cinque Vie di Milano teorizzano i Qualia: gli aspetti soggettivi e qualitativi delle esperienze coscienti. In questo distretto, il focus è sulla dimensione soggettivadell’esperienza: come ci si sente a interagire con un oggetto? Il design viene esplorato come generatore di emozioni e sensazioni, portando l’aspetto umano e qualitativo al di sopra della produzione seriale.

Il percorso si snoda nel cuore medievale di Milano tra artigianato d’eccellenza e design da collezione. L’approccio privilegiato è curatoriale, con installazioni immersive che utilizzano luce, materiali organici e ceramica per stimolare i sensi e riflettere sul valore del gesto manuale nell’era dell’intelligenza artificiale.
Brera Design District – Essere Progetto
Il tema della stagione è da intendersi in una duplice accezione: «il progetto non è solo ciò che si costruisce. È ciò che ci costruisce nel tempo, nel corpo, nelle relazioni con il mondo. Oggi, questo mondo include nuove intelligenze: non più solo umane, ma artificiali, distribuite, non lineari» spiega la pagina ufficiale dell’evento. Il design non viene presentato come un semplice prodotto finito, ma come un processo di responsabilità culturale.

Con oltre 200 showroom aperti, il distretto punta su installazioni che uniscono architettura, natura e tecnologia. L’obiettivo è spostare l’attenzione dal risultato estetico alla capacità del progetto di creare relazioni tra persone, comunità e territorio. Tra le istallazioni chiave: percorsi sensoriali sul tempo, soluzioni acustiche per il comfort abitativo e l’integrazione di materiali innovativi in spazi storici come l’Orto Botanico e i chiostri di San Simpliciano.
Porta Venezia Design District – Design is Act
Il distretto espande i suoi confini verso nord fino a Città Studi con una proposta che si traduce in allestimenti multisensoriali e laboratori aperti in ex spazi industriali. Protagonisti sono il design indipendente, le nuove tecnologie applicate alla mobilità e installazioni che esplorano il concetto di “silenzio” e “percezione“.

Una chiamata all’azione basata sulla filosofia dell’intellettuale ed artista cosmopolita, Tomás Maldonado. Il design è inteso come gesto concreto, etico e politico, non si limita all’idea, ma diventa “dimensione del fare” per incidere sulla realtà sociale e urbana.
Tortona Design District – THINKING BETTER, Look back to Shape the Future
Il distretto di Tortona sceglie la via del pragmatismo: guardare al passato per correggere la progettazione del futuro.

L’obiettivo è superare l’estetica fine a sé stessa. Il design viene inteso come atto consapevole che unisce l’eredità artigianale alle nuove tecnologie sostenibili. Al centro non c’è più l’oggetto, ma la persona e le sue necessità reali: Meno esibizione, più cultura del progetto.
La zona si trasforma in un laboratorio aperto, articolando il percorso su tre direttrici:
- il recupero delle tecniche manuali reinterpretate in chiave industriale;
- l’uso di tecnologie a basso impatto ambientale;
- lo sviluppo di soluzioni funzionali ai problemi del presente.
Isola Design District – TEN: The Evolving Now
Il distretto celebra dieci anni di attività analizzando l’evoluzione del design emergente. Il focus è sulla ricerca costante e sulla capacità del progetto di trasformarsi in risposta ai cambiamenti globali e tecnologici. La programmazione è orientata alla sperimentazione. Largo ai talenti emergenti, alla ricerca sui materiali di recupero e a mostre collettive che immaginano la funzione degli oggetti nel 2050. Il festival si concentra in Fabbrica Sassetti e in altri dieci punti chiave del quartiere.

La Design Week non si rivolge solo a professionisti ed intenditori, ma anche ad appassionati, cultori del bello e chiunque voglia visitare sotto una luce diversa la città meneghina, scoprendone scorci inediti o nuovi modi per scorgerli. Ecco, dunque, una guida tematica per il FuoriSalone 2026.
APERTURE ESCLUSIVE: GLI APPARTAMENTI
Palazzo Donizzetti – L’Appartamento by Artemest
La quarta edizione de L’Appartamento di Artemest torna a Palazzo Donizetti, dimora ottocentesca sviluppata su tre piani, in via Gaetano Donizetti 48. Al suo interno, fra la scala ellittica in ferro battuto e gli alti soffitti affrescati, influenze rinascimentali, barocche e Liberty fanno da palcoscenico al progetto espositivo. Progetto che ogni anno mette in scena il meglio dell’artigianato e del design contemporaneo.

