Un modo per individuare i possibili futuri criminali partendo dai loro dati personali. Non sono le teorie di Cesare Lombroso che vedeva in un tratto fisico marcato il retroterra per stabilire se qualcuno sarebbe stato o meno un criminale. Si tratta del programma lanciato dal ministero della Giustizia britannico che utilizzerà l’intelligenza artificiale per predire il futuro comportamento criminale fin da bambini.
Come funziona
Il nuovo sistema identificherà i minori più a rischio di essere coinvolti nella criminalità utilizzando i dati del servizio sanitario, dei sistemi sociali, della polizia, dei ministeri del Lavoro e dell’Educazione. I bambini identificati dal sistema saranno oggetto di programmi di sostegno e prevenzione. Di solito sono minori passati per esperienze di affido, che soffrono di esclusione scolastica o di disturbi psichiatrici. Oltre a quelli appartenenti a minoranze etniche che più di frequente diventano criminali.
Distopia o welfare?
Il Ministero della Giustizia difende il progetto sostenendo che non si tratta di «arrestare le persone prima che commettano il reato», ma di intervenire prima che sia troppo tardi. L’idea è che identificando presto i soggetti a rischio, lo Stato possa inviare assistenti sociali, supporto psicologico o aiuti economici mirati per sostenere il percorso del bambino lontano dalla criminalità. Secondo il dipartimento britannico prevenire il crimine costa meno, sia economicamente che socialmente, che processare e incarcerare un adulto.
Polizia predittiva
Non è una novità. Nel Regno Unito esiste già un sistema di polizia predittiva. Si chiamava “Homicide prediction project”, poi ha cambiato nome in un più asettico “Sharing data to improve risk assessment”. Ma il cuore dell’iniziativa è lo stesso: usare i dati di centinaia di migliaia di persone per provare a prevedere chi potrebbe commettere un omicidio. Il programma è stato voluto direttamente dall’ufficio dell’ex primo ministro britannico Rishi Sunak e coinvolge il ministero della giustizia, la polizia metropolitana di Londra, quella di Manchester e il ministero dell’Interno.
Il progetto analizza informazioni di ogni tipo: dati anagrafici, contatti con la polizia (anche solo come vittime o testimoni), dati sanitari su salute mentale, dipendenze, disabilità, atti di autolesionismo. Un tentativo di costruzione di un sistema di profilazione predittiva di Stato.