PIZZABALLA AL SANTO SEPOLCRO, IL PASSO INDIETRO DI NETANYAHU

Non erano in corso manifestazioni o processioni religiose. Eppure il cardinale Pierbattista Pizzaballa e padre Francesco Ielpo sono stati ugualmente fermati dalla polizia israeliana ed è stato impedito loro di accedere alla chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. In una nota congiunta, Patriarcato e Custodia ricostruiscono i fatti ed esprimono preoccupazione e rammarico per quanto accaduto. Per la prima volta in secoli non si è potuto celebrare la messa nella domenica delle Palme.

La guerra e la chiusura al pubblico dei luoghi sacri
Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa

Come è stato scritto nella nota, impedire l’ingresso al Cardinale e al Custode, «che ricoprono la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e gravemente sproporzionata». Solo pochi giorni fa era precipitato il rottame di un missile iraniano nella Città Vecchia e a poca distanza dal Muro del Pianto, dalla Moschea di Al-Aqsa e dalla Chiesa del Santo Sepolcro. Da allora sono entrate in vigore restrizioni per l’accesso ai tre grandi luoghi sacri. Una scelta motivata a salvaguardare la sicurezza dei fedeli in caso di grave incidente. L’accesso, però, rimaneva garantito ai capi religiosi.

Critiche erano nate sin dai primi giorni: le restrizioni erano imposte in particolare ad imam e religiosi cristiani. «Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, viziata da considerazioni improprie – ha denunciato il comunicato congiunto -, rappresenta un allontanamento estremo dai principi fondamentali di ragionevolezza, libertà di culto e rispetto dello Status Quo». Secondo le linee guida del Comando del Fronte Interno, limitano gli assembramenti a 50 persone o meno. Ben al di sopra dei quattro rappresentanti della Chiesa, fermati.

Le dichiarazioni

Il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha cercato di rimediare, esprimendo «profondo dolore per quanto accaduto». Ha poi spiegato che il divieto è nato dalle preoccupazioni per la sicurezza dovute alla continua minaccia degli attacchi missilistici iraniani. Anche il primo ministro Benjamin Netanyahu ha commentato la vicenda: «Non c’era alcun intento malevolo, ma solo preoccupazione per la sicurezza di Pizzaballa e quella del suo gruppo». Poi il passo indietro. Netanyahu ha dichiarato che al Patriarca latino di Gerusalemme sarà concesso l’accesso immediato alla Basilica del Santo Sepolcro. «Ho dato istruzioni alle autorità competenti affinché al Cardinale Pierbattista Pizzaballa sia concesso l’accesso completo e immediato alla Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme», ha scritto nel post. 

La vicenda ha attirato l’attenzione anche dell’ambasciatore americano, che è intervenuto con toni forti su quanto accaduto. Per Mike Huckabee La decisione è «difficile da comprendere o giustificare». Per l’ambasciatore si tratterebbe di un’ingerenza eccessiva che sta già avendo ripercussioni importanti in tutto il mondo.

La politica italiana si è subito attivata per dimostrare il suo dissenso ad Israele. Per Giorgia Meloni è una «offesa ai credenti». Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha definito quanto successo «inaccettabile» e ha convocato l’ambasciatore di Tel Aviv per avere chiarimenti su quanto accaduto.

Andrea Pagani

Laureato in Storia, ma con la passione del giornalismo sin da bambino. Con il vizio per gli esteri, dopo l'esperienza di stage al Fatto Quotidiano, ho deciso di sfidare la mia allergia alla matematica approfondendo l'economia, convinto che sia la chiave per capire dove va il mondo.

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