Questo nuovo capitolo è dedicato al tema dell’Italian Grandeur, in un intreccio fra linguaggio architettonico e tradizione manifatturiera nazionale. Il format è fra i più narrativi della settimana. Si tratta di un percorso immersivo ispirato al Grand Tour composto da una sequenza di stanze, capitoli di un viaggio attraverso le grandi capitali culturali italiane (Venezia, Napoli, Roma, Palermo, Firenze).
A interpretare questi spazi, vari studi di design. Dall’ingresso e dallo studio curati da Adler Design, con suggestioni lagunari ispirate al capoluogo veneto, alla sala da pranzo, che Rockwell Group anima con lo spirito e la teatralità partenopea, fino alla camera da letto, firmata da Urjowan Alsharif Interiors, culmine della quiete che guarda alla grazia fiorentina. L’esperienza, aperta al pubblico dal 21 al 26 aprile dalle 10 alle 18, non si fermerà agli interni, ma coinvolgerà anche il cortile dell’edificio.
Accesso gratuito consentito previa registrazione.
Villa Pestarini – Alcova 2026
Fra i gioielli di Alcova 2026, nella sua undicesima edizione, anche Villa Pestarini, in via Mogadiscio, è una delle novità di questo Fuorisalone. Capolavoro del razionalismo milanese firmato da Franco Albini nel 1938, celebre per le facciate in vetrocemento e la scala in marmo di Carrara, la residenza non era mai stata resa accessibile al pubblico. L’interno è contraddistinto da rigore progettuale, spazi avanguardistici e pavimenti diversi a seconda della stanza. Qui avrà vita un confronto architettonico fra tradizione e reinvenzione, riscoperta e sperimentazione.

Oltre 120 espositori internazionali, tra aziende, scuole e una selezione di designer indipendenti saranno chiamati a confrontarsi con l’eredità di Albini. Negli spazi di ingresso e living, farà da protagonista un’installazione di Patricia Urquiola, presentata da Haworth e Cassina. Si tratta una riflessione sul modernismo in dialogo con la storicità architettonica della villa. Attorno, fra geometrie sobrie e volumi essenziali, si diramano le esposizioni di alcune voci contemporanee: la collezione di arredi e luci in marmo dell’architetta greca Kiki Goti, le fibre digitali grezze della maison tessile parigina ISSE’ i materiali di scarto trasformati in arredamento dal collettivo giapponese AtMa Inc e il design georgiano di Around the Studio.
Accesso consentito previa registrazione. Prezzo: 25€.
Palazzo Olivazzi – Interno Italiano
Per la prima volta, palazzo Olivazzi apre le porte al pubblico. La casa privata realizzata da Osvaldo Borsani, situata nel centro storico, in via Bigli, ospiterà Interno Italiano, la nuova collezione di Interni Venosta. Il progetto di Emiliano Salci e Britt Moran, dal 2024 fusione di eleganza milanese novecentesca ed estetica anni Settanta in uno stile mid-century, trova perfetta corrispondenza in un edificio di culto della città, risalente al XVIII secolo.

L’atmosfera sofisticata del takeover prende forma nella vera e propria gemma del palazzo. L’appartamento ideato dall’architetto Borsani a soli 25 anni, nel 1936, è visitabile dal 20 al 25 aprile, dalle ore 10 fino alle 20. Oggetti piccoli e rari, lavoro ligneo millimetrico, un camino come protagonista, il monumentale balcone del palazzo affacciato su via Manzoni: tutto sembra frutto di scelte accurate, nel rispetto della bellezza autentica del luogo. Casa di nobili e intellettuali, fu abitata per sei anni dalla famiglia Einstein e dallo stesso Albert nel 1894.
Accesso gratuito garantito previa registrazione.
Residenza Vignale – Echoes of Elsewhere
In occasione del Fuorisalone, il distretto delle 5vie svela Residenza Vignale, un gioiello Liberty del primo Novecento solitamente precluso ai visitatori. All’interno di questa cornice storica, la mostra “Echoes of Elsewhere” riunisce venti designer internazionali impegnati a superare i confini geografici e formali. Le opere intrecciano materia e racconto con un’esposizione che mette in discussione il primato della funzionalità per dare spazio a una dimensione più soggettiva ed estetica del progetto.

