Dopo 5 medaglie in una giornata già da record alle Olimpiadi di Milano Cortina, sono arrivati gli azzurri del pattinaggio sul ghiaccio a completare l’opera. La squadra italiana ha infatti conquistato la medaglia di bronzo a squadre. Per ritrovare l’ultima volta che gli azzurri erano saliti sul podio olimpico bisogna andare indietro alle prove di Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio a Salt Lake City 2002 e Carolina Kostner a Sochi 2014.
Azzurri da bronzo
L’Italia partiva bene dopo le qualificazioni: la coppia Charlène Guignard- Marco Fabbri nella danza aveva conquistato il secondo posto. Sara Conti e Nicolò Macii chiudevano invece al terzo posto nella danza di coppia tenendo comunque l’Italia in una posizione competitiva. Lara Naki Gutmann ha chiuso invece la sua prestazione del singolo femminile al quinto posto. La brillante prova di Matteo Rizzo invece ha portato definitivamente l’Italia sul podio, tagliando fuori Georgia e Canada. Inarrivabili invece Stati Uniti e Giappone, da oro e argento.

Ilia Malinin: oltre i limiti
Gli Stati Uniti hanno conquistato l’oro anche grazie alla prestazione di Ilia Malinin. Il pattinatore 21enne è stato il primo ad eseguire in gara un salto considerato molto pericoloso, un quadruplo Axel. Ma questo non è l’unico limite che Malinin che sfidato. Lo statunitense nel 2024 ha introdotto nel suo programma il salto mortale, anche detto backflip. Considerato più un’acrobazia che un gesto tecnico, era proibito nel pattinaggio di figura dal 1976, ma Ilia ha cambiato le carte in tavola. Il primo pattinatore a eseguire un backflip in gara era stato lo statunitense Terry Kubicka, ma poco dopo l’International Skating Union ne vietò l’esecuzione. A violare questa regola fu la francese Surya Bonaly ai Giochi olimpici del 1998 e per questo le fu assegnata una penalità. Dall’estate del 2024 invece una modifica del regolamento consente l’esecuzione del backflip in gara senza alcun tipo di penalità.