IL CODICE IN FARSI TRASMESSO CON LA NUMBER STATION: LUCI E OMBRE SUL CASO IRANIANO

«Tavajjoh!». Una parola ripetuta tre volte: «Attenzione!». È il messaggio in farsi che è stato diffuso sulle frequenze radio a onde corte la sera dello scorso 28 febbraio. Giorno in cui Stati Uniti e Israele hanno bombardato l’Iran ed è morto l’ayatollah Ali Kamenehi.

Cos’è successo

A fare luce sulla strana comunicazione è stata l’ABC News, che con «un’analisi preliminare dei segnali» ha parlato di una trasmissione «probabilmente di origine iraniana» diffusa in diversi Paesi mediorientali. Il messaggio, però, non è stato un caso isolato e circoscritto al giorno dello scoppio del conflitto. Dalla sera dello scoppio del conflitto viene sempre trasmesso due volte al giorno: alle 2 e alle 18, ora di Londra. Proprio per questo è stato immediatamente sottoposto alle analisi dei radioamatori, che hanno confermato con certezza la ripetizione della trasmissione con il codice del 3 marzo.

Cosa sono queste radio
Il codice “one time pad” delle Number Station

Il messaggio è trasmesso da una Number Station, ovvero stazioni radio in onde corte che possono essere ricevute anche a distanze molto elevate, in alcuni casi anche tra i vari continenti. Il loro principale pregio è proprio di poter essere ascoltate liberamente da chiunque possegga una radio. Il loro principale difetto è che possono essere comprese soltanto da chi ha il codice per decifrarlo. Come sta accadendo in questo caso con la sequenza in farsi. Le trasmissioni emettono un messaggio iniziale sempre uguale per comunicare l’avvio del codice con una sequenza semplice di parole. Nel caso iraniano, la Number Station attira l’attenzione con la parola in farsi «Tavajioh!». Poi presenta una lunga serie di numeri, sempre detti in farsi. Risultano così essere messaggi cifrati impossibili da capire se non si conosce il codice perché per decifrarlo è fondamentale avere il sistema “one-time pad” in cui a ogni numero corrisponde una lettera dell’alfabeto.

Lo studio

La diffusa ha attirato l’attenzione pubblica soprattutto per la sua somiglianza con le trasmissioni diffuse dai governi durante la Seconda guerra mondiale. Il regime iraniano, infatti, non sta usando una tecnica nuova. Le Number Station sono stazioni radio clandestine usate già durante gli anni della Guerra fredda per consentire la trasmissioni di messaggi d’intelligence protetti da un codice. Nonostante la loro presenza radicata, i governi né occidentali né orientali le hanno mai riconosciute e sono iniziate a scomparire dagli anni Novanta, rimanendo attive solo in parte in Russia, Polonia e Taiwan. Non è quindi un sistema nuovo, ma risulta perfetto per diffondere messaggi mirati senza farli conoscere a terze parti indesiderate. Infatti solo chi invia e chi riceve la comunicazione conosce la chiave di lettura e se questa viene cambiata risulta impossibile decifrare l’avviso a qualcuno di esterno.

Le caratteristiche delle Number Station

L’insidia delle Number Station è doppia. Da una parte senza la chiave risultano inaccessibili, dall’altra è anche impossibile risalire al destinatario dato che chiunque può ascoltare queste radio liberalmente. A questi due aspetti, si aggiunge un’altra loro caratteristica intrinseca: per funzionare hanno bisogno di una strumentazione professionale che possiedono solo alcuni Paesi o grandi radio come la BBC. La ripetitività delle trasmissioni in farsi ha reso evidente che non si trattasse di un gruppo privato o di un lavoro di un hobbista casuale.

Lo scopo

Gli esperti hanno chiamato la Number Station in farsi V32 e studiandola quotidianamente hanno stabilito due possibili scopi. Innanzitutto, potrebbe essere una trasmissione radio inviata dall’Iran verso l’esterno per comunicare probabilmente con agenti che operano al di fuori del Paese. L’ipotesi, però, ha suscitato dei dubbi in quanto tra il 4 e il 7 marzo il messaggio ha subito interferenze che ne hanno oscurato il contenuto. I radioamatori hanno esaminato il suono basandosi su larghezza di banda, modo di emissione e impronta lasciata sull’analizzatore dello spettro. Ed è risultata essere identica all’interferenza che l’Iran usa per censurare Radio Farda, una radio in farsi finanziata dagli Stati Uniti e osteggiata dal regime. Appare quindi difficile che l’Iran lanci un messaggio per poi auto-oscurarlo.

Un’altra alternativa più plausibile è che la comunicazione provenga dall’estero, probabilmente per un’operazione di intelligence da parte dell’opposizione. Con il blocco di internet attuato dal regime, infatti, per il popolo risulta difficile comunicare oltre i confini del Paese: il gruppo potrebbe aver optato per l’uso della Number Station per mandare messaggi.

I dubbi

Della V32 si sa ancora poco. Trasmette agli stessi orari quotidianamente dall’inizio della guerra. Ma è difficile risalire al luogo di diffusione. Secondo alcune ricerche fatte dai radioamatori, il segnale potrebbe provenire dall’Europa centrale, tra il nord Italia, l’ovest della Germania e il Belgio. L’informazione, però, non è ancora ufficiale. Un altro dubbio riguarda la stringa di numeri perché sembra non seguire un rigore. Anche nella stessa comunicazione ci possono essere differenze “stilistiche”: possono comparire gruppi di cinque cifre oppure numeri pronunciati separatamente, sempre intervallati dalla parola “attenzione” in farsi, pronunciata tre volte.

Michela De Marchi Giusto

La cicogna ha sorvolato Buenos Aires e Madrid prima di lasciarmi a Busto Arsizio. Racconto ciò che mi circonda da quando ho imparato a tenere una penna in mano. Mi occupo di esteri perché il mondo è troppo grande per una lingua sola. Scrivo per il quotidiano La Prealpina e ho collaborato con l'agenzia MiaNews

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