Tra i protagonisti spiccano le eccellenze del design brasiliano coordinate da PILOTO MILANO, tra cui la voce autorevole di Arthur Casas e le sperimentazioni materiche di Leonardo Zanatta, che utilizza legni amazzonici e pietre locali per il suo trittico Uiara. Di particolare rilievo anche la partecipazione della galleria Herança Cultural di San Paolo, che presenta una lampada scultorea dai tratti zoomorfi in alluminio e vetro soffiato.
Il percorso espositivo è arricchito dalla Rivière Collection di Millim Studio, i cui arredi ornano la corte della residenza. Qui, il pubblico può sostare presso il bistrot Luceferma, uno spazio informale animato da chef itineranti e pensato come punto di incontro naturale per designer e collezionisti.
Accesso gratuito, senza prenotazione.
Torre Velasca – CROMO Teas
La Torre Velasca, simbolo del dopoguerra milanese recentemente restituito alla città dopo un lungo restauro, torna protagonista del Fuorisalone. Infatti, ospiterà al 25° piano un’esperienza che sfida i ritmi frenetici della Design Week. Il progetto, battezzato Cromo e ideato dal duo Phil America e Jenny D. Pham, trasforma la sommità dell’edificio in una tea house temporanea dove il design incontra il benessere.
L’iniziativa si concentra sul concetto di high-frequency tea, proponendo miscele pregiate provenienti da piccole realtà agricole di Cina, Giappone e Kenya, selezionate per agire sulla percezione e sul corpo. Lo spazio è concepito come una lounge essenziale sospesa sopra Milano. Si tratta di un rifugio progettato per «sottrarsi al flusso continuo e reintrodurre il tempo dell’attesa», offrendo ai visitatori un invito esplicito a rallentare.

L’evento, aperto esclusivamente il 21 e 22 aprile dalle 9 alle 13, non prevede percorsi guidati ma un formato libero. Gli ospiti possono degustare i tè, interagire informalmente con i fondatori e godere di una vista panoramica che, da sola, definisce l’identità del luogo. Si tratta del debutto di un format itinerante che, dopo questa prima tappa milanese, punta a colonizzare nuovi contesti inaspettati nel mondo.
Accesso gratuito consentito previa registrazione.
Palazzo Crespi – Bubbles of Time
Palazzo Crespi apre le porte a una riflessione sull’evoluzione dell’ambiente bagno attraverso l’installazione immersiva “Bubbles of Time“. La firma è del produttore Kaldewei in collaborazione con lo studio Parasite 2.0 e Forgotten Architecture.

Il progetto trasforma i foyer della storica residenza di Portaluppi in un palcoscenico teatrale. Qui il bagno viene reinterpretato come spazio architettonico ed esperienziale. La sua funzione originaria viene infatti superata per diventare parte integrante dell’abitare moderno. Tra forme fluttuanti, giochi di luce e riflessi, il percorso espositivo mette in scena oggetti iconici e innovazioni tecnologiche, fondendo memoria storica e prospettive future. Punto focale dell’allestimento è la rilettura della vasca freestanding Meisterstück Classic Duo Oval, proposta come archetipo del design senza tempo. L’intera scenografia, dal taglio cinematografico, invita a interrogarsi sulla natura di questo spazio domestico, richiamando l’atmosfera sospesa tipica delle architetture di Portaluppi.
Accesso gratuito, senza prenotazione.
Palazzo Visconti – Neutra
Nella sfarzosa cornice barocca di Palazzo Visconti, l’azienda Neutra, oggi parte della visione imprenditoriale di Emanuele Chicco Busnelli, presenta “Monochrome Affinity“. L’installazione trasforma il design in un’esperienza sensoriale profonda. Il percorso espositivo, curato dallo studio Migliore+Servetto, si articola attraverso cinque sale. Qui il marmo smette di essere materia inerte per farsi linguaggio poetico, orchestrato in cinque distinte variazioni monocromatiche che ridefiniscono il rapporto tra arredi e superfici. All’interno di questo scenario, la nuova collezione 2025 introduce oggetti di luce dalla forte identità scultorea. Tra essi, la lampada Strobilo, nata dalla tensione tra la solidità della pietra e la trasparenza vitrea, evoca la forza erosiva dell’acqua sulla roccia mentre Lente, un grande occhio in vetro fuso, amplifica la luminosità garantendo al contempo una radicata stabilità grazie alla sua base marmorea.

