Pioltello, la scuola media Iqbal Masih chiude per la fine del Ramadan

Aveva solo 12 anni Iqbal Masih quando diventò un martire dei diritti dei bambini. Venne assassinato in un giorno di primavera, il 16 aprile 1995, mentre andava in bicicletta. Era diventato scomodo alla “mafia dei tappeti” che, da quando aveva 5 anni, lo costringeva a lavorare legato ad un telaio per 12 ore al giorno. Ma Iqbal era riuscito a scappare, a denunciare la schiavitù e il lavoro minorile. Era diventato un attivista, prima di essere ammazzato. A lui, un bambino cristiano nato e cresciuto in una comunità a maggioranza musulmana, è dedicata la scuola media Iqbal Masih di Pioltello, a Milano.

La decisione del dirigente scolastico

Come la comunità in cui Iqbal era cresciuto, anche la scolaresca della scuola media che porta il suo nome è a maggioranza musulmana: nel 2026 la religione islamica accomuna oltre il 55% degli studenti. Ed è per questa ragione che per il terzo anno consecutivo il Dirigente scolastico Alessandro Fanfoni ha annunciato la sospensione delle lezioni in occasione della celebrazione della fine del Ramadan, che quest’anno cadrà il 20 marzo. Nelle sue intenzioni – così come emerge dalle dichiarazioni rilasciate – l’interesse ad evitare che i docenti debbano svolgere lezioni in aule semi vuote, con soli due o tre studenti.

Studenti in un’aula della scuola Iqbal Masih di Pioltello, Milano

Ma come sempre accade quando si parla di religione e di integrazione culturale, l’opinione pubblica si è scissa e la politica, soprattutto quella di centro-destra, si è mostrata sempre più insofferente nell’esternare il proprio disappunto. Così, la polemica, nata nel 2024 in occasione della prima chiusura della scuola per la celebrazione della fine del Ramadan, è scoppiata di nuovo.

Le reazioni della politica

Tra le reazioni di scontento e preoccupazione per la salvaguardia della tradizione culturale e scolastica del Paese, spicca quella del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: «L’istituto ci ripensi, l’inclusione non si fa così». Nel 2024 il ministro aveva inviato degli ispettori nella scuola per verificare la legittimità della delibera del Consiglio d’Istituto e, rispetto all’autonomia scolastica che consente di adattare il calendario in base alle esigenze della scuola (purché vengano garantiti almeno 200 giorni di attività scolastica), aveva annunciato l’introduzione di una norma che impedisse la sospensione della didattica per festività non riconosciute dallo Stato. La norma, però, non è mai entrata in vigore. Molte le critiche anche da esponenti di spicco di Fratelli d’Italia, come la ministra del Turismo Daniela Santanché, e soprattutto da esponenti della Lega.

Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini davanti al Centro Islamico di Milano

«L’islamizzazione continua senza sosta» ha commentato l’europarlamentare leghista Isabella Tovaglieri; sulla stessa linea il leader della Lega Matteo Salvini, che ha definito la decisione «un segnale di cedimento e di arretramento culturale». Affidando la propria riflessione a Il Fatto Quotidiano, Matteo Salvini, ministro dei Trasporti, ha affermato che il problema starebbe soprattutto nella condizione di reciprocità: «in nessun Paese islamico chiudono le scuole per la Pasqua o il Natale». E il pensiero torna subito alla proposta da questi avanzata alcuni anni fa e poi rilanciata nel 2024, quando nella trasmissione Porta a Porta ipotizzò l’istituzione di un “tetto” massimo del 20% di alunni stranieri per ogni classe, una soglia ancor più bassa di quella del 30% istituita nel 2010, durante il IV governo Berlusconi, dall’allora ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini.

La risposta dei cittadini

Ma dove la politica costruisce muri, la società apre dei varchi: «quando le polemiche saranno finite» – si legge in una lettera alla comunità dei tre parroci di Pioltello – «resteremo noi, resteranno uomini, donne e bambini di buona volontà che vogliono vivere insieme». Con loro, a difesa dell’istituto scolastico, si sono schierati anche la Diocesi di Milano e le famiglie del quartiere, mentre sul giornale della scuola L’Occhio dell’Iqbal sono stati gli studenti a raccogliere le dichiarazioni del dirigente scolastico Alessandro Fanfoni: «La decisione è stata presa perché eravamo consapevoli che sarebbero mancati molti alunni e le lezioni non sarebbero state produttive. Tutti noi parliamo molto di accoglienza e inclusione, ma c’è ancora molto pregiudizio nei confronti della comunità musulmana».

La protesta degli alunni contro le polemiche per la chiusura della scuola Iqbal Masih in occasione della fine del Ramadan: “Lasciateci fare scuola, basta!”

Fino al 1995 Iqbal Masih, il bambino martire, ha vissuto la sua condizione di schiavitù e sfruttamento in un contesto sociale in cui l’appartenenza ad una minoranza religiosa – cristiano nel Pakistan a maggioranza musulmana – ha avuto un ruolo decisivo nei meccanismi di oppressione e nel mancato sostegno da parte delle autorità. Oggi, nel 2026, i rappresentanti delle istituzioni italiane contestano la decisione del Consiglio di Istituto della scuola di Pioltello riconoscendo la legittimità delle sole festività cristiane, ovvero quelle della religione più diffusa in Italia. Una presa di posizione che stona con l’invito che Papa Francesco ha rivolto alle comunità cristiane e a quelle musulmane fino alla fine del suo pontificato: «Le religioni non devono temere le differenze, ma lavorare per la costruzione di ponti».

Alessandra Falletta Ballarino

Giornalista praticante. Mi sono laureata in Giurisprudenza all'Università Cattolica di Milano e i miei ambiti di interesse sono la cronaca nera e la cronaca giudiziaria. Mi caratterizzano l’attenzione ai dettagli, la tendenza ad andare oltre le apparenze e il vizio di fare domande. Amo scrivere di storie complicate ed interrogarmi su tematiche scomode.

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