Novanta minuti. Tanto basterà per decidere le sorti dell’Italia calcistica. Un’intera nazione con il fiato sospeso, in trepidante attesa, con l’umore estremamente soggetto ai fatidici sette fischi dell’arbitro, che scandiranno inizio e fine delle due frazioni di gioco. Italia-Irlanda del Nord, semifinale dei playoff per la qualificazione al Mondiale, in programma domani sera, sarà molto di più dei proverbiali “ventidue stupidi che rincorrono un pallone”…
La partita
I valori della vigilia dicono che gli Azzurri hanno tutte le carte in regola (e anche qualcosa di più) non solo per superare la semifinale, ma anche per puntare alla qualificazione alla Coppa del Mondo. L’Irlanda del Nord è oggettivamente un avversario alla portata degli uomini di Gattuso. Il CT ha dichiarato di aver calibrato le sue 28 convocazioni (27 dopo il probabile forfait di Scamacca) con l’obiettivo di cementare il gruppo che ha affrontato la maggior parte del girone di qualificazione. Ecco spiegata l’assenza di elementi dal rendimento in crescita negli ultimi mesi come Fagioli, Zaniolo e Bernardeschi, e la riconferma di giocatori non propriamente al top come Barella e Cambiaso.
📋💙 La lista dei 28 convocati del Ct Gennaro Gattuso per i Playoff di qualificazione alla Coppa del Mondo FIFA 2026 🙌🏻 #Nazionale 🇮🇹 #Azzurri #VivoAzzurro pic.twitter.com/MXPM1XLX1W
— Nazionale Italiana ⭐️⭐️⭐️⭐️ (@Azzurri) March 20, 2026
Chiara, dunque, l’intenzione di continuare a puntare sulla difesa a tre contro una formazione non irresistibile, ma comunque ostica. Basti pensare che appena due dei convocati irlandesi provengono dalla Premier League inglese: la maggior parte dei suoi giocatori, il CT O’Neill li ha chiamati dalla Championship, o addirittura dalla terza serie inglese. Un esempio? Conor Hazard e Bailey Peacock-Farrell, i due portieri titolari durante il girone di qualificazione. Per di più, l’Irlanda del Nord dovrà fare a meno di due dei suoi talenti migliori. Vale a dire Conor Bradley, esterno difensivo classe 2003 del Liverpool, fuori da gennaio per un brutto infortunio al ginocchio; e Daniel Ballard, centrale titolarissimo del Sunderland, k.o. proprio nell’ultimo turno di Premier per un problema alla coscia.

I precedenti
Se – almeno sulla carta – la sfida sembra già scritta, i precedenti insegnano che con l’Italia in queste situazioni non si può assolutamente stare tranquilli. I fantasmi delle ultime due qualificazioni mancate, dei dodici anni senza Mondiali, di una generazione di italiani che non ha mai potuto tifare la propria nazionale nella Coppa del Mondo si fanno sentire. E mettono una pressione non indifferente, che rischia di appiattire qualsiasi differenza nei valori assoluti delle due rose.

Non c’è bisogno di girarci intorno: l’Italia ha tutto da perdere, l’Irlanda del Nord ha solo da guadagnare. Per una nazione con una sola partecipazione agli Europei nella propria storia, e tre ai Mondiali, giocarsi l’accesso alla Coppa del Mondo è una motivazione non di poco conto. Specialmente se si pensa ad un lontano precedente che non mette certo tranquillità agli Azzurri. 15 gennaio 1958, ultima giornata delle qualificazioni ai Mondiali: l’Irlanda del Nord accede alla competizione per la prima volta nella sua storia, battendo per 2-1 nella partita decisiva che estromette il proprio avversario…l’Italia.