A completare la narrazione interviene il tocco essenziale dell’Atelier oï Révérence. Si tratta di un omaggio alla contemplazione capace di mutare la propria natura da presenza verticale a lampada da tavolo inclinata, instaurando un dialogo emotivo e dinamico con l’ambiente circostante. Si delinea così un vero e proprio viaggio immersivo. Ogni elemento scolpito nella pietra non risponde solo a una funzione d’uso, ma diventa il tassello di un racconto di sensibilità e maestria artigianale italiana.
Accesso gratuito, senza prenotazione.
Corriere della Sera – La Città delle Idee
Nel cortile di via Solferino 28, l’appuntamento con il Corriere della Sera, Living e Abitare prende la forma della “Città delle Idee“. L’installazione, progettata da MCA-Mario Cucinella Architects, è un’interrogazione, sul futuro dell’urbanistica.
L’opera si presenta come un volume compatto stampato in 3D che si alleggerisce progressivamente verso l’alto. Una base solida in cemento sfuma in bioplastiche e legno, a simboleggiare una materia che si dirada per dare spazio alla visione progettuale. Come spiega lo stesso Mario Cucinella, si tratta di una «piazza dentro la piazza», un sistema modulareassemblato a incastro. L’obiettivo è dimostrare come sia possibile costruire oggi in modo rapido, senza sprechi e a basse emissioni.

Il progetto poggia su tecnologie concrete, dai moduli in malta cementizia di Heidelberg Materials Italia e prodotti da Erratic, fino ai 700 componenti in polimeri riciclati realizzati da Arche 3D. Numerosi partner tecnici contribuiscono alla resa tattile e visiva dello spazio. Boero e Mapei curano le superfici e i rivestimenti, Surfaces firma le sedute in ceramica e Artemide illumina il sito.
Al centro della struttura si apre un’agorà dedicata al confronto e allo scambio di idee. Il cortile si trasforma così in un forum temporaneo in occasione dei 150 anni del quotidiano. Attorno a questo nucleo gravitano diverse prospettive sulla contemporaneità: dalla mobilità sostenibile di Lynk & Co al comfort ambientale di Daikin, passando per il ruolo logistico di DHL Express Italy, le soluzioni d’arredo di ISA Spa e l’approccio ludico di Marvis. L’allestimento è completato dal verde mediterraneo curato da Gardenia con Vivaio Central Park e da un’area relax firmata BT.
Al termine della manifestazione, l’opera non diventerà rifiuto. I moduli verranno infatti riutilizzati per creare microarchitetture nelle piazze milanesi, chiudendo il ciclo di una progettazione realmente circolare.
Accesso gratuito, senza prenotazione.
Casa Museo Molinario Colombari – Lezioni d’Abisso
Nel quartiere Isola, una ex fabbrica di argenti trasformata dai progettisti Claudio Lazzarini e Carl Pickering nella Casa Museo Molinario Colombari diventa il set d’eccezione per “Lezioni d’Abisso“. Si tratta di un cortometraggio d’autore visibile al pubblico dal 20 al 24 aprile in occasione della Design Week.

L’opera, diretta dal regista e compositore Tommaso Ottomano su suggerimento della curatrice Laura Leonelli, esplora l’identità profonda del collezionista Ettore Molinario e di sua moglie Rossella Colombari. La loro dimora e la sterminata collezione di sculture e fotografie vengono trasformate in un soggetto cinematografico perturbante. Il film, narrato dalla voce fuori campo della casa stessa, si articola in tre atti che fondono sacro e profano. Si inizia con una liturgia domestica di pulizia maniacale per proseguire con un duello simbolico incentrato sulla “fame dell’anima“. La conclusione è un’immersione onirica nella piscina sotterranea, intesa come ritorno al ventre materno e all’inconscio. In questo teatro domestico senza chiusure, l’arte cessa di essere oggetto statico per farsi nutrimento totale. I ritratti fotografici prendono vita sulle pareti come personificazioni dei sogni e delle perversioni della mente umana.
Accesso gratuito, senza prenotazione.
LE PROPOSTE DEI CLASSICI DEL FUORISALONE
Palazzo Litta – MoscaPartners Variations
Il Cortile d’Onore di Palazzo Litta si riconferma baricentro creativo della Design Week milanese ospitando “Metamorphosis in Motion“. L’opera site-specific è firmata dall’architetta franco-libanese Lina Ghotmeh. L’intervento, fulcro della rassegna collettiva MoscaPartners Variations 2026, trasforma lo storico spazio barocco in un ecosistema dinamico. Qui la simmetria monumentale dialoga con geometrie curve e percorsi labirintici.

