«IN PIAZZA PER LA PACE»: SALVINI FA CHIAREZZA SUL REMIGRATION SUMMIT

«Sarà una piazza per la pace e per un’idea di Europa diversa da quella governata da von der Leyen, fondata su lavoro, pace e sicurezza». Con queste parole il segretario della Lega Matteo Salvini lancia, dalla sede milanese di via Bellerio, la manifestazione ‘Senza paura – in Europa padroni a casa nostra’ in programma per sabato 18 aprile in piazza Duomo. 

Salvini, «vogliamo un contrasto serio all’immigrazione clandestina»

Al già rinominato remigration summit in programma sabato 18 aprile in Piazza Duomo, quello dell’immigrazione non sarà l’unico tema. Né, a quanto si apprende, il principale. 

«Tutte le polemiche sul remigration summit, razzismo e islamofobia sono isterie della sinistra. Non sarà nulla di tutto ciò» ha precisato il leader del Carroccio in conferenza stampa. Da un gazebo della Lega presente a Milano è poi portato sul tema. «Parliamo di sicurezza, di pace, di identità e di contrasto al fanatismo islamico: non c’è in nessun manifesto il termine ‘remigrazione’. Che, peraltro, non mi spaventa perché siamo in democrazia e ognuno è libero di portare avanti le sue idee».

Si prefigura dunque un differente filo conduttore quello che animerà la manifestazione ‘Senza paura ’ organizzata dal gruppo europarlamentare Patriots for Europe: la volontà di dire no

No alle attuali politiche europee, no all’amministrazione milanese di centrosinistra. La Lega sarà in piazza «anche per chiedere la pace perché c’è qualcuno che a Bruxelles tifa per la guerra, arma la guerra e investe con la guerra: la guerra poi la paghi al distributore di benzina. Non possiamo far pagare tre euro al litro il diesel agli italiani». 

Non solo remigrazione quindi, non solo prova di tenuta dell’elettorato leghista, non solo rinforzo della partnership con PfE. Quanto piuttosto l’urgenza di riportare saldamente al centro del dibattito pubblico e politico italiano il tema che ha fatto del movimento populista fondato da Umberto Bossi un partito orientato al sovranismo nazionale come quello guidato da Salvini: “prima gli italiani”. «Ci saremo e saremo tanti, colorati e determinati. Vogliamo che la commissione Ue permetta al governo di aiutare gli italiani» ha puntualizzato il ministro dei Trasporti.

Il corteo del 18 aprile. «L’importante è che sia pacifica» avverte Sala

L’elenco di chi sfilerà in corteo da Porta Venezia verso l’ombra della Madonnina è lungo: rappresentanze dei Patrioti europei da Francia, Olanda, Austria, Grecia, Ungheria, Spagna, Estonia, Fiandre e Danimarca, ministri e governatori leghisti (compreso Attilio Fontana), più di mille amministratori del Carroccio, circa trecento tra sindaci e vicesindaci pronosticati. Ma anche trattori in rappresentanza del mondo agricolo, «tra le prime vittime del costo dell’energia e del caro carburante», e motociclisti «perché il tema del no ai motori a scoppio e le limitazioni del sindaco Sala alle due ruote sono qualcosa che non c’entrano niente con l’ambiente, ma sono un suicidio economico». 

L’invito del Carroccio a scendere in piazza è esteso a tutti i milanesi «che vogliono una Milano diversa». «Ci sono tutti i presupposti affinchè sia una giornata di costruzione e pacificazione. Se c’è qualche corteo antagonista sicuramente le forze dell’ordine sapranno garantire il fatto che tutti possono manifestare» ha concluso Salvini. 

Il commento del sindaco di Milano Giuseppe Sala è arrivato tempestivo: «Io sono sempre preoccupato per definizione. Oggi (15 aprile, ndr) abbiamo fatto un comitato in prefettura per esaminare la situazione» in vista dell’appuntamento dei Patrioti europei, «ci saranno forze dell’ordine adeguate però sarà una giornata complessa». 

Da Palazzo Marino ribadiscono di non aver compreso «cosa sia questa manifestazione», considerando i contenuti che si vogliono sollevare in piazza. «L’importante è che sia pacifica» ha avvertito Sala.

Martina Carioni

Classe 2000, nata nella campagna cremasca, dopo un percorso di studi tra comunicazione e marketing, inciampo nel giornalismo. Attenzione verso il territorio e la sua componente sociale sono temi che accompagnano il mio interesse professionale. Scrivo di politica interna, con propensione verso il giornalismo investigativo.

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