Lo studio pubblicato su Nature e Science

Dal liquido seminale del maiale una speranza per la cura di un raro tumore infantile dell’occhio

Curare il retinoblastoma, un raro tumore della retina che colpisce soprattutto i bambini nei primi 24 mesi di vita, richiede trattamenti che possono essere invasivi e dolorosi: come iniezioni fatte direttamente nell’occhio, terapia laser e cicli di chemioterapia. Questi interventi, seppur spesso efficaci, possono essere rischiosi. Perché a volte danneggiano i tessuti sani circostanti e la vista. Ma la soluzione per superare le barriere naturali dell’occhio e favorire trattamenti meno invasivi potrebbe arrivare da un alleato fuori dai radar: lo sperma di maiale.

A MasterX la Presidente della società internazionale per le vescicole extracellulari (ISEV), Benedetta Bussolati, già professoressa di medicina di laboratorio all’Università di Torino: «Il passaggio dagli studi alla sperimentazione sui pazienti ha bisogno di una serie di valutazioni su sicurezza, non tossicità ed efficacia. Ma i tempi potrebbero non essere lunghissimi».

La scoperta che arriva dalla Cina

A primo impatto fa quasi ridere, ma potrebbe repellere alcune persone. Una ricerca pubblicata il 27 marzo sulle riviste Science e Nature parla infatti di nuovo approccio meno invasivo e dannoso per curare il retinoblastoma, sviluppato dai ricercatori della Shenyang Pharmaceutical University in Cina. Il protagonista della sperimentazione? Lo sperma di suino.

Il liquido seminale non sarebbe il trattamento miracoloso in sé, ma piuttosto il veicolo di somministrazione delle terapie antitumorali. Una sorta di corriere in grado di far arrivare a destinazione i farmaci sotto forma di collirio.

La sede della Shenyang Pharmaceutical University in Cina

Come spiega la dottoressa Bussolati, questo sarebbe possibile grazie a «un meccanismo di comunicazione cellula-cellula fisiologico e utilizzato dal nostro organismo. Parliamo di vescicole extracellulari (presenti nel liquido seminale umano e animale e in tutti i liquidi biologici ndr.) che sono strutture molto piccole, nell’ordine dei nanometri, circa della dimensione di un virus per intenderci. E che hanno la capacità di veicolare delle informazioni a distanza, e quindi di superare le barriere tra le cellule raggiungendo cellule distanti».

Corrieri naturali e sicuri

Gli esosomi – che sono una sottocategoria di vescicole extracellulari – sono particelle che vengono rilasciate in modo naturale dalle cellule del corpo. E quelli prodotti dal maiale sembrano essere molto “bravi” nel superare le barriere biologiche dell’organismo.

Gli esosomi sono infatti in grado di aprire e chiudere temporaneamente quelle che si chiamano “giunzioni strette”, ovvero le strutture che sigillano le membrane cellulari. Permettendo così il passaggio di sostanze attraverso tessuti altrimenti inaccessibili, come la cornea. È lo stesso meccanismo che permette la fecondazione di un ovulo, ma riadattato per la somministrazione non invasiva di farmaci.

«I ricercatori hanno identificato le vescicole presenti nel liquido seminale del suino come particolarmente capaci di superare le barriere dell’occhio. Non è pericoloso perché si tratta di strutture piccolissime che non alterano la fisiologia cellulare», spiega Bussolati.

La dottoressa Benedetta Bussolati, docente di medicina di laboratorio all’Università di Torino e presidente dell’ISEV
L’ingegneria per distruggere le cellule tumorali

All’interno di queste particelle, gli scienziati hanno inserito un sistema “nanozima”, ovvero un mix di molecole, tra cui l’acido folico, capaci di innescare delle reazioni chimiche che distruggano le cellule tumorali in modo mirato senza intaccare i tessuti sani dell’occhio.

«Il fatto che i farmaci possano essere veicolati all’interno di questi sistemi nano-vescicolari e in particolar modo dentro a sistemi naturali prodotti dalle cellule per le cellule è una rivoluzione della terapia che potrà avere moltissimi sviluppi in medicina rigenerativa, in oncologia e anche in altri ambiti» sottolinea la presidente dell’ISEV.

I risultati dei test di laboratorio

Nelle sperimentazioni sui roditori, la crescita del tumore è rallentata in modo significativo e gli animali hanno mantenuto una visione normale. Quando invece lo stesso trattamento è stato somministrato senza questo specifico sistema di consegna degli esosomi, non è riuscito a penetrare nella retina e il cancro ha continuato a diffondersi. Il collirio, che ad oggi è stato testato solo su topi e conigli, ha causato agli animali solo una lieve irritazione, ma non ci sono stati altri problema di sicurezza ritenuti allarmanti.

É ancora presto per dire se il trattamento possa essere efficace negli esseri umani, ma il gruppo di ricerca cinese ritiene che questa tecnica potrebbe essere applicata a una serie di condizioni oltre al cancro all’occhio. Altre barriere nel corpo, come la barriera ematoencefalica, possono ostacolare la somministrazione di farmaci e trattamenti per malattie come l’Alzheimer.

I prossimi step

«Di sicuro l’utilizzo di un collirio ha un effetto meno tossico di una somministrazione endovenosa o di un’iniezione vitreale, ma il passaggio dagli studi preclinici alla sperimentazione sui pazienti ha bisogno di una serie di valutazioni ben codificate che devono convincere le autorità regolatorie per poter procedere alla sperimentazione su pazienti umani. Prima di tutto in termini di sicurezza e non tossicità, e successivamente di efficacia», afferma Bussolati.

E sulle possibili tempistiche per il passaggio dal laboratorio alla pratica medica, chiarisce: «Forse non parliamo di 20 anni com’era necessario una volta per passare da uno studio preclinico ad uno clinico. Possono bastare dai 2 ai 5 anni, ma naturalmente devono esserci delle basi solide per farlo».

Riccardo Severino

Ho collaborato con la trasmissione Fuori Dal Coro, dove ho lavorato a inchieste su sanità, cronaca, criminalità e frodi. Mi occupo anche di attualità, politica e costume e ho una grande passione per il cinema e per la musica. Uno dei miei film preferiti? Monster di Hirokazu Kore'eda. Canzone del cuore? Samson di Regina Spektor

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