DI PADRE IN FIGLIO: CHI È MOJTABA KHAMENEI

mojtaba khamenei

Dopo nove giorni di guerra Teheran ha scelto la sua nuova guida. Si tratta di Mojtaba Hosseini Khamenei, secondogenito dell’Ayatollah Khamenei, morto il primo giorno degli attacchi americani e israeliani. Non si sono fatte aspettare le risposte di Washington e Tel Aviv. «Non durerà a lungo», tuona Trump, che da giorni afferma che sarà lui a decidere il successore di Khamenei. Mentre affonda Israele «lo uccideremo». La guerra nel frattempo prosegue. Se tutto ha avuto inizio dalla mancata negoziazione tra USA e Iran sul tema della deterrenza nucleare, adesso non è più chiaro il vero obiettivo di questo attacco. Una resa definitiva delle armi sembra dunque lontana.

IL LEGAME COI PASDARAN

Nel pomeriggio di domenica 8 marzo, un esponente dell’Assemblea degli Esperti aveva anticipato che «con la maggioranza dei voti è stata scelta la persona che continuerà il cammino dell’Imam Khomeini e il cammino del martire Imam Khamenei. Il nome di Khamenei continuerà. Il voto è stato espresso e sarà annunciato presto». Il 56enne Mojtaba Khamenei è da tempo una figura influente negli equilibri interni della Repubblica islamica, pur avendo mantenuto un profilo pubblico discreto. Non ha mai ricoperto incarichi elettivi o governativi, ma è considerato uno dei principali interlocutori tra l’ufficio del leader supremo e le strutture di sicurezza dello Stato iraniano. È noto per i suoi rapporti stretti con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica, i cosiddetti Pasdaran, la potente organizzazione militare e politica che controlla l’apparato di sicurezza e settori rilevanti dell’economia iraniana. Proprio queste relazioni hanno contribuito a rafforzare la sua posizione nella corsa alla successione.

Ali Khamenei, ex Guida Suprema dell'Iran, ucciso il 28 febbraio nei primi raid
Ali Khamenei, ex Guida Suprema dell’Iran, ucciso il 28 febbraio nei primi raid di Usa e Israele
REAZIONI CONTRAPPOSTE

L’elezione di Mojtaba ha diviso la popolazione iraniana, destando dubbi anche tra chi sostiene il Regime. Il fatto che il potere di Guida Suprema sia passato di padre in figlio, è stato interpretato da alcuni come un possibile segnale di evoluzione verso una successione dinastica, un elemento che richiama alla memoria la monarchia dei Pahlavi rovesciata con la rivoluzione del 1979. Mentre l’Ayatollah fondatore della Repubblica Islamica, Khomeini, volle la Repubblica anche per discostarsi dalla natura dinastica delle monarchie. Una buona parte degli iraniani avrebbe preferito che il successore venisse individuato tra gli Ayatollah. L’ala politico-religiosa di questi ultimi si è fortemente indebolita con l’elezione di Mojtaba, un semplice giurista considerato di medio livello.

Una cosa è certa: l’elezione di un successore rappresenta per l’Iran un consolidamento della sua sovranità. Nonostante i tentativi stranieri di sradicare il Regime Islamico, il sistema iraniano si è stretto e rinforzato. Un’azione anche simbolica verso gli occidentali che credevano di avere ormai la guerra in pugno.

Carola Mariotti

Classe 1999. Sinologa. Mi piace parlare di Cina, più in generale di esteri. Sono sempre stata curiosa di ciò che succedeva nel mondo lontano a me, ma tenendo un occhio anche sulle cronache più vicine.

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