CasaPound, 12 militanti condannati a Bari per riorganizzazione del partito fascista

Per la prima volta in Italia ci sono delle condanne per riorganizzazione del partito fascista. Al centro della sentenza emessa dal Tribunale di Bari 12 persone, riconosciute responsabili di un’aggressione avvenuta nel 2018 verso alcuni manifestanti di ritorno dal corteo «Bari non si lega».

L’accusa 

In cinque sono stati riconosciuti colpevoli dei reati previsti dalla legge Scelba. Avrebbero partecipato a «manifestazioni usuali» del fascismo e usato il «metodo squadrista come strumento di partecipazione politica». Per loro la pena è a un anno e sei mesi di reclusione. Altri sette sono stati riconosciuti come gli autori materiali del pestaggio, e sono stati quindi condannati anche per lesioni. In cinque sono stati invece assolti.

Durante il processo il procuratore Roberto Rossi aveva chiesto condanne tra i 2 anni e i 20 mesi di reclusione, oltre alla privazione dei diritti politici.

Cos’è accaduto

I fatti risalgono al 21 settembre 2018, quando alcuni militanti di CasaPound avrebbero aggredito dei manifestanti antifascisti di ritorno da un corteo.

La digos ha ricostruito l’accaduto attraverso i filmati delle videocamere di sorveglianza. Gli aggressori avrebbero usato sfollagente, manubri da palestra, un manganello telescopico, cinture, calci e pugni.  In quello che nei capi di imputazione è descritto come «un disegno criminoso giustificato dalla ideologia fascista».

Chiara Brunello

Sono laureata in comunicazione, media e pubblicità all'Università Iulm. Mi interesso di cronaca nera, politica interna ed estera.

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