La risoluzione sull’Iran arriva in Parlamento. Crosetto: «attacco americano al di fuori del diritto internazionale»

La mancata condanna dell’intervento americano in Iran e l’assenza in Parlamento di Giorgia Meloni sono stati i punti focali dello scontro tra l’opposizione e la maggioranza in Parlamento, dove il 5 marzo è stata approvata una risoluzione sulla crisi in Medioriente.

È stata firmata da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati, a cui si è unito Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci, che ha votato a favore. Non è un obbligo vincolante, ma esprime l’orientamento del Parlamento e indicare al governo una linea da seguire.

Il contenuto

L’esecutivo è invitato a «rafforzare tempestivamente le capacità di difesa e protezione delle missioni italiane» nell’area. Con l’impiego di sistemi di difesa aerea, antimissilistica e di sorveglianza. Il Governo poi si impegna a partecipare allo «sforzo comune» dell’Unione Europea, sostenendo gli altri Stati membri nella difesa del loro territorio «da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana».

Il documento chiede poi all’esecutivo di confermare il rispetto degli accordi internazionali che regolano l’uso di quelle basi militari presenti in Italia che sono state concesse all’esercito statunitense. Che ne prevedono l’utilizzo per attività di addestramento e per il «supporto tecnico-logistico».

La posizione del governo

Ma per l’approvazione della risoluzione non era presente la premier, intervistata intanto da Rtl 102.5. «A oggi – rassicura Meloni – non abbiamo nessuna richiesta di basi per un uso più esteso di quello logistico, che sono, semplificando, operazioni non di bombardamento. Se arrivassero, la competenza sarebbe del governo ma penso dovremmo decidere insieme al Parlamento. Ma non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra».

A presentare la linea del governo sono stati il ministro degli esteri Antonio Tajani e quello della difesa Guido Crosetto. Che è il primo a riconoscere che «l’attacco di Usa e Israele è avvenuto al di fuori delle regole del diritto internazionale». Ma la situazione internazionale rimane tesa: «In queste ore – spiega Tajani – c’è un rischio di allargamento del conflitto: Cipro è un paese comunitario, al quale è necessario garantire solidarietà e assistenza. L’iran non può avere la bomba atomica e un numero di missili eccessivo a lungo raggio».

Ma all’opposizione queste rassicurazioni non bastano. «Dovete dire di no già adesso all’uso delle basi americane. Scegliete l’europa non Trump» attacca la segretaria del Pd Elly Schlein. «Ci state portando in guerra», sostiene invece Nicola Fratoianni di Avs.

Chiara Brunello

Scrivo di cronaca nera, politica interna ed esteri. Ma mi interesso anche di intelligenza artificiale. Tra una lezione e l'altra faccio regia per il podcast Extrabutter.

No Comments Yet

Leave a Reply