SESSO, FEDELTÀ E RAPPORTI A TRE: COME SONO CAMBIATE LE ABITUDINI DEGLI ITALIANI IN 25 ANNI

Un rapporto del Censis pubblicato a marzo mostra come sono cambiate le abitudini sessuali degli italiani negli ultimi 25 anni. È da un quarto di secolo che non si avevano dati ufficiali a riguardo: dal numero medio degli atti sessuali, all’età della prima volta, fino al sesso a tre e il riconoscimento del consenso. Il quadro complessivo è quello di un’Italia che si è profondamente trasformata.

LO STUDIO

Il nuovo studio Censis dal nome “Il piacere degli italiani. Come cambiano i costumi sessuali” ha preso in esame un campione nazionale rappresentativo di 1.000 cittadini fra i 18 e i 60 anni, a cui è stato sottoposto un questionario strutturato per fotografare la situazione attuale nel nostro Paese. Risaliva agli anni 2000 il primo (e fino a poco fa l’unico) grande studio sui comportamenti sessali in Italia, pubblicato dopo il lancio della “pillola blu” per il trattamento della disfunzione erettile maschile, all’epoca considerata una rivoluzione sessuale insieme alla pillola anticoncezionale per le donne.

Da allora molte cose sono cambiate. La società e la cultura sono andate incontro a una rivoluzione importante, tanto che il Censis stesso chiarisce che il Rapporto non riguarda solo il sesso in senso stretto, ma anche il modo in cui questo si inserisce “nell’epoca selvaggia del ferro e del fuoco”, che a livello psicologico porta con sé “il timore di una trasformazione del mondo in un luogo di cruda sofferenza”. Secondo il Censis, gli italiani però rifiutano di “sospendere le vite per prepararsi in avanzo ai dolori che potrebbero arrivare”. Di conseguenza la popolazione si dimostra in grado di “amare, godere, giocare e divertirsi”. Ecco che il 79% degli intervistati considera i piaceri del sesso, del cibo, delle relazioni con gli altri, degli hobby (ecc.) essenziali per dare un significato all’esistenza, mentre il 65,8% non vuole farsi travolgere nella vita quotidiana dalle tante notizie negative sul fronte globale.

AUMENTANO I PARTNER NEL CORSO DELLA VITA

Un primo risultato significativo riguarda il numero di partner avuti entro i 60 anni. Se nel 2000 il 59,6% delle donne dichiarava di aver avuto un solo partner, adesso la percentuale è scesa al 27,6%. Aumentano quindi i compagni nel corso della vita: il 46,8% delle intervistate ha avuto tra i 2 e i 5 partner. Il 21,5% più di 6, contro l’8,4% degli anni 2000. Numeri più stabili per gli uomini: quelli che hanno avuto tra i 2 e i 5 partner sono passati dal 42,5% al 46%.

SESSO E AMORE SONO DUE COSE DIVERSE

Per le donne oggi la distinzione tra sesso e amore è molto più netta. La percentuale di chi distingue il piacere sessuale dall’amore è passata dal 35,7% del 2000 al 56,4% del 2025. Negli uomini le quote sono pari rispettivamente al 58,6% prima e al 61,2% adesso.

LA PRIMA VOLTA QUANDO E COM’È STATA

Cambia anche l’età in cui si ha il primo rapporto sessuale. I maschi che lo hanno avuto prima dei 18 anni sono diminuiti dal 46,7% del 2000 al 29,4% del 2025. Mentre coloro che lo hanno avuto a 20 anni o più sono passati dal 25,2% al 32%. Per quanto riguarda le femmine, l’età media delle donne è scesa da 19,6 a 18,9 anni.

Una prima volta che per il 65,9% è stata un’esperienza positiva, contro il 31,9% per cui non lo è stata. Per quanto riguarda il tema della verginità, solo il 36,3% degli italiani pensa che sia un valore da preservare, segnando una netta rottura con il passato.

LA FREQUENZA DEI RAPPORTI E QUANTO DURANO
I dati sulla durata media dei rapporti emersa dal Rapporto Censis (grafico creato con AI).

Il Censis ha distinto gli italiani in 6 gruppi in base alla frequenza con cui hanno rapporti sessuali. I “Performanti” (il 5,3%) lo fanno ogni giorno; gli “Attivi” (29,9%) hanno rapporti due o tre volte alla settimana; i “Regolari” passano a una volta alla settimana e sono il 27,3%; i “Saltuari” (21,9%) hanno rapporti con una cadenza tra il mensile e il quadrimestrale; gli “Occasionali” (7,1%) una volta ogni cinque-sei mesi; per concludere con gli “Astinenti”, che non fanno mai sesso e sono l’8,5% del totale. Ruolo importante anche quello svolto dai social media: il 32,5% degli italiani dichiara di avere conosciuto partner sessuali tramite social media.

Per quanto riguarda la durata del rapporto, il 44% degli intervistati stima un tempo compreso tra i 16 e i 30 minuti. Il 35,5% si attesta tra i 6 e i 15 minuti, mentre le prestazioni oltre la mezz’ora riguardano il 17,1%. Solo il 3,4% ammette di non superare i 5 minuti.

