L’E3, l’Europa a tre che prova a rispondere alla minaccia Iraniana

L’Europa non è stata avvisata, né tantomeno consultata,  adesso è minacciata. Ancora una volta non è riuscita muoversi in tempo eppure riceve l’avvertimento di Teheran: ogni azione anche difensiva contro i missili dell’Iran verrà considerata un atto di guerra.

Tra i 27 e i 3

L’Unione si è già mossa in ottica difensiva, per tutelare l’isola di Cipro, attaccata dai droni iraniani, ma lo ha fatto in una forma diversa. Una nuova forma che inizia a prendere corpo per contrapporsi alla lentezza del pachiderma a 27 zampe che continua a essere diviso e quindi assente. Questa forma è un’Europa a tre: Francia, Regno Unito e Germania. Un asse che si è già visto sul fronte della Groenlandia e dell’Ucraina, le linee su cui l’Europa che prova a contare risponde a Trump. Questa E3 condanna duramente la rappresaglia di Teheran: «Adotteremo misure per difendere i nostri interessi e quelli dei nostri alleati nella regione, eventualmente consentendo azioni difensive necessarie e proporzionate».

Il conflitto si allarga: i luoghi colpiti. (Crediti eunews.it)
L’attacco è soprattutto economico

Così è stato. Emmanuel Macron ha mosso la portaerei Charles de Gaulle nel mediterraneo e anche l’inglese Keir Starmer ha inviato contingenti via mare e via cielo per proteggere la propria base sull’isola di Cipro. L’Europa non può non difendersi perché è stata attaccata. È stata attaccata nelle basi militari dislocate (come nel caso di Cipro), ma soprattutto è stata attaccata sul piano economico. Un attacco che non si conta con il sangue versato, ma con i quasi 900 miliardi che le borse europee hanno perso. Secondo Moody’s, l’azienda che svolge ricerche e analisi finanziarie, il vero fattore da tenere in considerazione sarà il tempo. Quanto durerà tutto questo? Nessuno ha una risposta, ma le prime stime sui costi arrivano: si parla di 10 centesimi in più al litro per il gasolio e 166 euro in più a bolletta per famiglia.

La posizione italiana

L’Italia si trova al solito bivio e la premier Meloni ha convocato due incontri per discutere di sicurezza nazionale e analizzare i rischi. I paesi del Golfo, Qatar, Kuwait e Emirati, hanno infatti chiesto aiuto all’Italia per armi e sistemi antimissile. Il ministro degli esteri Tajani ha condannato l’azione dell’Iran contro i paesi del Golfo, con i quali il nostro Paese ha una relazione di interesse strategico, ma c’è il timore che gli italiani bloccati in Iran vengano presi come ostaggio nel momento in cui si scelga di schierarsi apertamente. Il Governo sembra quindi valutare e prendere tempo, non chiudendo neanche alla possibilità di aprire all’uso delle basi americane in Italia, come quelle di Sigonella e Niscemi. Anche se per ora, fa sapere Tajani, non è giunta alcuna richiesta.

La base militare americana a Sigonella, in Sicilia
L’ipotesi dell’E3

L’Italia è in stallo. L’Europa attende un cambio di passo a 27. Il formato E3 prova a muoversi, in questo assetto più leggero e quindi veloce, auto-eleggendosi a nucleo in grado di difendere i valori politici e gli interessi economici dell’Europa intera. Macron, Starmer e Merz intavolano un dialogo che include sempre di più l’ipotesi di una deterrenza nucleare europea, sostenuta soprattutto del presidente francese. Polonia, Olanda, Belgio, Danimarca e Grecia accolgono la proposta, l’Italia sembra ancora restarne fuori. La macchina europea (a 27) intanto si mette – lentamente – in moto: giovedì 5 marzo ci sarà un vertice tra i ministri degli esteri Ue e i partner del Golfo, venerdì 6 una riunione straordinaria del collegio dei commissari sui prezzi dell’energia.

Martina L Testoni

Sono nata e cresciuta a Brescia dove il mondo mi sembrava piccolo e chiuso. Poi, quasi all’improvviso, mi sono trovata a vivere tre mesi a Los Angeles e girando per l’America ho scoperto quanto è bello il mondo e quanto sono incredibili le relazioni politiche che lo fanno girare. Dopo un viaggio in Giappone, di questo mondo mi sono innamorata. Ora lo voglio raccontare e spiegare, per portarne un pezzetto a tutti con le parole.

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