Nel Regno Unito è allarme meningite. Un focolaio è stato individuato nell’area di Canterbury, coinvolgendo il campus della University of Kent e tre scuole della zona. Il bilancio al momento è di due vittime. Si tratta di uno studente universitario di 21 anni e una ragazza di 13. Altri 11 sono ricoverati in condizioni critiche.
Le attività scolastiche e universitarie sono state in gran parte sospese. Il servizio sanitario nazionale (Nhs) si è messo in contatto con decine di migliaia di persone in tutta la contea per fornire informazioni e invitare ai test preventivi. A preoccupare le autorità è il rischio che l’infezione possa diffondersi, soprattutto considerato che a breve molti studenti fuori sede torneranno a casa per le vacanze di Pasqua.
La UK Health Security Agency però ha tranquillizzato la popolazione. Sabato sono stati registrati i primi casi e già domenica l’allerta era stata diramata. Il focolaio, “per quanto gravi e devastanti ne siano stati gli effetti, rimane al momento circoscritto strettamente nell’area di Canterbury e nel Kent” ha dichiarato una responsabile dell’agenzia, Gayatri Amirthalingam.
Il ceppo
Dopo le prime incertezze, i medici hanno identificato il ceppo del batterio: si tratta del ceppo MenB, o Meningitis-B, una forma rara ma particolarmente aggressiva. Esistono cinque tipi principali di batteri responsabili di infezioni: i meningococchi A, B, C, W e Y. Se alcuni ceppi di questi batteri attraversano le mucose e invadono il flusso sanguigno, possono causare gravi malattie. Nel 20% dei casi si verificano effetti collaterali irreversibili (necrosi cutanea, perdita di parte di un arto, paralisi, ritardo psicomotorio, sordità). Nel 7% dei casi può verificarsi la morte.
Come si diffonde
La meningite non è altamente contagiosa come l’influenza o il COVID-19 ma richiede generalmente contatti stretti e prolungati. La trasmissione più comune resta la via respiratoria, quindi tramite goccioline di saliva (tosse, starnuti, parlare da vicino) e la condivisione di oggetti (bicchieri, posate, sigarette). Quindi anche vivere nella stessa casa e stare molte ore in ambienti chiusi in presenza di una persona infetta è potenzialmente rischioso.
I vaccini
Fortunatamente esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco: il vaccino contro il meningococco di tipo C (che protegge solo dal sierotipo C), il vaccino tetravalente (che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y) e il vaccino contro il meningococco di tipo B (che protegge solo dal sierotipo B). I vaccini, a seconda della tipologia, devono essere somministrati ai bambini nei primi anni d’età.
Perché i giovanissimi?
La meningite tende a colpire bambini e adolescenti più spesso rispetto agli adulti. Questo perché in tali soggetti il sistema immunitario è ancora in fase di sviluppo e potrebbe non riconoscere efficacemente i patogeni e rispondere in modo meno rapido e mirato. Alcuni batteri, come il meningococco, colpiscono più frequentemente i giovani, soprattutto perché il loro organismo non ha ancora sviluppato una memoria immunitaria contro questi agenti. Inoltre bambini e adolescenti frequentano ambienti molto affollati come: asili, scuole, centri sportivi e Università. Nello specifico caso dei bambini, se il ciclo vaccinale non è ancora stato completato, questo può lasciare finestre di maggiore vulnerabilità.