«Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni d’esecuzione». A far nascere il caso sono queste parole. A pronunciarle è Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, in un video condiviso sui social da Av. Dove parla del referendum sulla giustizia durante un dibattito televisivo di sabato 7 marzo.
Le dichiarazioni

Bartolozzi è considerata da molti il braccio destro del ministro della giustizia Nordio, e rischia il processo sul caso Almasri con l’accusa di false informazioni. «Quando la magistratura avrà riacquisito la sua credibilità le aziende si fideranno del nostro Paese e torneranno a investire, i giovani che vanno via perché non credono nel nostro Paese ritorneranno, perché la magistratura sarà una parte di quei tre ordini dello Stato che fanno andare bene l’Italia», ha detto. E a chi obietta che i cervelli non scappano dall’Italia a causa della magistratura, replica: «No, no, assolutamente sì, perché io scappo. Io ho un’inchiesta in corso. Io scapperò da questo Paese. Diciamo la verità, finché le cose non ci capitano sulla pelle, voi non avete idea di che cosa vuol dire, chiaro?». Poi alla domanda sul perché il governo sia così interessato alla giustizia risponde: «Il penale uccide le persone, rovina la reputazione, uccide le famiglie. Poi può essere che dopo 15 anni una parte si sente dire che il fatto non sussiste. Ma nel frattempo il penale tocca la vita delle persone».
La reazione dell’opposizione
Le critiche dal centrosinistra non si sono fatte attendere «Bartolozzi, capa di gabinetto di Nordio, lo ammette: il loro obiettivo è togliere di mezzo la magistratura» scrivono sui social del Pd. Secondo il leader di Avs, Nicola Fratoianni, «Siamo ben oltre ogni limite di decenza. Dovrebbe immediatamente dimettersi e se non lo fa dovrebbe essere il ministro a cacciarla seduta stante». I 5 Stelle invece dicono che: «Apprezziamo la sincerità di Bartolozzi che chiarisce che la riforma è una vendetta del centrodestra».
Bartolozzi ha poi chiarito il senso delle sue parole, ma troppo tardi: «Ho partecipato a un’ora e mezza di trasmissione e fin dall’inizio ho precisato che la riforma è fatta in favore della magistratura per recuperare la credibilità, che purtroppo ormai è persa». E ha aggiunto: «Nel corso del dibattito tv ho più volte precisato che la gran parte dei magistrati sono eccellenti professionisti, che lavorano nel silenzio della aule e non cercano ribalte. Solo una piccola parte, purtroppo quella correntizzata, governa però il sistema».