Attraverso quella che Ghotmeh definisce una «archeologia del futuro», l’installazione invita i visitatori a un viaggio architettonico che reinterpreta la memoria del luogo in una narrazione vivente, capace di mutare con la luce e il tempo. Il cortile smette di essere un semplice passaggio per diventare un «regno intermedio progettato per intensificare l’esperienza» sensoriale e relazionale. Il progetto non si limita all’estetica, ma integra innovazione tecnologica e pratiche di upcycling, riflettendo su una metamorfosi generativa mettendo al centro l’individuo e il suo rapporto con la natura.
Per Ghotmeh, già nota internazionalmente per la ristrutturazione del British Museum e il recente Gold Award all’Expo di Osaka, si tratta del debutto all’aperto in Italia. Una prova di come l’architettura possa mediare tra la conservazione storica e l’attivazione di nuovi scenari contemporanei.
Accesso gratuito consentito previa registrazione.
Pinacoteca di Brera – Serotonin: the Chemistry of Happiness
Nel Loggiato della Pinacoteca di Brera, dal 21 al 26 aprile, la Milano Design Week 2026 ospita “Serotonin: the chemistry of happiness“, un’installazione immersiva firmata dall’artista Sara Ricciardi e promossa da American Express.

L’opera si propone di indagare la correlazione tra l’estetica e il benessere psicofisico, traducendo i processi biochimici della serotonina in un’esperienza sensoriale tangibile. I visitatori sono invitati a muoversi all’interno di un ambiente dominato da strutture gonfiabili che, espandendosi e contraendosi con ritmo delicato, simulano una pulsazione organica capace di influenzarne le risposte emotive. Attraverso l’uso sapiente di torsioni visive e sfumature tonali, l’artista punta a innescare una reazione istintiva al piacere, sospesa tra euforia e contemplazione. L’iniziativa non solo celebra la convergenza tra arte e scoperta, ma riafferma anche il legame tra il brand e la valorizzazione del territorio.
I titolari di carte American Express avranno un accesso privilegiato alla serata di inaugurazione di questo viaggio nei meccanismi della felicità.
Accesso gratuito, senza prenotazione.
Palazzo Citterio – When Apricots Blossom
Il FuoriSalone 2026 porta a Palazzo Citterio la mostra immersiva “When Apricots Blossom“. Il progetto è promosso da Gayane Umerova per la Uzbekistan Art and Culture Development Foundation.
Ispirandosi alla poetica di Hamid Olimjon, l’esposizione curata dall’architetto Kulapat Yantrasast riflette sui concetti di resilienza e rinnovamento attraverso il patrimonio culturale del Karakalpakstan e della regione del Mar d’Aral. Il percorso si articola come un’esplorazione dei pilastri della quotidianità locale (il cibo, il tessile e l’abitare). L’obiettivo è documentare come le comunità rispondano ai mutamenti ambientali di un territorio che un tempo ospitava uno dei bacini più estesi al mondo. La narrazione prende vita attraverso le opere di dodici designer internazionali. Tra questi, Bethan Laura Wood e lo studio Raw-Edges che, in collaborazione con gli artigiani uzbeki, reinterpretano materiali della tradizione come seta, feltro e ceramica.

