Nelle sue mani ha una foto di Sergio Mattarella insieme ad altri leader europei. La prende e la strappa nell’aula del Parlamento. È il gesto compiuto dal deputato iraniano Mojtaba Zarei durante la sessione inaugurale del Parlamento di Teheran. Un affronto che ha suscitato le reazioni immediate degli esponenti politici italiani.
Iran vs Occidente
Zarei è un membro della Commissione per la politica estera del Parlamento iraniano, già noto per atteggiamenti ostili nei confronti del presidente Donald Trump. In particolare, dopo l’insediamento del tycoon dell’anno scorso e le sue minacce di «annientare l’Iran», Zarei aveva provocato pubblicamente e direttamente il leader dicendo: «Ogni volta che ne avrò l’opportunità, non esiterò un attimo a ucciderti, Donald Trump». Nei mesi successivi i rapporti tra i due Paesi, e in generale tra Iran e l’Unione Europea, si sono raffreddati. In primis a causa della repressione violenta attuata dal governo della Guida Suprema Ali Khamenei verso le proteste cittadine contro il regime. Un’azione che ha portato migliaia di vittime e non ha visto l’aiuto statunitense, promesso da Trump e mai arrivato. Subito dopo, l’Unione Europea ha preso una decisione contro il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, ovvero i Pasdaran: inserirli nella lista europea delle organizzazioni terroristiche.
Lo strappo
Di fronte alle questioni geopolitiche, Zarei non ha fatto mancare la sua voce durante l’Assemblea iraniana. Il deputato ha sferrato offese dirette all’Europa, definendola «patria del fascismo e del nazismo». Accusando anche «il corrotto Trump di aver abbandonato l’Europa, così come ha fatto con l’Iran puro e rivoluzionario». All’intervento già di per sé duro, Zarei ha accompagnato un gesto che ha sconvolto i vertici politici mondiali: strappare e gettare nel cestino una foto che ritraeva il nostro presidente della Repubblica Mattarella, il leader francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, il Re di Spagna Filippo VI e l’eurodeputata leghista Isabella Tovaglieri. Un’azione accompagnata dagli applausi dei colleghi, ma che ha segnato una frattura tra l’Iran e l’Occidente.
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Il fatto avvenuto al Parlamento iraniano non è un unicum. In passato lo stesso Mattarella era stato preso di mira da deputati stranieri e attaccato come simbolo della linea italiana nelle questioni geopolitiche. Nei mesi scorsi il presidente era stato oggetto di critiche da parte del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, che l’aveva definito «bugiardo» e «disinformatore» per le sue denunce dei crimini di Mosca in Ucraina.
Le parole dei politici italiani
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha subito commentato l’accaduto definendo «un atto ostile nei confronti dell’Italia» e ha convocato l’ambasciatore iraniano. La denuncia dell’incidente diplomatica è stata applaudita dal presidente del senato Ignazio La Russa e dal deputato del Pd Filippo Sensi, che ha anche sferrato una critica alle premier Giorgia Meloni riguardo al Board of Peace. Entrambi hanno poi espresso solidarietà al presidente Mattarella. Voci a cui si sono unite anche quelle dei deputati di Italia Viva e del leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, che ha dichiarato: «Chi attacca Mattarella attacca l’Italia, i suoi valori e i suoi principi. Ci aspettiamo le scuse immediate del governo iraniano».
L’azione di Tovaglieri
Le parole di Tajani e degli altri deputati hanno trovato un consenso unanime nel nostro Parlamento. E anche gli esponenti della Lega sono intervenuti in difesa dell’eurodeputata Tovaglieri, che nei giorni scorsi era finita al centro di alcune polemiche perché aveva strappato all’Eurocamera un’immagine di Khamenei. Una denuncia verso la repressione delle proteste in Iran che non è passata inosservata proprio al deputato Zarei, grazie a un video diffuso da Iran International, emittente nata per informare gli iraniani della diaspora. Zarei, prima di replicare il gesto dello strappo, ha risposto: «L’Europa corrotta e il corrotto Parlamento europeo volevano scodinzolare dietro Trump e hanno insultato la benedetta immagine della Guida Suprema».
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