Ungheria al voto: Orban e Magyar chiudono la campagna elettorale

Domenica 12 aprile l’Ungheria deciderà se proseguire il percorso intrapreso 16 anni fa con Viktor Orbán o cambiare direzione e sposare il cambiamento con Péter Magyar. Sono loro i due protagonisti dell’election day ungherese, i volti rispettivamente di Fidesz e Tisza, i due partiti a cui fanno capo e che si sfideranno al termine di una campagna elettorale dai toni duri dall’uno e dall’altro lato.

Si vota dalle ore 6.00 della prima mattinata alle ore 19.00, orario di chiusura delle urne. I primi exit poll saranno disponibili attorno alle ore 20.00 e i dati in aggiornamento potranno essere consultabili qui. I risultati ufficiali sono attesi invece nella notte tra domenica e lunedì.

8 milioni di ungheresi al voto: tra il sistema elettorale e la spinta giovanile

Saranno poco più di 8 milioni i cittadini ungheresi chiamati a decidere la prossima guida del Paese. L’Ungheria ha un parlamento monocamerale rappresentato dall’Országgyűlés, ovvero l’Assemblea Nazionale, composto da 199 seggi. Il sistema elettorale è misto e i deputati vengono eletti nel seguente modo:

  • 106 seggi sono assegnati tramite collegi uninominali con sistema maggioritario;
  • 93 seggi sono assegnati dalle liste nazionali dei partiti.

La soglia di sbarramento si attesta al 5%.

I cittadini riceveranno due schede dove poter votare per i candidati della circoscrizione locale, a cui basta la maggioranza relativa, e per le liste nazionali dei partiti. Come spiega dailynewshungary.com, le due votazioni si legano l’una con l’altro attraverso i cosiddetti “voti di frammentazione”: i voti per i collegi uninominali confluiscono nel conteggio delle liste, ovvero si aggiungono al totale dei voti della lista del loro partito.

 

Il premier ungherese e leader del partito Fidesz Viktor Orbàn
Il premier ungherese e leader del partito Fidesz Viktor Orbàn

Fondamentale per il nuovo Governo sarà avere la maggioranza dei due terzi del Parlamento, così da poter agire sul sistema legale e istituzionale del Paese, come fatto finora dal premier uscente Orbán. Il presidente ungherese Tamas Sulyok si occuperà poi di convocare l’Assemblea Nazionale entro un mese e proporre il nuovo premier ad essa che lo voterà: basterà la maggioranza semplice per l’elezione. Normalmente, l’indicazione viene fatta sul leader del partito vincitore. L’uomo è molto vicino al capo di Fidesz e Magyar ha già annunciato che gli chiederà di farsi da parte qualora Tisza avesse la meglio.

Dei poco più di 8 milioni di cittadini chiamati alle urne, poco meno di 200mila saranno giovani che voteranno per la prima volta, per un totale di un milione e mezzo di Under 30. Alto anche il numero dei fuori sede e dei votanti dall’estero, calcolato in circa 500mila elettori. 

Elezioni in Ungheria: cosa dicono gli ultimi sondaggi

Stando alle ultime proiezioni di voto proposte dagli istituti specializzati ungheresi Iranytu e Median, il leader dell’opposizione Péter Magyar è in vantaggio su Viktor Orbán con un margine di circa 10 punti percentuali. Secondo il primo istituto, il 51% degli elettori che hanno risposto al sondaggio sosterranno Tisza, mentre il 40% voterà Fidesz. A pesare è però l’alta percentuale (18%) di indecisi.

Il leader del partito Tisza Péter Magyar
Il leader del partito Tisza Péter Magyar

Il secondo istituto, invece, sostiene che Tisza potrebbe ottenere dai 138 ai 142 seggi parlamentari contro i 49-55 di Fidesz. Questa proiezione permetterebbe al partito di Magyar di ottenere la maggioranza qualificata di 133 seggi, ovvero due terzi dell’Assemblea Nazionale, e sarebbe così in grado di attuare le riforme necessarie per agire sullo stato di diritto e scongelare i fondi UE.

Orban contro Magyar: la chiusura della campagna elettorale

La campagna elettorale tra i due leader termina oggi. Orbán la chiude a Budapest in serata, in piazza della Santissima Trinità. Magyar, invece, si trova a Debrecen, storica roccaforte di Fidesz. Per sapere di più sui due, qui si trova l’approfondimento realizzato nelle scorse settimane proprio sul tema riguardante le elezioni ungheresi.

I due si sono scontrati durante questo mese di campagna con toni duri. Il primo sulla necessità di sicurezza e continuità, il secondo invece sul cambiamento e accusando l’attuale premier di corruzione. «Sicurezza, continuità e orgoglio nazionale» è l’appello del leader di Fidesz, mentre quello di Tisza afferma: «Domani si decide il destino del nostro Paese, ogni voto conta. Facciamo la storia insieme». Il giorno del giudizio è alle porte.

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