Guerre in medio oriente, leader politici oggetto di preghiere e lotte tra papa e sovrani. No, non è l’inizio di un manuale di storia e non parliamo nemmeno della conquista della Terra Santa. È solo il mese di aprile del 2026. Lo scontro tra Donald Trump e papa Leone XIV è nato dalle parole del pontefice contro le «follie della guerra». Nessun riferimento ad alcun leader; solo una veglia durante la preghiera della pace. Parole che però avrebbero offeso il tycoon. Sul social Truth, Trump si è lanciato in una lunga invettiva contro la politica vaticana. Una filippica degenerata poi con il post di un’immagine blasfema, in cui il presidente americano si rappresentava nelle vesti di Gesù guaritore. Lo scontro ha raggiunto un tale livello, che alcuni esperti lo hanno definito lo scisma americano.
I capricci dei sovrani
Resta ancora da vedere come continuerà questa lotta politica tra i due americani più importanti al mondo. Non è però la prima volta nella storia che potenti e papato si scontrano per ragioni politiche più o meno corrette. Se di capricci parliamo, l’esempio più calzante non può essere che quello di Enrico VIII d’Inghilterra. Il sovrano inglese, stanco dei rifiuti papali di concedergli il divorzio dalla sua prima moglie Caterina d’Aragona, si proclamò capo della chiesa inglese. L’Atto di Supremazia del 1534 sancì la nascita della chiesa anglicana e la sua separazione da quella cattolica. I re d’Inghilterra da allora sono anche i capi religiosi.
La questione del controllo

Per quanto banale e superficiale possa sembrare la storia di Enrico VIII, le radici della vicenda sono molto più profonde e significative per il controllo del proprio popolo e del territorio. Con questa decisione Enrico poté finalmente nominare direttamente i vescovi a lui fedeli, riscuotere le decime (le tasse per la chiesa) e controllare la predicazione. Un’operazione che sul Continente era cominciata cinque secoli prima ma che era quasi sempre fallita per la strenua resistenza pontificia.
Il primo round nello scontro tra poteri universali nella storia avvenne nel 1077 con l’imperatore Enrico IV. Il re di Germania non poteva tollerare l’ingerenza pontificia nelle nomine vescovili. Le autorità religiose, nel Medioevo, oltre che curare le anime dei propri fedeli, occupavano anche un ruolo importante nel controllo territoriale della propria diocesi, rivestendo a tutti gli effetti un ruolo politico uguale a quello di conti e duchi. Per Enrico la lotta non finì bene. Nell’inverno del 1077 dovette umiliarsi a Canossa rimanendo per tre giorni nella neve in attesa del perdono papale.
Dallo schiaffo al sacco di Roma

Per quanto possa apparire intenso lo scontro tra Trump e Leone, la storia ci ricorda che in almeno due episodi si è arrivati a molto peggio. Nel 1303, Filippo il Bello, re di Francia, inviò i suoi uomini ad Anagni per arrestare il papa Bonifacio VIII. Centro della disputa: le tasse. Il sovrano voleva tassare il clero francese, una mossa che andava a ledere la superiorità papale. Lo “schiaffo di Anagni” segnò il momento in cui la monarchia nazionale smise di temere l’autorità universale del Papa e diede inizio al periodo della “Cattività Avignonese”.

Due secoli dopo, nel 1527, le tensioni tra l’imperatore Carlo V e il papa Clemente VII portarono al sacco di Roma dei lanzichenecchi. Il sovrano spagnolo, nonostante fosse il difensore della fede cattolica non poteva tollerare l’alleanza tra Francia e papato, che metteva a rischio i suoi domini italiani. Migliaia di mercenari tedeschi devastarono la città e costrinsero il papa a una fuga a Castel Sant’Angelo.
A guardare questi precedenti storici le vicende attuali possono apparire semplici incomprensioni. Nei secoli il potere della chiesa è cambiato significativamente, abbandonando qualunque ingerenza temporale per concentrarsi, giustamente, sulla cura delle anime dei fedeli. Il potere che oggi la Chiesa può esercitare si limita all’etica e alla moralità. Ed è proprio per questo che Trump si è sentito chiamare in causa da papa Leone. Al momento è ancora presto per dare un giudizio storico alla vicenda, ma sarà curioso analizzare la vicenda quando entrerà a far parte dei manuali di storia.