QUANDO IL TEMPISMO PUÒ VALERE 580 MILIONI DI DOLLARI: TRUMP PARLA, I TITOLI SI MUOVONO

*immagine generata con IA.

Esattamente 15 minuti prima delle dichiarazioni del presidente Donald Trump in merito «all’apertura di proficui negoziati con l’Iran», su un terreno ben lontano dalla guerriglia e dai raid, c’è qualcuno che aveva magicamente predetto l’abbassamento del prezzo del petrolio.

Tra le 18.49 e le 18.50 di lunedì 23 marzo, un fortunato investitore ha scommesso sul polymarket 580 milioni di dollari sull’abbassamento dei future dell’oro nero e il rialzo di Standard & Poor’s 500 (principale indice azionario statunitense). Proprio in quella manciata di minuti che precedeva il post su Truth del presidente USA, i titoli hanno registrato oscillazioni insolite. A seguito della comunicazione di Trump, il prezzo del petrolio è effettivamente sceso. I future sul S&P’s 500 segnalano un rialzo del 3,35%. Scommessa vinta, tempismo perfetto. Forse un po’ troppo.

INSIDER TRADING O INVESTIMENTI FORTUITI?

Secondo il Financial Times, sarebbero diversi trader ad aver avviato circa 6200 contratti in quella brevissima forbice oraria, una quantità eccessiva per una fascia tradizionalmente tranquilla. Pur senza prove di illecito, molti operatori hanno definito questo schema “sospetto”, chiedendosi chi potesse avere la certezza di puntare così aggressivamente su questi titoli, appena prima della pubblicazione di un’informazione geopolitica di grande impatto. Anche perché, se l’informazione fosse realmente giunta alle orecchie di alcuni interessati in anticipo, la situazione si trasformerebbe in un grave caso di insider trading.

andamento-del-Brent-e-dei-titoli-SPs500-in-quel-folle-lunedi-23-marzo.
L’andamento del Brent e dei titoli S&P’s500 in quel folle lunedì 23 marzo.
LA SECURITIES AND EXCHANGE COMMISSION

L’insider trading è la compravendita di titoli finanziari (azioni, obbligazioni) da parte di soggetti che, grazie alla loro posizione lavorativa o professionale, possiedono informazioni riservate non di dominio pubblico, ottenendo un profitto illecito o evitando perdite.

Negli Stati Uniti esiste un ente federale, la Securities and Exchange Commission (SEC), preposta alla vigilanza delle borse, per contrastare abusi di mercato e reati di insider trading. Negli ultimi mesi, la commissione è stata abbastanza distratta nella segnalazione di episodi simili. Alla guida della commissione c’è Paul Atkins, considerato vicino a Trump e favorevole a un approccio più permissivo verso operazioni finanziarie innovative e il mondo crypto. Questo contesto di vicinanza col presidente alimenta dubbi sulla capacità — o sulla volontà — di indagare a fondo movimenti così tempestivi.

I PRECEDENTI

Questo non è un caso isolato. Basta tornare indietro di qualche mese, a gennaio 2026, per trovarci in una situazione molto simile. All’avvento della cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, sulla piattaforma polymarket un utente scommette sulla vicenda 32mila dollari, vincendone 400mila. Ancora il 10 marzo, Trump dichiara che la guerra in Iran è «praticamente finita». I mercati rimbalzano, fino ad assestarsi con la smentita poche ore dopo dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, secondo cui il conflitto era «solo all’inizio».

Il 20 marzo, il mercato azionario statunitense perde l’1,8% durante la giornata, appesantito da dichiarazioni dello stesso Trump e da indiscrezioni su un possibile intervento militare via terra in Iran. Poi, poco prima della chiusura delle contrattazioni, una nuova dichiarazione apre a una riduzione graduale degli attacchi e i mercati recuperano completamente le perdite in pochi minuti.

Non è chiaro chi realmente guadagni da questi spostamenti di percentuali, ma è osservabile l’esistenza di una zona grigia, dove comunicazione e finanza diventano strategia. È innegabile davanti all’andamento dei mercati che le dichiarazioni di Trump abbiano un peso specifico sugli andamenti. Ogni parola diventa slogan, ogni annuncio diventa motore di rialzi e abbassi tra i titoli globali. Alle volte, anche prima che la notizia venga pronunciata.

Carola Mariotti

Classe 1999. Sinologa. Mi piace parlare di Cina, più in generale di esteri. Sono sempre stata curiosa di ciò che succedeva nel mondo lontano a me, ma tenendo un occhio anche sulle cronache più vicine.

No Comments Yet

Leave a Reply