Tra i pezzi in mostra, spiccano i vassoi per il pane dal design inedito e una rilettura contemporanea della iurta. Entrambi, simboli di un sapere che «trasmette identità e memoria attraverso le generazioni». Ad arricchire l’indagine sulla crisi climatica interviene anche il film Where The Water Ends, diretto da Manuel Correa e Marina Otero Verzier. Un prodotto che offre uno sguardo ravvicinato sui rituali e la vita pubblica delle popolazioni caracalpache.
Il progetto, completato da iniziative come l’Aral Culture Summit, si pone l’obiettivo di dimostrare come l’eredità culturale possa suggerire nuovi modelli di sostenibilità e pensiero collettivo per il futuro.
Accesso gratuito consentito previa registrazione.
Università degli Studi di Milano – INTERNI MATERIAE
Dal 20 al 30 aprile 2026, la rivista INTERNI, sotto la direzione di Gilda Bojardi, inaugura “MATERIAE“. Si tratta della nuova mostra-evento diffusa che trasforma Milano in un laboratorio progettuale a cielo aperto. Il titolo, scelto anche per la sua pluralità semantica, invita a riflettere, non solo su materiali fisici, ma anche su discipline e su argomenti che compongono l’ibrido panorama del design contemporaneo.
Attraverso un percorso che tocca luoghi simbolo come l’Università degli Studi, l’Orto Botanico di Brera e il Portrait Milano, l’esposizione indaga il potenziale creativo e tecnico della materia, spaziando dalla stampa 3D all’uso pionieristico dei biomateriali. L’evento si configura come un’arena multidisciplinare dove architettura, ecologia e fisica applicata dialogano per delineare «visioni inedite per un futuro più equo e rigenerativo».

In questa narrazione corale, la materia smette di essere un semplice supporto della forma per diventare il fulcro di un racconto che unisce industria e poesia. I cortili e i loggiati della Statale si popolano così di installazioni interattive che compongono un’esperienza multisensoriale. Il visitatore non è solo spettatore, ma parte attiva di un processo relazionale e conoscitivo.
Accesso gratuito, senza prenotazione.
LA MODA ALLA DESIGN WEEK
Chiostri di San Simpliciano – Gucci Memoria
I Chiostri di San Simpliciano si trasformano nella cornice di “Gucci Memoria“. L’esposizione immersiva curata da Demna ripercorre i 105 anni di storia della Maison fiorentina.

Il progetto si sviluppa in un dialogo aperto tra epoche diverse. I riferimenti artistici del Rinascimento italiano dialogano con la visione contemporanea del direttore creativo, già espressa nella sua sfilata d’esordio Primavera. Lungo il percorso, una serie di arazzi monumentali illustra le tappe fondamentali del marchio, dalle intuizioni originarie di Guccio Guccifino alla sofisticata evoluzione del linguaggio visivo avvenuta nel corso dei decenni. Ogni installazione gioca con variazioni cromatiche e scenografiche per accompagnare il visitatore fino all’attualità del brand. Di particolare impatto è la ricostruzione di un ambiente-giardino tridimensionale, ispirato allo storico motivo Flora del 1966, che celebra la tradizione della Maison nella lavorazione della seta.
L’esperienza si conclude nel chiostro minore con un tocco interattivo. Qui, una serie di distributori automaticipersonalizzati offrono bevande analcoliche firmate Gucci Giardino.
Accesso gratuito consentito previa registrazione.
Palazzo Serbelloni – Luis Vuitton: Object Nomades
L’Art Déco torna a essere il baricentro estetico di Milano. Dopo il successo della rassegna a Palazzo Reale dello scorso anno, il testimone passa a Palazzo Serbelloni. Louis Vuitton presenta qui la sua nuova collezione Objets Nomades.

Il cuore dell’esposizione è il tributo a Pierre-Emile Legrain, figura poliedrica del design francese degli anni Venti e storico collaboratore della maison, di cui viene riproposta in edizione speciale la celebre toeletta in ebano laccato, primo arredo in assoluto firmato Vuitton.
L’allestimento, raccontato in esclusiva da Nathalie Fremon, senior vice president Architecture and Home collections del brand, non si limita però alla sola celebrazione dell’archivio. Il percorso espositivo intreccia infatti la memoria storica di Legrain e Charlotte Perriand con la contemporaneità, ospitando le creazioni di studi di punta come Estudio Campana, Raw-Edges e Franck Genser, Così, capaci di rileggere i codici della modernità attraverso una sensibilità attuale.
Accesso gratuito, senza prenotazione.
Santa Maria delle Grazie – Prada Frames
L’appuntamento con la riflessione teorica di Prada Frames torna a Milano il 21 aprile 2026. La sede d’eccezione scelta è il complesso monumentale di Santa Maria delle Grazie.