ESPERIENZE SPERIMENTALI

Dai risultati emerge un approccio più sperimentale rispetto al passato, soprattutto il rapporto a tre o con più persone. È un segnale che il sesso tradizionale non è più l’unica forma possibile. Se nel 2000, solo lo 0,7% delle donne aveva fatto esperienze di questo tipo, adesso è il 6,8%. E quelle che non lo hanno mai fatto, se ci fosse l’occasione non direbbero di no (dato passato dal 2,4% al 15,1%). Per gli uomini l’aumento è ancora più significativo: le quote di chi ha sperimentato le pratiche indicate erano il 3,2% nel 2000 e il 20,1% nel 2025. Quelli che non l’hanno fatto, ma se capitasse lo farebbero, passano dal 6,4% al 35,4%.

Una scena del film “Love”, diretto da Gaspar Noé e uscito nel 2015.
STABILITÀ DI COPPIA E TRADIMENTI

Una sperimentazione che, però, non annulla la stabilità nelle relazioni. I numeri dicono che l’80,4% degli italiani (tra i 18 e i 60 anni) ha rapporti sessuali esclusivamente con la persona con cui ha una relazione stabile di coppia. Il 67% degli italiani ritiene che nei rapporti di coppia che durano nel tempo non necessariamente prevalga la noia, e il 68,9% delle persone con una relazione stabile è soddisfatto della propria vita sessuale. Quindi, nel Rapporto emerge che vite piene di stress, preoccupazioni e impegni dal lavoro ai figli, laddove ci sono, non portano ad una diminuzione del sesso nelle coppie stabili.

Per quanto riguarda i tradimenti, l’8,6% delle persone con relazione stabile tradisce. I tradimenti possono avvenire in modi diversi: tra i casi possibili ci sono le persone hanno relazioni extraconiugali stabili che si protraggano con continuità nel tempo e quelle che, invece, hanno infedeltà puramente occasionali. Il tradimento resta per gli italiani un comportamento da condannare e secondo il 68,5% compromette irreparabilmente la relazione. Tradire il partner, quindi, non è solo un atto fisico, ma un evento capace di scuotere le basi della fiducia e dell’intimità condivisa nella coppia.

LE FORME DEL PIACERE

Una vita sessuale sfaccettata, che comprende al suo interno diverse pratiche. Dai dati emerge che queste sono le attività più gettonate dagli italiani durante il sesso. Il 78,8% degli italiani pratica con regolarità i preliminari prima del coito; il 74,2% fa sesso orale; il 58,2% si dedica alla masturbazione reciproca; il 36,4% usa un linguaggio volgare durante il rapporto sessuale; il 32,6% fa sesso anale; il 31,3% riceve immagini pornografiche; il 30,2% fa sexting (la pratica dello scambio di messaggi espliciti e foto personali).

E ancora, il 26,4% utilizza sex toys con il partner durante il rapporto sessuale; il 26,0% guarda video porno insieme al partner; il 22,1% utilizza cibi o bevande nei giochi erotici; il 21,4% invia immagini pornografiche; il 21% si masturba a distanza con altre persone; il 17,6% fantastica apertamente con il proprio partner su altri possibili partner; il 16,3% fa giochi di ruolo; il 14,3% si riprende con lo smartphone durante i rapporti sessuali; il 7,7% partecipa a orge.

I dati sulle pratiche sessuali più gettonate tra gli italiani, emersi dal Rapporto Censis (grafico creato con AI).
IL CONSENSO E L’IDENTITÀ DI GENERE

Nel questionario si inserisce anche il tema sempre più attuale del consenso: solo il 66,1% dei maschi ritiene sempre possibile comprendere quando una donna non desidera un rapporto sessuale. Mentre il 47% degli italiani concorda con l’idea che indossare determinati abiti o fare uso di droghe o bere troppo alcol, espongano le donne al rischio di subire una violenza sessuale.

Per quanto riguarda l’identità di genere, il 16,3% degli intervistati non si riconosce in maniera esclusiva in maschio o femmina. Per il 75,7% degli italiani (e l’81% dei giovani) in Italia ci sono ancora troppe discriminazioni nei confronti delle persone non cisgender o non eterosessuali.

In sintesi, il rapporto Censis restituisce l’immagine di un’Italia sessualmente più libera, consapevole e diversificata rispetto a 25 anni fa, ma non per questo meno legata alla stabilità affettiva. A crescere non è solo la varietà delle esperienze, ma anche la capacità di distinguere tra piacere, amore e relazione. In un contesto sociale segnato da incertezze e cambiamenti profondi, la sessualità resta così uno spazio centrale di espressione individuale e di conoscenza di sé stessi. Argomento complesso che abbiamo approfondito nel nostro Magazine MasterX.

Manuela Perrone

Da sempre innamorata del giornalismo, mi appassiona scrivere di Spettacoli e di Esteri. Chi mi conosce lo sa: passo la giornata ad ascoltare musica e a parlare di musica, anche se ogni tanto Donald Trump interrompe la mia routine. Ho collaborato con News Mediaset, realizzando servizi tv per Studio Aperto

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