Beatrice, una bambina di soli 2 anni, è morta nel suo lettino in una villetta a Montenero, alle porte di Bordighera. È accaduto lunedì 9 febbraio; la madre, Manuela Aiello di 43 anni, è attualmente in stato di fermo, arrestata con l’accusa di omicidio preterintenzionale.
Il decesso della bambina e i sospetti sulla madre
Quando in mattinata i soccorritori della Croce Rossa sono giunti nella villa di Montenero, località del comune di Imperia, per la bambina non c’era più nulla da fare. Nonostante i soccorritori abbiano tentato di rianimarla, la bambina ha subito un arresto cardiocircolatorio e il personale medico ne ha constatato il decesso.
A quel punto l’equipe medica della Croce Rossa, allarmata dai diversi lividi riscontrati sul corpo della bambina, ha chiamato sul posto i carabinieri e il medico legale.
«È caduta ieri dalle scale. Stamattina l’ho trovata nel letto così. Ieri stava bene» è quanto ha dichiarato la madre che, ascoltata dai carabinieri, ha sostenuto che i lividi non avessero a che fare con il decesso.
La sua versione, però, non ha convinto gli inquirenti e ad avvalorare i sospetti la relazione tecnica del medico legale, che ha rilevato «numerosi traumi volontari, tra cui alcuni provocati con oggetti contundenti». Da qui la decisione di disporre un arresto cautelare nei confronti della donna.
L’autopsia sul corpo della bambina è fissata per lunedì 16 febbraio; a realizzarla sarà Francesco Ventura, direttore dell’Unità operativa di Medicina legale del San Martino di Genova.
Le indagini, l’arresto e le dichiarazioni del legale della donna
Il 9 febbraio, mentre il sostituto procuratore Veronica Meglio ascoltava Manuela Aiello, gli inquirenti verificavano il suo alibi tramite l’analisi del sistema di videosorveglianza, che ha smentito la ricostruzione degli spostamenti fornita dalla donna. Le dichiarazioni contraddittorie e la mancanza di un alibi hanno fornito il quadro indiziario che ha spinto gli inquirenti a richiedere la misura della custodia cautelare.
La sera del 9 febbraio la donna è stata trasferita nella sezione femminile del carcere di Pontedecimo, a Genova, e giovedì 12 febbraio, in mattinata, dovrà comparire davanti al gip di Imperia per l’interrogatorio di convalida.
Intanto l’avvocato della donna, Laura Corbetta, ha fatto sapere di aver già presentato l’istanza di arresti domiciliari presso la residenza del papà della signora. Tale istanza sarebbe ora in corso di valutazione.
Sulla posizione della sua assistita, l’avvocato ha dichiarato con fermezza che la donna respinge ogni accusa: «Qui si tratta di una caduta accidentale della bambina e del fatto che la signora non abbia prestato soccorsi. Ma in quel momento non sembrava una situazione preoccupante».
La reazione del padre e le altre bambine della coppia
Maurizio Rao, padre della bambina e in carcere da 5 mesi per via della revoca dell’affidamento in prova, non aveva più visto la figlia dall’inizio della reclusione. Raggiunto dalla notizia, si è detto disperato.
Oggi 11 febbraio incontrerà il legale Mario Ventimiglia, che ha già manifestato la volontà di partecipare con un proprio consulente all’autopsia della piccola Beatrice.
Da quanto si apprende, a marzo Manuela Aiello sarebbe dovuta comparire davanti al giudice di Imperia per richiedere l’affidamento delle figlie: oltre alla piccola Beatrice di 2 anni, infatti, la coppia ha altre due bambine di 10 e 9 anni che, dopo la tragedia, sono state affidate prima ai nonni paterni e poi ai servizi sociali. Ora si troverebbero in una comunità.