“Dio e patria”: sono questi i valori che, secondo la presidenza Trump e il Pentagono, gli appartenenti a Scouting America dovrebbero ritrovare, abbandonando l’ideologia “Woke”. La critica è giunta in vista dell’annuale National Jamboree, il ritrovo di tutti i gruppi di scout d’America, in programma dal 22 al 31 luglio 2026. Se i cosiddetti core values non dovessero tornare centrali per l’organizzazione, il Pentagono si è detto convinto a ritrattare il sostegno militare che da oltre un secolo fornisce a Scouting America sotto varie forme.
Diversity, Equality and Inclusion
Il conflitto nasce da diversi cambiamenti culturali e organizzativi interni al movimento scout. Negli ultimi anni l’organizzazione ha aperto i principali programmi di scouting anche alle ragazze, assottigliando le barriere sull’identità di genere e cambiando l’originale nome “Boy scouts of America”, in favore dell’attuale Scouting America, per riflettere l’approccio più inclusivo adottato. L’organizzazione ha abbracciato i valori DEI (Diversity, Equality and Inclusion), ovvero un insieme di idee, politiche e pratiche per promuovere un ambiente più equo. Negli ultimi tempi, soprattutto nella politica statunitense, il termine DEI è stato fortemente associato alla cultura “Woke”.
La cultura “Woke”
Oggi, quando si parla di cultura woke, si fa riferimento ad un insieme di idee e sensibilità sociali che puntano a riconoscere e combattere le discriminazioni, promuovere inclusione e l’utilizzo di un linguaggio considerato rispettoso (politically correct). Con il passare del tempo, soprattutto negli USA, “Woke” è diventato un termine polemico, spesso utilizzato con accezione negativa nei dibattiti politici per criticare l’ideologia progressista che guarda a razza, genere e inclusione. Trump ha fatto della lotta alla cultura “Woke” uno dei temi centrali della sua amministrazione, andando contro a Università, musei e istituzioni che riteneva troppo progressiste. Anche l’iniziata DEI, considerata strettamente legata alla cultura “Woke”, ha subito svariate limitazioni dove voleva essere applicata, con l’attuazione di politiche governative come ordini esecutivi per limitarne l’uso in istituzioni federali.

La critica di Trump e del Pentagono
La critica generale smossa dal Capo del Pentagono, Pete Hegseth, e dal presidente Trump, è che Scouting America non rappresenti più i valori tradizionali americani. Al contrario, l’inclusività e i programmi educativi moderni sono visti dal mondo conservatore come un esempio di politicizzazione di un’istituzione storicamente neutrale e orientata alla formazione tradizionali dei ragazzi. In quest’ottica, Trump chiede a Scouting America di “tornare a Dio e alla Patria”. Un’espressione che indica il ritorno ai valori ritenuti più classici e patriottici, ponendo meno interesse alle questioni di inclusione, percepite come “culturali”. Se ciò non dovesse accadere, il Pentagono si riserverebbe di ritirare il sostegno storicamente dato all’organizzazione scoutistica. Questo sostegno include l’assistenza logistica per eventi importanti come il National Jamboree, la messa a disposizione di strutture militari e l’accesso per i giovani scout nel servizio di difesa nazionale.
Secondo alcune fonti, al momento ci sarebbero delle negoziazioni in corso tra Scouting America e il Pentagono, per rinegoziare la partnership e definire le “riforme di valori fondamentali” che permettano la continuazione dei rapporti. L’organizzazione si è detta positiva in merito al dialogo con il Dipartimento della Difesa statunitense, sottolineando gli storici valori che la contraddistinguono: cittadinanza, servizio e formazione giovanile.