Israele entra in Libano. Colpita anche Cipro

A quattro giorni dall’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, si allarga il fronte della guerra in Medioriente. L’esercito israeliano, dopo aver ripetutamente bombardato il Libano e aver “eliminato” Abu Hamza Rami, il comandante della Jihad islamica palestinese a Beirut, la mattina del 3 marzo è entrato via terra nel paese dei cedri.

La guerra continua

Il portavoce dell’Idf riferisce che dopo l’ingresso da sud sono stati conquistati diversi punti nella zona. Il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, ha dichiarato che l’avanzata dell’Idf nel Libano meridionale ha lo scopo di impedire il “fuoco diretto” sulla comunità ebraica. I raid condotti da Israele e Stati Uniti intanto hanno portato all’uccisione di altri 5 pasdaran, le Guardie rivoluzionarie, come riferiscono i media iraniani. Trump fa sapere che l’attacco potrebbe essere ancora molto lungo: “Le scorte di munizioni degli Stati Uniti non sono mai state così elevate. Abbiamo una scorta praticamente illimitata. Possiamo far guerra per sempre'”

L’Iran risponde

Non si fa attendere la risposta di Teheran. Missili sono caduti nelle scorse ore su Israele ma non solo. Sono presto diventati bersaglio dell’Iran tutti i paesi del Golfo in cui erano presenti basi americane, come Bahrain, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Iraq. Il Qatar ha abbattuto due caccia di Teheran. Ma la situazione sta lentamente sfuggendo di mano: tre F-15 americani sono stati colpiti dal fuoco amico del Kuwait. I sei piloti si sono messi in salvo, eiettandosi per tempo. Sono stati recuperati dagli alleati.  Lo stato più colpito dall’Iran al momento sono gli Emirati Arabi Uniti. Un attacco con due droni ha colpito l’ambasciata americana a Riyad provocando un incendio. Quella del Kuwait annuncia la sua chiusura fino a nuovo avviso a causa delle “tensioni regionali”.

La guerra tocca Cipro

Grande paura anche a Cipro: droni iraniani sono stati lanciati su Akrotiri, sulla base britannica della Raf. Così la guerra lambisce l’Ue. L’isola infatti è a tutti gli effetti parte del vecchio continente ed al momento ospita la presidenza del consiglio dell’Unione. Attualmente sull’isola non c’è una presenza americana, ma in passato l’aviazione militare Usa ha operato a partire da Akrotiri. Inoltre Israele aveva condotto esercitazioni proprio a Cipro in preparazione ad un probabile scontro con Hezbollah e l’Iran. Le milizie libanesi avevano minacciato di colpire l’isola: per questo i droni potrebbero provenire da Teheran. Il premier britannico Starmer se da un lato ribadisce che non parteciperà ad «azioni offensive» contro l’Iran, dall’altro lato ha concesso l’uso delle proprie basi militari.

Le ripercussioni sul petrolio

La guerra in Medio Oriente influisce sulla produzione di petrolio. Mentre centinaia di petroliere e navi sono bloccate nello Stretto di Hormuz, l’Arabia Saudita chiude la sua più grande raffineria. Il Qatar invece, secondo maggior fornitore di gas naturale liquefatto dell’Italia e quarto della Ue, ha bloccato la produzione di Gnl a causa degli attacchi militari alle strutture operative di QatarEnergy. L’azienda fornisce il 20% dell’approvvigionamento globale.

Chiara Balzarini

Milanese, classe '98. Per mestiere mi occupo di attualità, cronaca ed esteri. Per passione scrivo di cavalli e sport equestri per CavalloMagazine con cui collaboro. Sempre alla ricerca della domanda giusta al momento giusto

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