Ferrari Luce, ecco il nome della prima auto elettrica di Maranello

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Dimenticatevi i dettagli e le finiture in pelle, i grandi display e le manopole al volante. A San Francisco, la Ferrari ha presentato il nome e gli interni della sua prima elettrica: Ferrari Luce, l’inizio di un nuovo capitolo della storia del Cavallino Rampante. Un nome che è molto di più.

Non è solo elettrificazione, è la visione della Rossa sul futuro, una nuova era del design e della progettazione ingegneristica che proietta la casa automobilistica fondata da Enzo Ferrari verso un orizzonte difficilmente immaginabile prima. Dovremo attendere i primi di maggio per scoprire le forme definitive della vettura, ma il modo in cui Ferrari l’ha concepita, disegnata e costruita ha scatenato un acceso dibattito.

Una nuova era

L’evento di presentazione è stato organizzato a San Francisco dalla Ferrari in collaborazione con LoveFrom, il collettivo di creativi fondato dai designer Sir Jony Ive – che in Apple ha curato il design di prodotti come iPhone, MacBook e iPod – e Marc Newson, che da cinque anni lavora a 360° sullo stile della nuova vettura. San Francisco, capitale mondiale della tecnologia, rappresenta ormai da tempo la patria del design più innovativo nei settori dell’interfaccia e dell’user experience.

Se l’intento era quello di spiazzare tutti, la Ferrari ci è riuscita sicuramente. Un design semplice, lineare, con pochi oggetti sia sul cruscotto che sulla plancia. Le finiture in pelle lasciano spazio al vetro e all’alluminio. Gli interni in stile industrial la fanno da padrone. Il volante è stato completamente rivoluzionato e semplificato: i tasti per le diverse modalità di guida sono scomparsi e le frecce per i cambi di direzione sono state integrate nella struttura della corona.

 

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Il vetro caratterizza anche la chiave di questa Ferrari, la prima al mondo costruita con un display E-Ink integrato. Quando la si inserisce nel dock sulla console centrale, un magnete la centra e la blocca. Il display passa dal giallo Ferrari al nero, mentre cruscotto e pannello di controllo si illuminano in sequenza. La casa di Maranello lo ha chiamato “il rituale”, un momento pensato per rendere speciale l’avviamento e colmare l’assenza di altre emozioni.

Un tributo alle origini?

Analogico e digitale, tradizione e innovazione: è da questa tensione che nasce il nuovo design della Ferrari Luce. La grafica si ispira agli strumenti Veglia e Jaeger degli anni Cinquanta e Sessanta, quelli delle Ferrari storiche, ma l’obiettivo non è solo la nostalgia. La corona del volante è estremamente semplificata, simile a quella della Dino 246, prodotta tra il 1969 e il 1973.

Il Multigraph integrato nel display centrale è un altro rimando all’analogico: l’orologio è dotato di un movimento proprio con tre motori indipendenti che spostano autonomamente le lancette. Sullo sfondo c’è sempre un display digitale personalizzabile, che consente di assumere quattro funzioni diverse: orologio, cronografo, bussola o strumento di launch control.

La grande scommessa

Per esprimere un giudizio completo bisogna aspettare maggio, ma gli appassionati si sono già divisi sul nuovo corso della Ferrari. Se c’è una cosa che i fan si aspettano quando firmano un assegno da oltre 300.000 euro (e le voci sulla Ferrari Luce parlano di cifre ben superiori, vicine ai 500.000), è l’abbondanza. Rumore, pelle cucita a mano, manettini al volante complessi e quel design aggressivo che urla “velocità” anche da fermo, che dice: Ferrari.

Gli interni della Ferrari Luce esposti a San Francisco, un connubio tra vetro e alluminio che incarna la visione minimalista di LoveFrom e Jony Ive

Eppure, la Ferrari Luce va nella direzione opposta. È elettrica, silenziosa (o quasi), e soprattutto ha un abitacolo che ha lasciato molti perplessi. L’interno è pulito, essenziale, quasi “vuoto” rispetto ai cockpit ricchi di elementi a cui siamo abituati.

C’è poi un fattore immateriale che gonfia il prezzo: l’esclusività intellettuale. La nuova macchina della Rossa si posiziona deliberatamente lontano dalla corsa ai gadget di Tesla o Mercedes. Mentre le altre elettriche di lusso vi sommergono con Hyperscreen grandi come televisori e luci ambientali da discoteca, Ferrari sceglie il silenzio visivo. È una mossa audace che cerca di trasformare l’auto da semplice mezzo performante a oggetto di design da collezione, anche se a un primo sguardo può sembrare cheap. Basterà a conquistare l’anima degli appassionati e un mercato così lontano dall’anima di Maranello?

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