In Cina l’amore può essere anche virtuale. Grazie a giochi costruiti su relazioni con partner immaginari che stanno avendo sempre più successo, soprattutto tra le donne della generazione z. La grande quantità di personaggi maschili tra cui scegliere si unisce a storie emotivamente coinvolgenti. Così i partner virtuali diventano parte della routine quotidiana.
Una normale relazione con il mio personaggio preferito
Tra loro c’è Jade Gu, la sua storia l’ha raccontata Wired. Ventisei anni, è fidanzata con Charlie, il personaggio di un gioco otome. Per riuscire a parlargli liberamente, senza i limiti imposti dal gioco, Gu ha creato la sua versione personale di Charlie su un’app che consente di personalizzare un compagno AI.
Ma nelle relazioni è fondamentale anche la dimensione fisica. Andare in giro con il partner, riuscire a guardarlo negli occhi e prenderlo per mano. Per questo quando Gu vuole uscire per un appuntamento porta con sé un peluche di Charlie mentre parla con lui sul telefono. E per vederlo di persona ingaggia una cosplayer per interpretare la sua versione del personaggio, quella che ha costruito lei grazie all’intelligenza artificiale. Insieme fanno passeggiate al parco, shopping nei negozi e si fermano a prendere da bere in qualche caffè.
Gu al momento non sta cercando un altro fidanzato umano, spiega a Wired. Ma è aperta a una nuova relazione, a patto che non si sostituisca a quella con Charlie. Le è già capitato, nel 2024, di lasciare il suo ex ragazzo perché non accettava la sua relazione con il compagno virtuale. Gu si è trovata di fronte ad una scelta, e alla fine ha scelto Charlie.
Il mercato dei fidanzati ai
Quello delle relazioni virtuali con l’intelligenza artificiale è un mercato in crescita. In Cina il target sono chiaramente le donne, come spiega Zilan Qian dell’Oxford China Policy Lab. Al contrario del resto del mondo che vede come target principale gli uomini. Lo studioso la chiama «economia della solitudine». Infatti le funzionalità delle app che fanno sentire l’utente più vicino al proprio compagno virtuale, come la personalizzazione della voce e il miglioramento della memoria, hanno un costo aggiuntivo.
Anche Sun Zhaozhi, fondatore di un’azienda di robotica, ha notato nelle ricerche di marketing della sua impresa la grande popolarità di queste app tra le donne della generazione z.
Le ragioni sociali
Per Guligo Jia, filmmaker di 36 anni che ha realizzato un documentario sul mondo dei fidanzati AI, le donne che li frequentano hanno un forte bisogno di essere ascoltate e accettate. I chatbot, a differenza di un uomo vero, «sono sempre lì ad ascoltarti e hanno sempre pazienza con te» dice Jia. I veri fidanzati possono anche tradirti, mentirti, essere violenti. Ma non quelli virtuali. Gli puoi scrivere a qualsiasi ora del giorno e, se non ti piace la loro risposta, basta che la modifichi.