Tutte le fiabe sono destinate a finire, anche quella della Nazionale italiana di baseball. La Cinderella, come la chiamano gli americani, di questo World Baseball Classic (il Mondiale) che aveva prima battuto gli yankee a casa loro e poi Porto Rico. Purtroppo la storia più bella dello sport italiano degli ultimi tempi non ha ricevuto il finale che meritava. Il sogno dell’Italia si ferma a Miami in semifinale, con la sconfitta in rimonta per 4-2 contro il Venezuela. I sudamericani, mercoledì 18 marzo, se la vedranno con i padroni di casa, gli Stati Uniti per la conquista del titolo.
Una bestia nera
Gli azzurri concludono il torneo in quarta posizione, come ai Mondiali del 1998, anche se in quel caso eravamo ancora in una dimensione dilettantistica. Il Venezuela si conferma una bestia nerissima: ha battuto l’Italia per la sesta volta in altrettante partite nella storia del World Baseball Classic.
Visualizza questo post su Instagram
Gli azzurri del manager Francisco Cervelli hanno iniziato l’incontro portandosi in vantaggio per 2 a 0 nel corso del secondo inning. Dopo aver riempito le basi alla sesta ripresa ma senza conquistare punti, il team italiano ha incassato un micidiale parziale di 3 a 0 alla settima e ha dovuto cedere il posto in finale alla Nazionale venezuelana.
C’è un happy ending
Si conclude in modo agrodolce la settimana più esaltante dell’intera storia del baseball italiano. Di certo quella più importante per come gli azzurri d’America, con le loro imprese, dall’iconica vittoria sugli Stati Uniti a quella su Messico e Porto Rico, hanno saputo portare il baseball fuori dalla sua nicchia. Hanno creato interesse, narrazione. Affascinando centinaia di migliaia di tifosi e di sportivi italiani. Anche se stanotte hanno perso, rimarrà nei cuori di tutti gli appassionati quel gruppo di pazzi dal nome uscito da un gangstar movie italoamericano. Dal capitano Vinnie Pasquantino a Miles Mastrobuoni, passando per il lanciatore Alek Jakob.