Il 10 febbraio, in provincia di Vicenza, il comportamento di un autista di autobus ha nuovamente generato l’indignazione di molti. L’uomo ha fatto scendere dal mezzo un ragazzo di 15 anni con una disabilità che non trovava il suo abbonamento. Questo a distanza di solo due settimane dal caso di Belluno. In quell’occasione, un conducente aveva lasciato a piedi un bambino di 11 anni perché sprovvisto del nuovo titolo introdotto in vista delle Olimpiadi.
Cosa è successo
Il ragazzo ha preso il bus alla fermata di Piovane, a San Felice. Una volta salito si è accorto di non riuscire a trovare il suo abbonamento. In realtà ne era in possesso ma proprio non riusciva a ricordare dove lo avesse messo. Si è dunque recato dall’autista a dirgli che gli era impossibile esibire il tagliando. A quel punto l’uomo non ha esitato a farlo scendere dall’autobus. Il 15enne è dovuto rimanere a lungo sotto la pioggia aspettando che il nonno lo venisse a prendere.
A distanza di poche settimane, due storie quasi identiche.
Due bambini. Due autobus. Due “regole” applicate senza sguardo.Nel primo caso, un ragazzino fatto scendere sotto la neve per un biglietto ritenuto non valido.
Nel secondo, raccontato da Gramellini in “Ultima fermata”,… pic.twitter.com/29x13B2QE8— Beatrice Lorenzin (@BeaLorenzin) February 11, 2026
Appena appreso l’accaduto, la madre ha denunciato l’accaduto al Giornale di Vicenza, sollecitando la società Società Vicentina Trasporti a dare spiegazioni. La donna sostiene che l’autista avrebbe potuto benissimo fare una semplice multa. In quel caso la famiglia avrebbe potuto contestarla, dimostrando che il ragazzo era effettivamente provvisto di un abbonamento valido. La donna dubita fortemente che lasciare a piedi i passeggeri sia una prassi in linea con le politiche dell’azienda.
Le scuse della società SVT
La Società Vicentina Trasporti ha subito espresso il dispiacere per quanto accaduto e si è scusata con la famiglia del ragazzo. L’azienda ha inoltre comunicato l’ avvio di una verifica interna. Una volta appurato quanto accaduto il comportamento dell’autista verrà sanzionato. Secondo la società, una tale condotta «in nessun modo rispecchia le regole di viaggio descritte anche nella Carta dei Servizi aziendale né la politica di SVT nei confronti dei propri utenti». SVT da ragione alla madre del ragazzo, la prassi corretta sarebbe stata quella di applicare una multa. Il sito stesso dell’azienda conferma che, in caso di multa, essa può essere contestata e annullata. L’interessato ha 15 giorni di tempo per dimostrare di essere in possesso di un abbonamento che fosse valido al momento del controllo.
Marco Sandonà, Il presidente di SVT, ha dichiarato: «abbiamo una responsabilità nei confronti dei nostri utenti, a maggior ragione quando si tratta di minorenni, che in nessun caso devono essere lasciati a terra. Su questo siamo da sempre molto chiari con tutto il personale di guida e gli addetti ai controlli»
Una questione da approfondire
Questo caso, che si aggiunge a quello di Belluno di due settimane fa, ci porta fuori dalla logica della semplice coincidenza. Perché le scorrettezze devono sempre essere curate e non vengono prevenute? “Essere molto chiari” è davvero abbastanza? Inizia a sorgere il dubbio che i metodi per supervisionare la condotta degli autisti non siano così stringenti come si dice. Molto spesso, conducenti che più volte hanno messo in atto comportamenti scorretti ricevono sanzioni solo dopo che le parti lese denunciano pubblicamente. Dall’altra parte, le lamentele che i passeggeri scrivono nelle apposite sezioni dei siti delle compagnie vengono ignorate la maggior parte delle volte.