In piazza per «difendere i valori dell’Occidente, la nostra cultura e, soprattutto, i nostri confini». Non lascia spazio a fraintendimenti Matteo Salvini: sabato 18 aprile piazza Duomo a Milano diventa palcoscenico di una manifestazione targata Lega organizzata per chiedere chiarezza, sicurezza e legalità intorno al tema delle politiche migratorie. ‘Senza paura – in Europa padroni a casa nostra’ lo slogan della giornata. Un remigration summit in pieno stile, senza mai citare ufficialmente la parola remigrazione. «Milano è antirazzista, Milano è partigiana, Milano è il 25 aprile, Milano è antifa» la reazione dei contromanifestanti riuniti sotto lo slogan ‘Milano è migrante – Combatti la paura, distruggi il fascismo’.
‘SENZA PAURA – IN EUROPA PADRONI A CASA NOSTRA’
L’ombra della Madonnina è stata scelta per la piazza denominata ‘Senza paura’, un appuntamento di respiro internazionale organizzato dalla Lega con la collaborazione del gruppo PfE (Patriots for Europe). «Non è più tempo di timidezze: il 18 aprile diremo chiaramente che l’Italia e l’Europa appartengono ai cittadini che le amano e le rispettano» ha dichiarato il leader del Carroccio.
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Senza Paura. In Europa padroni a casa nostra!
Without Fear. In Europe Masters in our own Home!📍Milan, Piazza del Duomo
🗓️ April 18, 3PM
In the presence of many European patriotic leaders !
Stay tuned ! pic.twitter.com/wj093vo5Fn
— Patriots.eu (@PatriotsEU) March 6, 2026
«La Lega sarà in piazza Duomo, insieme ai Patrioti europei, per dire basta all’immigrazione clandestina e alla criminalità dei maranza che delinquono sapendo di restare impuniti perché minorenni» ha dichiarato il consigliere regionale leghista Riccardo Vitari. «Vogliamo difendere i confini e i valori dell’Occidente e parlare apertamente di remigrazione. Milano e molte altre città lombarde oggi pagano anni di politiche migratorie sbagliate della sinistra. Sono diventate insicure e pericolose, con aggressioni all’ordine del giorno. È giunto il momento di un cambio di rotta netto, a partire da sicurezza, legalità e difesa dei confini».

Non si tratta di una semplice mobilitazione di partito che scardina la retorica sovranista della destra italiana ed europea. L’organizzazione di questa giornata risponde a una duplice esigenza della Lega a guida Salvini. Da un lato, riaffermare la propria egemonia nazionale sul tema della sicurezza e del controllo dei confini in un momento di forte pressione migratoria. Dall’altro, consolidare l’asse internazionale con i partner del gruppo PfE.
DAL RESPIRO EUROPEO ALLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE: COS’è LA REMIGRAZIONE
Remigrazione – letteralmente ‘migrazione indietro’ – è un neologismo entrato nel vocabolario politico nel 2025 per indicare il rimpatrio forzato (o volontario fortemente incentivato) di persone immigrate, nel paese d’origine. Nonostante il regolare permesso di soggiorno, la presenza di questi soggetti sarebbe infatti ritenuta problematica. Già nel 2017, un gruppo di manifestanti a Borgosesia (Vc) aveva interrotto una conferenza promossa dall’associazione culturale islamica cittadina sventolando uno striscione: “Remigrazione contro l’islamizzazione”.
L’europarlamentare ed ex Carroccio Roberto Vannacci ha fatto della remigrazione il tema cardine di Futuro nazionale, il partito a stampo sovranista populista da lui fondato lo scorso febbraio.
Cinque i principi su cui si erge il concetto di remigrazione:
- «sovranità nazionale come priorità inderogabile;
- contrasto all’immigrazione clandestina e gestione rigorosa dei flussi regolari;
- tutela della sicurezza pubblica e dei diritti dei cittadini italiani;
- promozione di un modello di migrazione responsabile, circolare e volontario;
- valorizzazione delle relazioni con gli Stati di origine e con le comunità italiane all’estero».

A gennaio, il deputato leghista (vicino a Vannacci) Domenico Furgiuele, ha contribuito all’organizzazione della conferenza stampa alla Camera dei deputati per la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare “Remigrazione e riconquista”. Circa 120 mila sono le firme raccolte, contro le 50 mila necessarie a far inserire la proposta all’interno dell’agenda dei lavori.
LE REAZIONI DI MILANO E LA CONTROMANIFESTAZIONE
‘Milano è migrante’ la risposta dei contromanifestanti, organizzati in una manifestazione contemporanea. «Il 18 aprile scendiamo in piazza e accerchiamo piazza del Duomo, i centri sociali ci saranno», hanno annunciato le realtà milanesi antifasciste in un comunicato condiviso con slogan ‘Combatti la paura, distruggi il fascismo’. L’appuntamento è per le ore 14 di sabato 18 in Piazza Tricolore per «un unico obiettivo, circondare la Lega, impediamo al virus del razzismo di spargersi in città!».
Sul fronte della politica locale, è scontro aperto tra Lega e Palazzo Marino, che ha ipotizzato anche «la palese violazione della Costituzione». Per conto suo, il governatore lombardo Attilio Fontana ha confermato la presenza in piazza.
Diversi sono gli interrogativi sollevati da chi non abbraccia il concetto di remigrazione. Chiamato in causa anche il contrasto con l’articolo 3 della Costituzione, secondo il quale i cittadini hanno pari dignità senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali.
Vi è poi, secondo la presidente dem del consiglio comunale Elena Buscemi, una similitudine con l’ideologia che portò alle leggi razziali. «Lo spazio pubblico di una città democratica, in ogni caso, non deve diventare palcoscenico per la diffusione di messaggi che negano i diritti umani fondamentali».
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«Chi arriva per rispettare le leggi, la nostra identità e la nostra cultura è il benvenuto» la tesi sostenuta dalle fila del Carroccio. Infatti, aggiunge la consigliera comunale Silvia Sardone, per remigrazione si intende «l’urgenza di potenziare le espulsioni dei delinquenti stranieri, ma evidentemente il Pd preferisce la Milano capitale dei reati e vittima della criminalità straniera».