Non solo Nato: Macron lancia la deterrenza nucleare europea

La Francia ufficializza la proposta per un ombrello nucleare europeo. Un progetto che non punta a sostituire quello della Nato ma a implementarlo, almeno nelle intenzioni di Parigi, che per la prima volta in decenni aumenterà la consistenza del proprio arsenale nucleare. In un contesto di instabilità geopolitica, Emmanuel Macron ha esposto la nuova dottrina di “deterrenza avanzata”: Parigi potrebbe schierare aerei con capacità nucleare in paesi partner come Germania e Polonia.

Il discorso di Macron

«Per essere liberi bisogna essere temuti, e per essere temuti bisogna avere potenza», ha affermato Macron nel suo discorso pronunciato dalla base sottomarina nucleare in Bretagna. Per il presidente il potenziamento dell’arsenale era essenziale. Al momento si stima che la Francia possieda quasi 300 testate, il quarto più grande al mondo dopo Russia, Usa e Cina. «La mia responsabilità è garantire che la nostra deterrenza mantenga – e manterrà in futuro – il suo potere distruttivo assicurato», ha affermato Macron. Oltre a questo la Francia smetterà anche di specificare quante testate possiede e quante ne voglia aggiungere. Per l’Eliseo «è essenziale che i nostri avversari, o la loro combinazione, non possano nemmeno intravedere la possibilità di colpire la Francia senza la certezza di subire danni da cui non si riprenderebbero».

La nuova strategia

Non sono ancora chiari i tempi di sviluppo di questa nuova dottrina, ma l’obiettivo è dispiegare le risorse strategiche in altri Paesi europei. I colloqui per una cooperazione rafforzata sono già iniziati con Regno Unito, Germania, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca. La deterrenza francese si estenderebbe così a tutto il continente. Le testate nucleari però non sarebbero condivise con i Paesi ospitanti. Parigi vuole mantenere la decisione finale sul loro utilizzo e anche la definizione degli interessi vitali della Francia rimarrebbe prerogativa sovrana.

Già all’inizio di febbraio il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato di aver tenuto colloqui con Macron sulla questione nucleare. E a luglio anche il Regno Unito si era unito ai due Paesi per una dichiarazione congiunta sul coordinamento delle forze nucleari.

Andrea Pagani

Laureato in Storia, ma con la passione del giornalismo sin da bambino. Con il vizio per gli esteri, dopo l'esperienza di stage al Fatto Quotidiano, ho deciso di sfidare la mia allergia alla matematica approfondendo l'economia, convinto che sia la chiave per capire dove va il mondo.

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