TAIWAN: XI JINPING LA RECLAMA E PARLA CON L’OPPOSIZIONE

Ci sono voluti 11 anni per farli sedere di nuovo allo stesso tavolo. 11 anni da quel maggio 2015, in cui il Presidente cinese Xi Jinping incontrò a Singapore Ma Ying-jeou (ai tempi Presidente di Taiwan, nonché leader del partito Kuomintang). 11 anni per sciogliere le relazioni gelate nel lontano 1949. Il 10 aprile 2026 il presidente Xi accoglie a Pechino l’attuale leader del Kuomintang (KMT), Cheng Li-wun, partito che oggi rappresenta l’opposizione al governo di Taiwan.

Assistenza energetica

Mentre Trump cattura i suoi nemici, Xi apre le porte della Grande Sala del Popolo alla sua nemesi. L’incontro voleva trattare la situazione dello Stretto di Taiwan, quella strada d’acqua larga 180 chilometri e da cui passano la metà della flotta container mondiale che divide due fronti opposti, ma legati. Se la guerra in medio-oriente dovesse proseguire a lungo, l’isola di Taiwan si troverebbe in breve tempo in grave difficoltà, non disponendo di fonti energetiche e dipendendo fortemente dai rifornimenti che arrivano via mare dai paesi del golfo persico.

Lo Stretto di Taiwan
L’incontro

La narrazione cinese di questo incontro è stata chiara e ferma. Cina e Taiwan sono una «famiglia comune», Xi nei precedenti mesi ha proposto a Taiwan di riunificarsi per permettere a Pechino di aiutare Taipei con il fabbisogno energetico. Xi ha ribadito che «il destino della nazione è nelle mani dei cinesi su entrambe le sponde dello Stretto», ed è per questo fondamentale mantenere aperto il dialogo tra Partito Comunista Cinese e KMT.

Dal 2016 Taiwan è governata dal Partito Democratico Progressista (PDP), la forza politica che sostiene fermamente l’autonomia dell’isola da Pechino. Dal 2024 il Presidente è Lai Ching-te, considerato un «separatista» e ostacolo per l’annessione pacifica dell’isola. Cheng Li-wun ha affermato che il KMT si vuole porre come «ponte di pace» con il PCC, per prevenire “incidenti militari” e garantire una stabilità duratura nei rapporti. Entrambi i leader hanno ribadito la loro ferma opposizione alle spinte separatiste, identificate nell’attuale Presidente Lai Ching-te.

La risposta di Taiwan

Il messaggio è chiaro: la scelta della “pace” a discapito di una possibile guerra. Un incontro che genera speranza, se non si pensa al fatto che in realtà non vi è un reale dialogo tra Pechino e l’attuale governo di Taipei (PDP). Taiwan ha rilasciato una nota ufficialmente fortemente critica, definendo l’incontro una «mossa di propaganda» cinese per interferire con la politica interna dell’isola. «Solo il popolo di Taiwan può decidere del proprio futuro, e nessun partito politico come il KMT ha il mandato di negoziare accordi politici con Pechino all’insaputa delle istituzioni ufficiali».

 

Carola Mariotti

Classe 1999. Sinologa. Mi piace parlare di Cina, più in generale di esteri. Sono sempre stata curiosa di ciò che succedeva nel mondo lontano a me, ma tenendo un occhio anche sulle cronache più vicine.

No Comments Yet

Leave a Reply