Curata dallo studio Formafantasma, la quinta edizione del simposio, “In Sight”, sposta l’analisi su produzione e ruolo sociale delle immagini contemporanee. Il progetto esplora come le figure abbiano smesso di essere semplici documenti per diventare nodi di una rete complessa tra politica, cultura e materia. Attraverso un ciclo di talk che coinvolge scienziati, designer e artisti internazionali, l’obiettivo è indagare il confine, oggi sempre più labile, «tra ciò che è reale e ciò che è costruito, tra creazione umana e generazione artificiale».
Le sessioni di dibattito si terranno nella Sacrestia di Bramante, tra le tarsie lignee del Cinquecento. Ad esse, saranno affiancate visite guidate in piccoli gruppi per connettere i contenuti teorici alla solennità dello spazio ospitante. Il programma culminerà in una serata conclusiva aperta al pubblico, che unirà una sintesi delle riflessioni emerse nei tre giorni a una performance musicale.
Accesso gratuito consentito previa registrazione.
La Pelota – Hermès
Hermès riconferma la sua presenza storica a La Pelota per la Milano Design Week 2026, affidando la visione scenografica ancora una volta al duo composto da Charlotte Macaux Perelman e Alexis Fabry.

Il progetto espositivo si allontana dalle strutture monumentali delle passate edizioni per abbracciare un’installazione d’ispirazione urbana, giocata sull’alternanza ritmica tra volumi pieni e vuoti. L’architettura dello spazio diventa essa stessa un invito all’esplorazione, guidando il pubblico alla scoperta delle nuove collezioni per la casa in un percorso di svelamento progressivo. Tra i pezzi più rappresentativi della nuova linea spicca la caraffa Palladion d’Hermès. Un oggetto che sintetizza l’alto artigianato della Maison accostando la fredda lucentezza del metallo martellato placcato palladio al calore naturale del legno di cassia.
Accesso gratuito, senza prenotazione.
Cortile della Seta – Loro Piana
All’interno del Cortile della Seta, nel cuore del Brera Design District, Loro Piana inaugura la serie di approfondimenti “Studies“. In primo capitolo sarà interamente dedicato al plaid, analizzato come archetipo sperimentale dell’abitare.
L’esposizione, visitabile dal 21 al 26 aprile 2026, si configura come un percorso guidato. Qui ventiquattro pezzi iconiciraccontano l’evoluzione del saper fare della Maison, trasformando un oggetto simbolo di comfort ed eleganza in un campo di indagine tecnica e materica.

A metà tra installazione e mostra, il progetto non si limita a presentare il prodotto finito, ma ne svela lo stato primordiale. L’itinerario intreccia fibre nobili, dalla Vicuña alla lana Pecora Nera, con lavorazioni d’eccellenza come l’agugliatura, il patchwork e il ricamo.
La narrazione, che illustra passo dopo passo la genesi del singolo manufatto, segna l’inizio di un’esplorazione verticale volta a documentare l’identità e l’approccio etico di Loro Piana nel tempo.
Accesso gratuito, senza prenotazione.
COMMON ARCHIVE. LA NOTTE BIANCA DEL PROGETTO
La serata di venerdì 24 aprile segna il debutto della “Notte Bianca del Progetto“, un’iniziativa che vede l’apertura straordinaria di 150 archivi milanesi dalle 18 alle 23. L’idea, denominata “Common Archive”, mette a sistema per la prima volta una rete capillare di istituzioni, centri di ricerca e case-archivio che normalmente risultano inaccessibili o consultabili solo su appuntamento.

Curata da Susanna Legrenzi per l’Osservatorio del Salone del Mobile in collaborazione con il Politecnico di Milano, la manifestazione punta a valorizzare una delle più vaste concentrazioni di memoria progettuale al mondo.
Il percorso cittadino si snoda tra realtà di scala industriale come la Cittadella degli Archivi e nuovi poli culturali tra cui la sede del CASVA disegnata da Piero Bottoni. Toccando anche istituzioni storiche quali la Triennale, il Politecnico e l’Archivio Storico di Fondazione Fiera Milano. L’offerta si arricchisce con le eccellenze grafiche dell’AIAP, la Collezione del Compasso d’Oro all’ADI Design Museum e i tesori della Bertarelli al Castello Sforzesco, custodi complessivamente di oltre 150 fondi. Cuore pulsante dell’iniziativa restano però le case-studio dei grandi maestri del Novecento, figure iconiche come Achille Castiglioni, Franco Albini, Vico Magistretti, Gae Aulenti e Gio Ponti.
Accesso gratuito consentito previa registrazione.