CRANS-MONTANA, INDAGATO ANCHE IL SINDACO. L’OMBRA DEL RICICLAGGIO DEI MORETTI

A Crans-Montana le indagini continuano ad allargarsi. Anche il sindaco Nicolas Féraud ne fa parte e dovrà rispondere per i mancati controlli sulla sicurezza nel locale dove la notte di Capodanno sono morte 41 persone. Con lui sono sotto indagine anche altri quattro funzionari comunali. Nel frattempo, un’informativa della polizia ipotizza anche possibili attività di riciclaggio da parte dei Moretti.

CHI È IL SINDACO

Il cerchio si stringe sempre di più attorno alle negligenze del Municipio. La Procura del Canton Vallese ha iscritto nel registro degli indagati per la strage di Capodanno altre cinque persone, tra i quali figura anche il primo cittadino di Crans-Montana, Nicolas Féraud. Il sindaco dovrà chiarire perché, tra il 2019 e il 2025, nessun funzionario comunale abbia effettuato controlli sulle misure di sicurezza all’interno del locale. Di 55 anni, Féraud è alla guida del Comune di Crans-Montana dal 2017, anno della fondazione del Comune nato dalla fusione dei quattro comuni di Randogne, Chermignon, Montana e Mollens. È esponente del Partito Liberale Radicale, la stessa formazione di centrodestra di cui appartiene anche la procuratrice generale Beatrice Pillaud, titolare dell’inchiesta sull’incendio al complesso Le Constellation.

sindaco Crans-Montana
Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud

Fin dal primo giorno del suo mandato, Féraud aveva un chiaro obiettivo in mente: proiettare Crans-Montana sulla scena internazionale. Sotto la sua guida, la località svizzera si è ampliamente sviluppata, diventando oggetto di importanti investimenti e progetti multimiliardari. Nei giorni successivi alla tragedia di Capodanno, il sindaco aveva escluso le dimissioni, affermando che «non si abbandona una nave durante la tempesta». Aveva anche rifiutato di rivolgere delle scuse ufficiali alle vittime e alle loro famiglie, facendo poi un passo indietro, dopo le polemiche, riconoscendo l’errore.

I NUOVI INDAGATI

Sale quindi a nove il numero delle persone sotto indagine da parte della Procura vallesana. I primi a entrare nell’inchiesta erano stati i due proprietari del bar Le Constellation, Jacques e Jessica Moretti. A loro si erano successivamente aggiunti Christophe Balet, responsabile comunale per la sicurezza pubblica, e Ken Jacquemoud, suo predecessore. Oltre al primo cittadino Féraud, i nuovi indagati sono Kévin Barras, fino al 2024 consigliere nella giunta di Crans-Montana con deleghe sulla sicurezza e oggi deputato supplente al parlamento cantonale; Pierre Albéric Clivaz, ex responsabile della sicurezza ed ex capo dei vigili del fuoco di Chermignon, (ex comune fuso poi con Crans-Montana); Rudy Tissières, già addetto alla sicurezza di Crans-Montana; Baptiste Cotter, l’attuale funzionario addetto alla sicurezza. Dovranno rispondere tutti degli stessi capi d’accusa: incendio, omicidio e lesioni colpose.

Il memoriale per le vittime posto dinanzi al bar Le Constellation, teatro della tragedia
LE IPOTESI DI RICICLAGGIO

Nel mirino delle indagini è posto anche il patrimonio dei coniugi Moretti. Si fa sempre più concreta l’ipotesi di riciclaggio di denaro. Un’informativa del Dipartimento federale di giustizia e polizia segnala diverse presunte anomalie. Gli investigati svizzeri citano esplicitamente anche un’inchiesta pubblicata sul Corriere della Sera da Roberto Saviano pochi giorni dopo la strage. Il giornalista ricostruiva il passato di Jacques Moretti, segnalando precedenti per sfruttamento della prostituzione, frode e sequestro di persona, prima del suo approdo alla gestione di locali notturni a Crans-Montana. Da qui si è partiti per analizzare i conti di Jacques e Jessica Moretti, ricostruendo i movimenti finanziari, per arrivare alla conclusione: alla luce dei precedenti e dei possibili legami con ambienti problematici, non si può escludere un’ipotesi di riciclaggio di denaro di origine criminale, con fondi immessi nel circuito finanziario anche attraverso istituzioni pubbliche.

Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale Le Constellation a Crans-Montana

Nella ricostruzione degli assetti societari emergono diverse criticità che, secondo gli investigatori, potrebbero ricondurre a reati come cattiva gestione, falsificazione di documenti e gravi violazioni fiscali, oltre alla possibile percezione indebita di prestazioni previdenziali o assistenziali. Nel dossier vengono citati anche episodi come gli incendi al Vieux Chalet (2023) e allo stesso Constellation (2024), considerati potenzialmente collegati a ipotesi di frode assicurativa. Compare inoltre un riferimento alla criminalità corsa: le organizzazioni dell’isola, osservano gli inquirenti, investono spesso nel settore dello svago, come bar, ristoranti e casinò.

Gli inquirenti ipotizzano anche un sistema finanziario simile a uno schema Ponzi: un impero economo fondato su prestiti irregolari e su una rete di società fortemente indebitate. All’esterno, però, veniva proiettata l’immagine di un’attività di successo, anche attraverso l’esibizione di auto di lusso in leasing intestate alla società.

 

Chiara Orezzi

Mi piace ascoltare podcast true crime mentre faccio un road trip in Scozia o sono su un volo per New York. Partenza: Piacenza, 2003. Arrivo: in una redazione di cronaca o di esteri.

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