Le “Isole Tisza”: l’arma segreta che ha portato alla vittoria di Magyar in Ungheria

C’è un corso d’acqua lungo 2860 chilometri che attraversando l’Europa da Nord a Sud, nell’arco dei secoli ha tesso le fila delle civiltà europee e delineato i confini tra gli Stati. Tra un meandro e un argine, il Danubio è stato testimone delle vittorie e delle sconfitte degli europei, dividendo città col suo corso, ma unendo popoli. Lungo le sue acque blu, sono insorte delle verdi e spontanee isole. No, non parliamo dei tipici paesaggi degli atolli maldiviani, né di uno dei tanti arcipelaghi che colora il Mediterraneo. Queste “isole” hanno poco a che vedere con l’ambiente, molto di più con la politica.

Péter Magyar: la nuova faccia dell’Ungheria

La vittoria di Magyar, e la conseguente sconfitta di Orbán alle elezioni ungheresi di domenica 12 aprile, ha impressionato gli spettatori del mondo. Mai un’affluenza così alta nella storia delle elezioni ungheresi. Mai una percentuale di gradimento così alta dall’elezione del 2010, che portarono alla vittoria di Orbán e l’inizio del suo lungo governo. Saranno i discorsi sull’europeismo che hanno conquistato gli elettori? Il fatto che non sia un amico stretto di Vladimir Putin? O la figura ormai scaduta del suo oppositore? Niente di tutto questo. L’arma segreta di Magyar si chiamano Isole Tisza. E no, non sono un arcipelago caraibico dove Magyar ha racimolato voti. Sono organizzazioni nate dalla comunità, dalla gente, per promuovere una nuova Ungheria e un tanto bramato cambiamento.

Cosa sono le “isole Tisza”?

Il termine “isola” in questo contesto si riferisce a gruppi di cittadini ungheresi che, come sezioni sparse sul territorio, operano al fianco del partito Tizsa (Rispetto e libertà), che fa capo a Magyar. Lontano dai mass media controllati da Orbán, è facile prendere parte attiva in una di queste isole, tramite il social media Reddit o, semplicemente, tramite conoscenze. Non è un’organizzazione di partito, ma cellule locali spontanee che si sono unite in una comunità attiva per portare un cambiamento nel Paese. Un’isola può crearsi attorno a un qualsiasi principio organizzativo: può basarsi su un luogo di residenza, una cerchia di interessi o un luogo di lavoro comune. Sono internamente organizzate in modo gerarchico e deve essere composta da un minimo di 5 persone, fino a un massimo di 50. Il compito principale è mantenere in collegamento le isole tra di loro, creare una rete sempre più fitta e dare continuamente vita a nuovi gruppi. Il funzionamento interno dipende interamente dalla cooperazione e dalla comunicazione tra isole.

I festeggiamenti per le strade di Budapest dopo la vittoria di Magyar, i cittadini sventolano la bandiera ungherese e quella dell’Unione Europea
L’organizzazione

Attraverso la fitta rete creata, i componenti si sono impegnati a diffondere tra la popolazione ungherese i principali obiettivi del partito Tisza: posizionato a centro-destra, si presenta come garante per il ritorno a uno Stato di diritto, opponendosi agli aspetti “illiberali” del governo precedente. Mira a combattere la corruzione interna che ha distrutto l’Ungheria nell’ultimo decennio, smantellando la retorica sovranista di Orbán e proponendo un approccio più collaborativo verso l’Unione Europea. È bene sottolineare però, che Magyar prima di fondare Tisza nel 2020, era un esponente del partito ora all’opposizione Fidesz, a cui fa capo Orbán. Magyar non ha totalmente abbandonato i valori più conservatori del suo vecchio partito, continuando a promuovere una politica severa contro l’immigrazione. Questa ambivalenza di idee gli ha permesso di parlare anche a quella parte di elettorato ungherese più tradizionalista.

Duranti i suoi 16 anni di governo, Orbán ha esercitato un controllo significativo sui media ungheresi, in particolare sulla televisione di stato. I media erano diventati il principale strumento di propaganda governativa del Presidente. Per questo le isole sono state fondamentali per l’affermazione di Magyar, permettendo la nascita di un movimento sempre più forte che dal basso ha unito la popolazione in queste elezioni, portando l’esponente di Tisza alla vittoria indiscussa.

Carola Mariotti

Classe 1999. Sinologa. Mi piace parlare di Cina, più in generale di esteri. Sono sempre stata curiosa di ciò che succedeva nel mondo lontano a me, ma tenendo un occhio anche sulle cronache più vicine.

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