Con il 50,2% dei voti Parigi rimane nella gauche socialista, guidata da Emmanuel Grégoire. La principale rivale di centro-destra Rachida Dati si è fermata al 41,5% ai seggi, mentre Sophia Chikirou di La France Insoumine raggiunge solo il 7,9%.
LE DICHIARAZIONI DEL NEOSINDACO
«Questa città sarà il cuore della resistenza» all’alleanza tra destra e estrema destra francese, ha commentato il neoeletto sindaco Grégoire, in vista delle presidenziali del 2027. Poco dopo la vittoria, il neosindaco ha attraversato la città in bici, fino a raggiungere l’Hotel De Ville, dove lo aspettava la sindaca uscente Anne Hidalgo, che gli ha consegnato le chiavi della città. Classe 1977, Grégoire aveva 24 anni quando ha aderito al Partito Socialista nel 2002. Dieci anni dopo, è diventato capo di gabinetto del sindaco di Parigi Bertrand Delanoë. Oggi è a capo di un’alleanza tra il Partito Socialista (PS), i Verdi e il Partito Comunista Francese (PCF).

I RISULTATI IN TUTTA LA FRANCIA
Ieri in Francia non solo Parigi si è mobilitata nella corsa ai seggi. Rassemblement National di Marine Le Pen ha perso a Marsiglia, città che poteva diventare nuova rocca forte dell’estrema destra francese, che si è invece confermata alla sinistra socialista di Benoit Payan. Ma anche in città dove l’estrema destra è tradizionalmente forte come Tolone e Nimes ha perso.
La scelta dei socialisti Payan e Gregoire di non allearsi con il partito di Meléchon (La France Insoumine) è stata apprezzata dagli elettori di Parigi e Marsiglia. In tutte le altre città francesi dove la sinistra ha deciso di formare un fronte unito con LFI, la coalizione si è dimostrata un flop. Dopo 80 anni di governo della gauche, perde a Clermont-Ferrand in favore della destra repubblicana di Républicains. Anche Tulle, feudo finora inviolabile, i socialisti alleati con LFI hanno perso, dopo anni di governo dell’ex-presidente e ex-segretario socialista François Hollande.
Un risultato rilevante all’orizzonte delle presidenziali 2027 è la conferma di Edouard Philippe sulla poltrona di sindaco di Le Havre. La rielezione nel porto della Normandia era stata considerata dall’ex premier una condizione indispensabile per candidarsi all’Eliseo. E la sua sorte era scrutata con grande attenzione dagli analisti dal momento che i sondaggi che hanno messo le ali alle ambizioni dei partiti estremisti, vedono in lui il miglior potenziale avversario di Marine Le Pen (RN) e di Jean-Luc Mélenchon (LFI).