ìCon una telefonata veloce e istituzionale, Giorgia Meloni e il capo dello Stato Sergio Mattarella hanno formalizzato le dimissioni di Daniela Santanchè dal ministero del turismo. La presidente del Consiglio ha assunto le deleghe dell’ex ministra. Al momento non si sa per quanto tempo manterrà questo incarico, o se presto verrà affidato a un nuovo ministro. In una nota di Palazzo Chigi si ringrazia l’operato della Santanchè che «con grande dedizione» ha contribuito per la «ripresa e il rilancio del turismo attuale». Un dicastero che è fondamentale per l’economia del Paese: un valore economico tra i 220 e i 240 miliardi di euro e circa 4 milioni di posti di lavoro.
La difesa di La Russa
«La situazione era difficile, non c’era alcuna ragione giuridica per le sue dimissioni». Il presidente del Senato Ignazio La Russa spiega durante un programma tv che non è stato facile comunicare all’ ex titolare del Turismo di lasciare la guida del dicastero, ma che è stato fatto sia nell’interesse del governo che nell’interesse dell’ex ministra. Intanto Santanchè è tornata in Versilia in compagnia del figlio e del compagno Dimitri Kunz d’Asburgo. «Non ho niente da dire, tutto quello che penso è nella lettera aperta» ha detto.
I procedimenti in corso
Daniela Santanchè è rinviata a giudizio con l’accusa di falso in bilancio sul caso Visibilia, il gruppo editoriale da lei fondato. L’ipotesi è che l’ex ministra, insieme agli altri dirigenti del gruppo, abbia falsificato i conti dell’azienda per anni, sostenendo che ci fosse un utile di tre milioni di euro. In realtà era inesistente, serviva a coprire le perdite. L’ex titolare del Turismo è coinvolta anche in una possibile truffa aggravata ai danni dell’Inps durante il Coronavirus. L’ex ministra avrebbe chiesto tra il 2020 e il 2021 la cassa integrazione Covid per dipendenti che in realtà hanno continuato a lavorare. La deputata di Fratelli d’Italia è indagata anche per due ipotesi di bancarotta, la prima per Ki Group e la seconda per Bioera.