Olimpiadi Invernali 2030: il Comitato francese tra rinunce e dimissioni

Per dei Giochi Olimpici che stanno per iniziare, ce ne sono altri in fase embrionale pronti a lanciare il loro countdown quadriennale. Milano Cortina 2026 è il presente delle Olimpiadi Invernali, le Alpi francesi 2030 sono il futuro. Un futuro dal presente turbolento.

L’anno turbolento del Comitato organizzativo delle Olimpiadi invernali 2030

Il 2 febbraio scorso il presidente del Comitato delle retribuzioni Bernard Méheut ha rassegnato le sue dimissioni dall’incarico, gettando nuove ombre sul Comitato organizzativo dei Giochi (Cojop). Secondo le ricostruzioni dei quotidiani francesi L’Equipe e Le Parisien, l’uomo avrebbe preso questa drastica decisione per via delle divergenze con il presidente del comitato, Edgar Grospiron, accusato di attirare attorno a sé il potere per avere il controllo su tutto.

Il presidente del Comitato organizzativo dei Giochi Olimpici Invernali 2030 Edgar Grospiron (Credits: IOC / Quinton Meyer)

Non si tratta del primo passo indietro: solo negli ultimi due mesi si sono dimessi anche il  direttore della comunicazione Arthur Richer (23 gennaio) e la direttrice delle operazioni del Cojop Anne Murac (9 dicembre). Anche il presidente del Comitato etico del Cojop e della Solideo (società che si occupa di consegnare i lavori nei tempi previsti), François Molins, ha lanciato un allarme sulle tensioni interne.

I problemi alla catena di comando partono da lontano, perché solamente un anno fa l’ex biatleta Martin Fourcade ha rinunciato al ruolo di presidente del Cojop, poi affidato a Grospiron. Un altro rifiuto è stato quello di Meribel come sito solo per discipline paralimpiche, dopo l’entrata in scena della Val D’Isère che con Courchevel ospiterà lo sci alpino.

La visione per i Giochi Olimpici 2030 e la percezione su Milano-Cortina

Durante questo momento di turbolenze interne, il Comitato ha presentato a Milano davanti al CIO la propria visione per i prossimi Giochi Olimpici Invernali, con la volontà di renderli spettacolari e radicati nei territori. Sono due gli obiettivi principali presentati dal direttore generale del Cojop Cyril Linette: mantenere un budget sostenibile e garantire un’eredità duratura alle regioni ospitanti. Tra queste c’è anche l’Italia con il Piemonte, perché l’Oval di Torino sarà la sede per le gare di pattinaggio di velocità. 

I prossimi step per l’organizzazione saranno il passaggio della bandiera olimpica durante la Cerimonia di Chiusura all’Arena di Verona il prossimo 22 febbraio, seguita dalla presentazione degli emblemi olimpici e paralimpici e dai piani direttivi dei siti, nonché dal programma sportivo entro l’inizio dell’estate.

Importante, a detta degli organizzatori francesi, prendere esempio dal modello di Giochi diffusi proposto da Milano Cortina. In tal senso, Oltralpe arrivano attestati di stima per il lavoro di rinnovamento fatto sulle infrastrutture delle Olimpiadi del 1956 a Predazzo (trampolini) e a Cortina (bob). L’Equipe evidenzia anche l’utilizzo di infrastrutture già esistenti (90% del totale) tra cui la pista Stelvio di Bormio, la pista Olimpia delle Tofane di Cortina e le piste di biathlon di Anterselva. Per i francesi è “un modello da seguire”.

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