Starmer travolto dallo scandalo Epstein: si dimette il capo di gabinetto

Come negli scacchi, sacrifichi una pedina per salvare il re. È quello che ha fatto il primo ministro britannico Keir Starmer. Il leader laburista per mantenere in qualche modo la propria leadership, non proprio saldissima, ha scelto di liberarsi del suo più fidato consigliere e storico braccio destro. Morgan McSweeney, il potente capo di gabinetto e architetto del trionfo laburista, ha rassegnato le dimissioni. Un addio, quello a Downing Street, legato alla nuova diffusione degli “Epstein files”.

Il sacrificio dello stratega

Non un uomo qualunque. McSweenay era stato lo stratega prima dell’ascesa di Starmer a leader del partito nel 2020 e poi della grande vittoria elettorale nel luglio 2024, dopo la deriva ideologica di estrema sinistra del predecessore Jeremy Corbyn. Con una maggioranza di 174 deputati – un risultato che ha sfiorato il record storico di Tony Blair nel 1997 – il braccio destro di Starmer era considerato l’eminenza grigia dietro l’ascesa del leader laburista.

Succeduto alla guida dei laburisti nel 2020, Keir Starmer è una persona schiva. Ha il titolo di baronetto ("Sir"), una prestigiosa formazione alle spalle (ha studiato ad Oxford) e una carriera da magistrato che lo ha portato a dirigere la Procura di Inghilterra e Galles dal 2008 al 2013. Ha una moglie e due figli, ma della sua vita privata si sa molto poco.
Keir Starmer, premier del Regno Unito
Il caso Mandelson

Al centro dello scandalo c’è la figura di Peter Mandelson, l’ex “architetto” del New Labour di Blair. Nella sua lettera di dimissioni, McSweeney si è assunto la piena responsabilità di aver caldeggiato e approvato, nel corso del 2024, dopo la vittoria di Trump, la nomina di Mandelson ad ambasciatore negli Stati Uniti. Una scelta rivelatasi fatale.

Sebbene i legami tra Mandelson e Jeffrey Epstein fossero noti da tempo, Starmer aveva inizialmente confermato l’incarico, salvo poi licenziare il diplomatico lo scorso settembre dopo le prime rivelazioni compromettenti. Tuttavia, i nuovi documenti emersi dipingono un quadro ben più inquietante. Mandelson avrebbe trasmesso a Epstein informazioni riservate sul salvataggio della Grecia da parte dei Paesi dell’Eurozona nel 2010. All’epoca dei fatti, Mandelson ricopriva il ruolo di Segretario alle Attività Economiche nel governo di Gordon Brown.

Scenari futuri

Scatta la corsa a “Downing Street”. Per ora la figura a dir poco traballante di Starmer resiste anche perché i suoi rivali interni non sono messi particolarmente meglio. L’ex vicepremier e “regina rossa” Angela Rayner è vittima di uno scandalo fiscale riguardante delle tasse non pagate sulla seconda casa al mare. Un altro contendente, il ministro della salute Wes Streeting è anche lui figlioccio di Mandelson. Mentre all’altro esponente della sinistra, il sindaco di Manchester Andy Burnham, Starmer ha negato la candidatura per un seggio in Parlamento, indispensabile per aspirare alla leadership.

Marco Fedeli

Laurea Triennale in Lettere (Università degli Studi di Milano)

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